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Valori del sangue

Pressione minima bassa

La pressione minima bassa è anche conosciuta con il nome di ipotensione, questa si manifesta quando i valori pressori sono inferiori ai 90/60 mmHg.

di Redazione

26 giugno 2017

Sintomi della pressione minima bassa

Si può dire che un soggetto ha la pressione minima bassa, quando i suoi valori pressori sono inferiori alla norma, ovvero quando scendono al di sotto dei 90/60 mmHg. L'ipotensione è un disturbo molto diffuso, che può scaturire da varie cause e scatenare dei sintomi molto fastidiosi. Nonostante questo, la pressione bassa rimane molto meno preoccupante dell'ipertensione, ovvero della pressione alta. L'ipotensione può colpire chiunque, indipendentemente dal sesso e dall'età, anche se ne soffre una percentuale maggiore di donne e di persone che praticano una costante attività fisica o che seguono diete che limitano l'assunzione di sali. Tale disturbo si divide in "bassa", "troppo bassa" e "pericolosamente bassa". La prima si ha quando i valori non risultano inferiori ai 90/60 mmHg, la seconda quando non scendono oltre i 60/40 mmHg e infine la terza quando rimangono nella soglia dei 50/33 mmHg.

Cause

Come detto in precedenza l'ipotensione può colpire chiunque, indipendentemente dal sesso e dall'età. Nonostante questo, ci possono essere alcune condizioni che favoriscono l'insorgenza di questo disturbo. Per esempio nelle donne in stato di gravidanza il progesterone aumenta, causando il rilassamento dei vasi sanguigni, che comporta l'abbassamento brusco dei valori pressori. Anche a seguito dell'assunzione di determinati farmaci la pressione potrebbe calare. Inoltre, l'ipotensione si manifesta più spesso in soggetti che soffrono di problemi alla tiroide o a seguito di infezioni o allergie. Da non sottovalutare è anche la componente genetica, poiché questo tende ad essere un disturbo ereditario. Rimane comunque una buona norma contattare il proprio medico, qualora il disturbo dovesse protrarsi nel tempo, poiché potrebbe essere una conseguenza di alcune malattie.

Sintomi

I sintomi dell'ipotensione sono facilmente riconoscibili. Infatti frequentemente coloro che hanno la pressione minima bassa sono più soggetti agli svenimenti. Molto spesso questo disturbo può comportare uno stato di stanchezza cronica, che può diventare problematico sul luogo di lavoro, poiché potrebbe degenerare in veri e propri problemi di concentrazione. Anche le palpitazioni sono un chiaro sintomo dell'ipotensione, che si unisce molto spesso ad una sensazione di instabilità. Infatti, la pressione bassa può anche comportare fastidiosi capogiri, che possono portare al paziente la nausea e conseguentemente il vomito. Quando i valori pressori scendono al di sotto dei 90/60 mmHg, la vista molto spesso si offusca, creando un senso di confusione nel paziente. È bene ricordare che la pressione bassa non è, nonostante tutto, un quadro clinico preoccupante.

Rimedi

Non esiste un vero e proprio rimedio per la pressione bassa. Infatti, se questa non è associata a patologie ben precise, non è necessario intervenire per curarla. Nonostante questo ci sono alcune buone norme, che possono aiutare il paziente affetto da ipotensione a minimizzare i sintomi che la pressione bassa comporta, come evitare pasti abbondanti e seguire una dieta bilanciata. Il paziente deve anche prestare particolare attenzione quando dalla posizione supina deve passare alla posizione eretta. Infatti se ci si alza con movimenti troppo veloci e bruschi, si rischia di avere uno sbalzo di pressione che può portare fastidiosi capogiri. Non esistono trattamenti farmacologici precisi per far fronte a questo particolare disturbo, ma in ogni caso, qualora se ne dovessero notare i sintomi è sempre bene rivolgersi al proprio medico curante per sincerarsi del proprio quadro clinico.

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Domande frequenti

  • Quali sono i valori esatti che definiscono la pressione bassa?
    L'ipotensione, comunemente nota come pressione bassa, si diagnostica clinicamente quando i valori pressori sistolici e diastolici scendono al di sotto della soglia standard di 90/60 mmHg. È importante distinguere tra diverse gradazioni: si parla di ipotensione lieve quando i valori restano sopra questa soglia ma sono bassi, mentre diventa 'troppo bassa' se non scende oltre i 60/40 mmHg. Una condizione considerata pericolosamente bassa si verifica quando i valori raggiungono livelli critici intorno ai 50/33 mmHg. Tuttavia, la semplice misurazione numerica non basta; il contesto clinico e la presenza di sintomi associati sono fondamentali per stabilire se si tratta di una condizione fisiologica normale o patologica.
  • Chi è più predisposto a soffrire di ipotensione?
    L'ipotensione può colpire qualsiasi persona indipendentemente dall'età o dal genere, ma esistono gruppi specifici con una maggiore prevalenza. Le donne, in particolare quelle in gravidanza, sono più soggette a cali pressori a causa dell'aumento del progesterone, ormone che rilassa i vasi sanguigni. Sono inoltre a rischio gli individui che praticano sport intenso o attività fisica costante, poiché il loro sistema cardiovascolare è altamente efficiente. Un altro fattore di rischio significativo riguarda chi segue diete povere di sale o chi soffre già di altre patologie, come problemi alla tiroide. Infine, la componente genetica gioca un ruolo importante, rendendo il disturbo spesso ereditario e presente fin dalla giovane età senza necessariamente indicare una malattia sottostante.
  • Quali sono i sintomi principali da monitorare?
    I segnali dell'ipotensione sono generalmente evidenti e includono stanchezza cronica, difficoltà di concentrazione e palpitazioni. I pazienti riportano spesso sensazioni di instabilità, vertigini e capogiri, specialmente durante i cambi di postura. Questi sintomi possono degenerare fino a causare nausea, vomito e offuscamento della vista, portando talvolta a veri e propri svenimenti. La confusione mentale è un altro effetto comune quando la perfusione cerebrale diminuisce. Sebbene questi disturbi siano fastidiosi e possano impattare sulla vita quotidiana e lavorativa, raramente costituiscono un pericolo immediato per la salute, a differenza dell'ipertensione, purché non siano associati a shock o perdite di coscienza prolungate.
  • Esistono rimedi naturali o accorgimenti quotidiani efficaci?
    Non esiste una cura farmacologica specifica per l'ipotensione asintomatica o benigna, quindi l'approccio principale è basato sullo stile di vita. È fondamentale evitare pasti troppo abbondanti, poiché la digestione richiede sangue allo stomaco, sottraendolo al resto del corpo e abbassando ulteriormente la pressione. Si consiglia di alzarsi lentamente dal letto o dalle sedie per prevenire lo sbalzo ortostatico, che causa vertigini. Mantenere una dieta equilibrata e idratarsi correttamente aiuta a stabilizzare i volumi ematici. In assenza di patologie concomitanti, questi semplici accorgimenti sono sufficienti per minimizzare i sintomi e migliorare il benessere generale senza bisogno di interventi medici invasivi.
  • Quando è necessario consultare un medico?
    Sebbene la pressione bassa sia spesso una condizione fisiologica innocua, è consigliabile rivolgersi al medico curante se i sintomi diventano persistenti, gravi o interferiscono significativamente con le attività quotidiane. Bisogna prestare attenzione soprattutto se l'ipotensione insorge improvvisamente in una persona che solitamente ha valori normali, poiché potrebbe segnalare disidratazione, infezioni, reazioni avverse a farmaci o problemi cardiaci e tiroidei. Inoltre, se i valori scendono drasticamente (sotto i 60/40 mmHg) accompagnati da confusione, pelle fredda o polso debole, si tratta di un'emergenza medica. Il medico potrà valutare la necessità di esami specifici per escludere cause secondarie e determinare se è necessario modificare la terapia farmacologica in corso.

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