Effetti ulcera duodenale

Dolori di pancia

Ulcera duodenale

L'ulcera duodenale viene curata in genere con l'assunzione di farmaci che riducono il livello di acidità, solo raramente è necessaria la chirurgia.

di Redazione

15 febbraio 2017

Che cos'è l'ulcera duodenale

Con il termine ulcera duodenale si indica una zona della parete del duodeno che si trova priva di protezione in quando l'alto livello di acidità dei succhi gastrici provoca l'erosione del rivestimento interno. Questa tipologia di disturbi viene chiamata anche ulcera peptica. L'ulcera duodenale può formarsi nell'esofago, nello stomaco, nel duodeno e in tutti i punti in cui il tubo digerente è bagnato dai succhi gastrici acidi. Raramente questa patologia compare nel digiuno oppure nell’ileo: in questi casi è legata rispettivamente alla sindrome di Zollinger-Ellison e al diverticolo di Meckel. In genere l'ulcera duodenale ha un diametro tra 10 e 25 mm e una profondità di 0,25 mm; inoltre può essere isolata oppure plurima, cioè essere presente in diverse sedi. Un sintomo tipico è un dolore profondo all'addome a stomaco vuoto. Questa patologia può essere diagnosticata con certezza solo dopo un esame radiologico con bario oppure dopo aver effettuato un’endoscopia dello stomaco e del duodeno.

Quali sono le cause dell'ulcera duodenale

Il rivestimento dello stomaco e del duodeno è costantemente esposto al rischio di erosione da parte degli acidi gastrici prodotti dalla parete dello stomaco. Invece la parte inferiore dell'esofago corre questo rischio solamente in caso di reflusso dei succhi gastrici dello stomaco. Sono diversi i fattori e le cause che concorrono alla formazione di un’ulcera duodenale: in alcuni individui questo disturbo ha una vera e propria storia familiare e quindi si è maggiormente predisposti a questa patologia. Lo stress può svolgere un certo ruolo nell’aggravare un’ulcera già esistente. L'ulcera duodenale colpisce un individuo su dieci nel corso della vita e si nota una maggiore incidenza nei maschi rispetto alle femmine. La fascia della mezza età è quella più colpita e in genere è più probabile che compaia prima l'ulcera duodenale rispetto all'ulcera gastrica.

Quali sono i sintomi e le complicazioni

Molti individui colpiti da un'ulcera duodenale non presentano alcun sintomo, tuttavia, nella maggior parte dei casi, il sintomo più frequente è un dolore urente o profondo all'addome che a volte sveglia il soggetto durante la notte. Il dolore dell'ulcera duodenale è spesso alleviabile ingerendo cibo, ma generalmente ricompare dopo alcune ore. Altri sintomi sono la perdita dell'appetito (anche se, in certi casi, un'ulcera duodenale lo fa aumentare), eruttazione, dimagrimento, sensazione di gonfiore, nausea e vomito. In alcune situazioni possono svilupparsi complicanze, la più frequente delle quali è l'emorragia dell'ulcera; quando è abbondante, causa vomito ematico ed espulsioni di feci nere. In questo caso si tratta di un'emergenza medica. Raramente un’ulcera può perforare la parete posteriore del tubo digerente ed estendersi fino al pancreas. Se la zona colpita si trova sulla parete anteriore del duodeno, lo stravaso di succhi gastrici può causare peritonite, che produce dolore intenso e improvviso e rende necessario il ricovero urgente in ospedale.

Trattamenti e cura

Per favorire la guarigione dell'ulcera duodenale si assumono farmaci antiacidi che neutralizzano l'eccesso di acidità. Devono essere presi regolarmente, così da mitigare il dolore: inoltre, permettono di eliminare questo disturbo se assunti insieme alle altre misure di autoterapia. Se questo non avviene e i sintomi persistono, bisogna mettere in atto una terapia specialistica a base di farmaci antiulcera (ranitidina, cimetidina e famotidina), così da ridurre la produzione di acido. Invece se si assume sucralfato, si crea sull'ulcera duodenale un rivestimento protettivo. Nella maggior parte dei casi si guarisce nel giro di sei-otto settimane, mentre negli altri è necessaria una farmacoterapia a lungo termine; raramente il disturbo non si risolve assumendo farmaci e quindi si deve effettuare una vagotomia oppure un altro intervento chirurgico. In alcuni casi di perforazione si inserisce attraverso il naso un sondino per aspirare i succhi gastrici.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali dell'ulcera duodenale e come si manifesta il dolore?
    Il sintomo più caratteristico è un dolore urente o profondo localizzato all'addome, spesso definito 'a fame', che tende ad aggravarsi quando lo stomaco è vuoto e può persino interrompere il sonno notturno. A differenza dell'ulcera gastrica, il dolore duodenale viene solitamente alleviato temporaneamente dall'ingestione di cibo, per poi riapparire dopo qualche ora. Altri segnali includono eruttazioni, sensazione di gonfiore addominale, nausea e, in alcuni casi, alterazioni dell'appetito accompagnate da dimagrimento. È importante notare che molti soggetti possono presentare la patologia in forma asintomatica finché non si verificano complicanze.
  • Quali sono le cause scatenanti e i fattori di rischio principali?
    L'ulcera duodenale nasce dall'erosione della mucosa intestinale dovuta all'attacco degli acidi gastrici. Le cause principali includono l'infezione da Helicobacter pylori e l'uso prolungato di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Fattori predisponenti significativi sono la familiarità genetica, che aumenta la suscettibilità individuale, e lo stress psichico, che pur non essendo la causa diretta, può aggravare i sintomi e rallentare la guarigione. La patologia colpisce prevalentemente gli uomini nella fascia di mezza età, con una prevalenza maschile superiore a quella femminile. Una corretta diagnosi richiede endoscopia o esami radiologici specifici.
  • Come si cura l'ulcera duodenale e quanto dura il trattamento?
    La terapia mira a ridurre l'acidità gastrica e proteggere la mucosa. Si utilizzano farmaci antiacidi per neutralizzare l'acido, proton-pump inhibitors o H2-blocker (come ranitidina o famotidina) per diminuire la produzione acida, e sucralfato per creare una barriera protettiva sull'ulcera. Il ciclo terapeutico standard dura generalmente dalle sei alle otto settimane, periodo sufficiente per la guarigione nella maggior parte dei casi. In presenza di infezione da H. pylori, è fondamentale associare antibiotici. Solo raramente, quando la terapia farmacologica fallisce o in caso di complicanze gravi, si ricorre a interventi chirurgici come la vagotomia.
  • Quali sono le complicanze più pericolose e quando rivolgersi urgentemente al medico?
    Le complicanze più frequenti e gravi includono l'emorragia interna e la perforazione della parete intestinale. L'emorragia si manifesta con vomito di sangue fresco (ematemesi) o feci nere e catramose (melena), richiedendo un immediato intervento medico. La perforazione, invece, permette ai succhi gastrici di fuoriuscire nella cavità addominale, causando una peritonite con dolore improvviso, violento e generalizzato, che costituisce un'emergenza assoluta. In questi scenari critici, il paziente necessita di ricovero ospedaliero urgente, talvolta con inserimento di sondini nasogastrici per decomprimere lo stomaco e prevenire ulteriori danni.

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