Stitichezza ragadi anali

Malattie

Ragadi anali

Le ragadi anali sono un disturbo abbastanza diffuso. Sono dolorose ulcerazioni della mucosa del canale anale e si formano in caso di stitichezza.

di Redazione

21 febbraio 2017

Cosa sono le ragadi anali

Le ragadi anali sono un disturbo più o meno diffuso. Persistenti, dolorose e talvolta anche recidive, non sono semplici da curare. Pertanto, per una soluzione definitiva, si ricorre spesso alla chirurgia. Si tratta di piccoli ma profondi tagli nella mucosa del canale anale, formatisi in seguito alla defecazione. Con il passaggio delle feci, infatti, l'ano si dilata. In condizioni normali, l'attività avviene senza sforzi. In presenza di stitichezza o di feci grosse, l'ano si dilata eccessivamente procurando degli strappi nella pelle. Da questi tagli fuoriesce in genere del sangue di colore rosso vivo, da non confondere con perdite rosso scuro, indice di patologie più serie che richiedono un tempestivo consulto medico. Di solito, i piccoli sanguinamenti da ragadi anali si risolvono in pochi giorni. Qualora le ulcerazioni ricorrano sempre nello stesso punto, senza rimarginarsi, bisogna consultare necessariamente uno specialista.

Cause principali delle ragadi anali

Secondo alcuni specialisti, le ragadi anali compaiono a seguito di uno sforzo eccessivo durante la defecazione. Per agevolare il passaggio di feci grosse e dure, l'ano si dilata più del dovuto procurando delle lesioni più o meno profonde nella mucosa. La stitichezza, pertanto, risulta essere un fattore predisponente del disturbo. Altri studiosi considerano poco attendibile questa teoria, ritenendo che la stitichezza sia invece una diretta conseguenza delle ragadi anali. Il soggetto evita volontariamente la defecazione per timore del dolore generato dalle ulcerazioni, provocando così una stipsi consapevole. Altri pazienti, per agevolare l'atto di evacuazione assumono lassativi. Anche la diarrea può incidere sul benessere dell'orofizio anale. L'alterazione nel naturale ph, comporta la comparsa di taglietti ed escoriazioni sulla mucosa. Le ragadi anali possono comparire anche in gravidanza, a seguito di una vita sedentaria, di un'alimentazione non equilibrata, di scarsa igiene intima.

Sintomi più comuni per riconoscere le ragadi anali

Le ragadi anali sono un disturbo molto fastidioso e doloroso. Possono risolversi in pochi giorni, come anche protrarsi e sfociare nella forma acuta e cronica. Si riconoscono dall'intenso dolore accompagnato da prurito e bruciore durante il passaggio delle feci. I sintomi possono durare alcuni minuti come anche parecchie ore. Un altro evidente campanello d'allarme viene rappresentato dalle piccole perdite di sangue di colore rosso vivo. Il paziente, in genere, riferisce difficoltà nello stare seduto e, al tempo stesso, in piedi per più di un dato periodo. Non riesce a dormire serenamente la notte ed al mattino si sveglia stanco. Le ragadi anali sono, infatti, accompagnate da vere e proprie fitte. Ciò accade perché la sezione interessata è fortemente vascolarizzata e ricca di terminazioni nervose. Ne consegue una seria compromissione delle normali attività quotidiane. Pertanto, al persistere dei sintomi, bisogna consultare immediatamente uno specialista.

Cure e rimedi naturali

Le ragadi anali possono essere alleviate con semplici accorgimenti quotidiani. Bere molta acqua e seguire un regime alimentare ben equilibrato nonché ricco di fibre migliora la peristalsi, rendendo le feci più morbide e più semplici da evacuare. Pertanto, prediligere pane e pasta integrale, frutta, verdura di stagione e cereali. È possibile, inoltre, ricorrere ad integratori di fibre su consiglio medico o dell'erborista di fiducia. Per ridurre gli spasmi dello sfintere, si possono eseguire degli impacchi con acqua tiepida e coadiuvare i lavaggi con pomate o creme antinfiammatorie, anche naturali, a base di calendula, ippocastano, centella asiatica o elicriso. Questi rimedi sono preventivi e curativi in caso di ragadi anali leggere. Qualora, invece, il problema fosse già in fase acuta oppure cronica, dietro consiglio medico, potrebbe essere necessario ricorrere alla chirurgia.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra il sangue rosso vivo e quello rosso scuro nelle feci?
    È fondamentale distinguere i due tipi di sanguinamento per capire la gravità della situazione. Il sangue rosso vivo, tipico delle ragadi anali, proviene dalla zona anale e indica solitamente una piccola lesione superficiale della mucosa causata dal passaggio delle feci. Al contrario, il sangue rosso scuro o nero (melena) suggerisce un'emorragia proveniente da parti più alte del tratto digestivo, come lo stomaco o l'intestino tenue. Questa seconda condizione richiede un immediato e tempestivo consulto medico, poiché potrebbe essere indice di patologie più serie rispetto alle semplici ulcerazioni anali.
  • La stitichezza causa le ragadi o le ragadi causano la stitichezza?
    Esiste un circolo vizioso complesso. Tradizionalmente si ritiene che la stitichezza sia la causa principale: feci dure e grandi costringono l'ano a dilatarsi eccessivamente, provocando strappi nella mucosa. Tuttavia, molti specialisti notano che spesso accade il contrario: il forte dolore associato alla defecazione porta il paziente a evitare volontariamente di andare in bagno per paura della riacutizzazione del sintomo. Questo ritardo nell'evacuazione rende le feci ancora più dure e secche, peggiorando la stitichezza e aggravando ulteriormente la ragadi. Rompere questo ciclo richiede sia la cura della ferita sia la gestione della motilità intestinale.
  • quali rimedi naturali possono aiutare ad alleviare il dolore e favorire la guarigione?
    Per le forme lievi, diversi approcci naturali mostrano efficacia. Innanzitutto, mantenere un'adeguata idratazione e aumentare l'apporto di fibre (con alimenti integrali, frutta e verdura) ammorbidisce le feci, riducendo il trauma durante l'evacuazione. Localmente, gli impacci con acqua tiepida aiutano a rilassare lo sfintere e ridurre gli spasmi dolorosi. Inoltre, l'applicazione topica di creme o pomate a base di piante come la calendula, l'ippocastano, la centella asiatica o l'elicriso può supportare la rigenerazione tissutale e agire con azione antinfiammatoria naturale, accelerando la risoluzione delle ulcerazioni superficiali.
  • Quando è necessario rivolgersi urgentemente a uno specialista?
    Bisogna consultare un medico specialista se il dolore persiste per diverse ore dopo la defecazione, se si manifestano fitte intense che compromettono il sonno e le attività quotidiane, o se le perdite ematiche non cessano. È cruciale intervenire se la ragade non sembra rimarginarsi nel giro di pochi giorni o se tende a ripresentarsi sempre nello stesso punto, indicando una possibile cronicizzazione. Inoltre, qualsiasi dubbio sulla natura del sanguinamento (specialmente se diverso dal rosso vivo brillante) o la comparsa di febbre e gonfiore richiedono valutazione medica immediata per escludere complicanze o altre patologie.
  • Come prevenire la ricaduta delle ragadi anali?
    La prevenzione si basa principalmente sull'igiene intestinale e sullo stile di vita. Mantenere un'alimentazione ricca di fibre e bere molta acqua è essenziale per garantire feci morbide e facilitare l'espulsione senza sforzi. Evitare lunghi periodi di sedentarietà aiuta la circolazione e la funzionalità intestinale. Una corretta igiene intima, preferendo lavaggi delicati e asciugature tamponanti piuttosto che strofinare, preserva l'integrità della mucosa. Infine, non ignorare lo stimmo di defecare quando si presenta è vitale: aspettare indurisce le feci e aumenta il rischio di microtraumi. Se necessario, integratori di fibra possono supportare queste misure preventive sotto consiglio medico.

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