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Vitamine

vitamina D

Il nostro organismo per poter sopravvivere al meglio necessita della giusta assunzione di vitamine, quella D è importante per le ossa.

di Redazione

29 maggio 2012

Le vitamine

I medici, i nutrizionisti e i dietologi si raccomandano ogni giorno di nutrire il proprio organismo non trascurando l'assunzione delle vitamine. Queste sostanze diventano fondamentali per poter avere sempre una salute perfetta e ovviamente la maggior parte delle vitamine sono assimilabili come sempre tramite l'alimentazione. I vari studi scientifici hanno dimostrato come però tutte le persone, sia uomini che donne, abbiano la carenza di una determinata vitamina la D. Nonostante insomma si cerchi di fornire sempre la corretta informazione su come sia necessario alimentarsi, la vitamina D risulta davvero povera nell'uomo. Questo è un problema da non sottovalutare, soprattutto perché la vitamina D è indispensabile per la formazione delle ossa. Essa infatti contribuisce alla deposizione di calcio e fosfato nelle zone cartilaginee, assorbimento di calcio nelle zone digestive, mobilitazione del calcio dalle ossa e riassorbimento renale.

L'importanza della vitamina D

Ciò quindi evidenzia la grande importanza di questa vitamina D che si tratta in realtà dell'insieme di 5 vitamine, ma quelle importanti per il nostro organismo sono esclusivamente la vitamina D2 (ergocalciferolo) e D3 (colecarciferolo). La prima è di provenienza vegetale, mentre la seconda che deriva dal colesterolo è sintetizzata negli organismi animali. La vitamina D3 è sintetizzata anche dalla pelle dell'uomo attraverso l'esposizione ai raggi solari. Se quindi avete carenza di vitamina D potete tranquillamente esporvi al sole per garantirne una maggiore quantità nel vostro organismo. Questa vitamina aiuta principalmente a mantenere normali i livelli di calcio e di fosforo nel sangue e garantisce anche il rapido assorbimento di calcio indispensabile per riuscire ad avere ossa forti e sane. Non bisogna quindi trascurare l'importanza della vitamina D, anche se purtroppo nell'alimentazione odierna si tende a non assorbire più di tanto questo tipo di sostanza.

Gli alimenti ricchi di vitamina D

Quali sono allora gli alimenti che permettono al nostro organismo di poter assumere tanta vitamina D? Il più ricco in assoluto è l'olio di fegato di merluzzo, chiaro che nella nostra cucina questo tipo di ingrediente non verrà mai utilizzato. Si può allora tentare di ripiegare sui pesci grassi, principalmente coloro che contengono maggior quantità di vitamina D sono il salmone e le aringhe. Più comune invece è sicuramente il latte e i suoi derivati, non è un caso che quando si ha carenza di calcio si cerca soprattutto di mangiare latticini. Anche però le uova, il fegato e le verdure verdi contengono vitamina D. Attraverso quindi un'alimentazione ricca di questi alimenti si può sicuramente evitare di avere carenze di vitamina D. Non solo però il cibo può garantire l'assunzione al nostro organismo di tale vitamina.

L'importanza del sole

Come detto in precedenza anche i raggi del sole contribuiscono notevolmente a arricchire il nostro corpo di vitamina D. Per stare quindi un pò più tranquilli, senza pensare di dover mangiare necessariamente quei determinati alimenti, potete fare affidamento sull''assimilazione cutanea della vitamina D attraverso i raggi del sole. Chiaro come soprattutto in estate ci sia maggior possibilità di esporsi al sole, ma in questo caso però si rischia molto spesso che i benefici dei raggi solari possano trasformarsi in nemici per la nostra pelle. I raggi UV sono dannosi, possono provocare vari tumori della pelle, che soprattutto tra i giovani negli ultimi anni sono aumentati. E' quindi importantissimo potersi come sempre proteggere attraverso delle creme solari, indispensabili per evitare che il sole faccia danni al nostro corpo. Meglio poi evitare l'esposizione ai raggi solare durante le ore più calde della giornata. Come in tutte le cose l'attenzione deve essere massima, altrimenti si rischia di curare un problema, ma provocarne un altro.

Le malattie

Cosa può accadere se si va incontro ad una carenza di vitamina D? Si rischia di incappare in malattie molto importanti come il rachitismo e l'osteomalacia. In questi casi bisogna fare una netta differenza tra bambini e uomini. Il rachitismo non si può presentare in forma adulta, questo colpisce principalmente i bambini che proprio a causa della mancanza di calcio e quindi di vitamina D si ritroveranno con le ossa deformate. Queste durante i primi mesi di crescita non avranno avuto la giusta nutrizione. Il rachitismo di solito si manifesta con un rammollimento nelle regioni occipitali, temporali e parietali, ipertrofia delle cartilagini, incurvamento delle ossa lunghe. L'osteomalacia invece si manifesta negli adulti che presentano deficit di vitamina D. Questo tipo di malattia provoca una debolezza muscolare, dolori nella zona dorso-lombare della colonna vertebrale, fragilità delle ossa, aumento delle fratture soprattutto al bacino e ai polsi. Questi sintomi si verificano soprattutto nelle donne che a causa dell'osteoporosi hanno la necessità di assumere molta più vitamina D rispetto agli uomini. E' soprattutto nel periodo della menopausa che le donne rischiano facilmente di rompersi le ossa. Ci può essere però anche un eccesso di vitamina D nel proprio organismo, ipervitaminosi, che provoca vomito, nausea, diarrea, calcificazioni dei tessuti molli e ipercalcemia.

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Domande frequenti

  • Quali sono le migliori fonti alimentari per reintegrare la vitamina D?
    Le fonti alimentari più ricche includono l'olio di fegato di merluzzo, sebbene poco usato in cucina, e i pesci grassi come salmone e aringhe. Tra gli alimenti comuni, latte e derivati, uova, fegato e alcune verdure a foglia verde rappresentano valide alternative. Poiché è difficile ottenere dosaggi elevati solo dal cibo, integrare la dieta con questi prodotti è fondamentale per prevenire carenze, specialmente in chi segue regimi alimentari restrittivi o ha una scarsa esposizione solare.
  • Quanto tempo di esposizione solare serve per produrre vitamina D senza danneggiare la pelle?
    La sintesi cutanea avviene grazie ai raggi UVB, ma l'esposizione deve essere bilanciata per evitare rischi tumorali. È consigliabile esporsi al sole nelle ore meno calde (mattina presto o tardo pomeriggio) per brevi periodi, sufficienti a permettere la produzione endogena. L'uso di creme solari ad ampio spettro è comunque essenziale per proteggere la pelle dai danni cumulativi dei raggi UV, che possono superare i benefici della vitamina D se l'esposizione è prolungata e non protetta.
  • Quali sono i sintomi specifici dell'osteomalacia negli adulti?
    L'osteomalacia, causata da deficit di vitamina D negli adulti, si manifesta con debolezza muscolare e dolori diffusi, specialmente nella zona dorso-lombare. Le ossa diventano fragili, aumentando significativamente il rischio di fratture, in particolare a bacino e polsi. A differenza del rachitismo nei bambini, qui il problema è il rammollimento dello scheletro maturo. Le donne, specialmente in menopausa, sono più soggette a queste complicanze legate all'osteoporosi associata.
  • In cosa differiscono rachitismo e osteomalacia?
    Il rachitismo colpisce esclusivamente i bambini in fase di crescita, causando deformità ossee come incurvamento delle ossa lunghe e rammollimento del cranio, dovuto a un mancato sviluppo scheletrico corretto. L'osteomalacia, invece, interessa gli adulti: le ossa sono già formate ma perdono densità e resistenza, portando a dolore e fratture. Entrambe le condizioni derivano da grave carenza di vitamina D e calcio, ma le conseguenze anatomiche variano in base allo stadio di maturazione scheletrica.
  • Cos'è l'ipervitaminosi D e quali sintomi provoca?
    L'ipervitaminosi D è una condizione rara ma seria dovuta a un eccesso di vitamina D, spesso causata da sovradosaggio di integratori piuttosto che dal sole o dieta. Provoca ipercalcemia, ovvero livelli troppo alti di calcio nel sangue, che portano a nausea, vomito, diarrea e, nei casi gravi, calcificazione anomala dei tessuti molli come reni e vasi sanguigni. È cruciale monitorare i livelli ematici prima di assumere integratori ad alto dosaggio.

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