Problemi all interno del matrimonio

Matrimonio

affidamento congiunto

Quando c'è in ballo la separazione o il divorzio all'interno di un matrimonio è fondamentale dare la precedenza alla serenità dei figli. L'affidamento congiunto è una soluzione.

di Redazione

10 gennaio 2014

Problemi all interno del matrimonio

Il matrimonio dovrebbe costituire il fulcro centrale dove ruota l'amore tra due persone. Si tratta di un sacramento di grande importanza che però negli ultimi tempi è preso probabilmente fin troppo alla leggera. Quando si decide di sposarsi tutte le decisioni della propria vita devono essere condivise con l'altra persona, quella per la quale si prova amore. Capita però, come normale che sia, ritrovarsi a fare i conti con periodi bui e di confusione, in cui i vari attriti carateriali prendono il sopravvento e diventa piuttosto complicato riuscire a ritrovare l'armonia di un tempo. Si tratta di situazioni che possono essere più o meno gravi, se la coppia riesce a superarle, il matrimonio è salvo, in caso contrario l'unica soluzione risulta essere la separazione ed il divorzio. Probabilmente nella società moderna si tende spesso a mollare la presa quando il matrimonio inizia a scricchiolare, non c'è insomma la voglia e la forza di mantenerlo intatto.

Benessere dei figli

La separazione o il divorzio implicano però delle conseguenze piuttosto importanti all'intero nucleo familiare, soprattutto dal punto legislativo ed economico. Inevitabilmente si dovrà discutere della giusta ripartizione dei beni e spesso diventa piuttosto complicato riuscire a trovare un accordo sereno. Durante però il periodo di separazione quello che preme maggiormente alla legge italiana è la tutela della prole. Sicuramente quando ci sono in ballo i figli la separazione o il divorzio risultano essere molto più delicati perché è fondamentale che non ci sia uno shock totale per la prole. Tutto insomma deve ruotare intorno al benessere dei figli, già di per sé non sarà facile per loro superare la separazione dei propri genitori, ma diventerà ancor più complicato se diventano oggetto di feroci liti su chi insomma debba ricadere l'affidamento. Questo punto è stato soggetto ad alcuni cambiamenti sostanziali all'interno della legislazione italiana, mentre insomma prima si prediligeva il classico affidamento esclusivo, il più delle volte era la madre ad averne il diritto, da qualche anno si attua invece l'affidamento congiunto.

Affidamento congiunto

Il giudice, quando deve occuparsi di un caso di separazione o divorzio, ha come priorità assoluta quella di garantire benessere ai figli ed in questo caso l'affidamento congiunto sembra essere spesso la soluzione migliore. Cosa prevede quindi questo affidamento congiunto? Durante la separazione o il divorzio la patria potestà deve essere attribuita ad entrambi i genitori che dovranno provvedere all'educazione dei figli condividendone le principali responsabilità. In questo caso quindi l'affidamento congiunto implica una totale compartecipazione e condivisione dei coniugi alla cura dei propri figli. E' quindi fondamentale che la presenza dei genitori sia praticamente considerata allo stesso modo da parte della prole, entrambi devono avere lo stesso rapporto, provvedendo insieme all'educazione, all'istruzione ed al mantenimento dei figli. Questa legge permette in questo modo che i figli non si ritrovino a dover affrontare in maniera piuttosto dolorosa la separazione dei genitori, ristabilendo quasi una sorta di normalità in un contesto che purtroppo non è più lo stesso.

Quand è possibile l affidamento congiunto

L'affidamento congiunto chiaramente è possibile qualora entrambi i coniugi siano assolutamente ligi alla legge ed al dovere, non esistano insomma casi di violenza, di maltrattamento o altri elementi piuttosto negativi che hanno provocato la fine del matrimonio. E' importante che i coniugi riescano ad andare anche abbastanza d'accordo, se infatti il giudice si accorge che, durante l'affidamento congiunto, ci siano liti generati proprio da come proseguire nell'educazione dei figli, è probabile che alla fine si applichi una revisione del caso e quindi l'affidamento possa essere di natura diversa. E' a tal proposito assolutamente opportuno che non si creino disagi tra i coniugi durante l'educazione dei figli, entrambi hanno gli stessi diritti e quello che conta è riuscire ad evitare loro altri traumi. L'affidamento congiunto è insomma la formula meno grave per i figli durante la separazione o il divorzio di due genitori. Chiaramente però la prole si ritroverà a non essere sballottolata da una casa all'altra, il giudice infatti deciderà di lasciare i figli nella cosa dove sono cresciuti, proprio per evitare altri tipi di traumi. Ovviamente toccherà poi all'altro genitore essere lo stesso ben presente nonostante non abiti più nella stessa casa, per fare ciò però è necessario che non ci sia troppo attrito con ormai l'ex coniuge. L'affidamento congiunto è sicuramente la formula migliore da adottare per la prole, ma è opportuno che i rapporti dei genitori non siano troppo ostili, altimenti diventa complicato riuscire ad instaurare un clima sereno per i propri figli. Quest'ultimi infine, pur dimorando sempre nella stessa casa, possono ovviamente trascorrere qualche giorno, solitamente si sceglie il weekend, nell'appartamento dell'altro genitore. Attraverso insomma l'affidamento congiunto entrambi i genitori sono liberi di vedere i propri figli quando vogliono, non ci sono restrizioni di orari o di visite.

Domande frequenti

  • Cosa cambia rispetto al passato nell'affidamento dei figli dopo una separazione?
    Fino a pochi anni fa prevaleva l'affidamento esclusivo, spesso assegnato alla madre. Oggi la legislazione italiana privilegia l'affidamento congiunto, attribuendo la patria potestà ad entrambi i genitori. Questo modello garantisce una totale compartecipazione nelle scelte educative, scolastiche e di mantenimento, riconoscendo pari dignità e ruolo a padre e madre. L'obiettivo è evitare che il figlio viva la separazione come un abbandono da parte di uno dei due genitori, promuovendo invece una continuità affettiva e responsabile.
  • Quali sono i requisiti fondamentali per ottenere l'affidamento congiunto?
    Perché il giudice autorizzi l'affidamento congiunto, è essenziale che entrambi i genitori dimostrino serietà nel rispetto degli obblighi genitoriali. Non devono esserci precedenti di violenza domestica, maltrattamenti o abusi verso i minori. Inoltre, i genitori devono mostrare una capacità di cooperazione almeno minima: se emergono conflitti insanabili o litigi continui riguardanti l'educazione dei figli, il giudice potrebbe revocare l'affidamento congiunto per tutelare il benessere psicologico dei minori, optando eventualmente per forme diverse.
  • Dove vivranno i figli dopo la separazione con affidamento congiunto?
    Nella maggior parte dei casi, il giudice stabilisce che i figli continuino a risiedere abitualmente presso la casa dove hanno vissuto finora, per minimizzare il trauma dello spostamento e mantenere stabili scuola e amicizie. L'altro genitore, pur vivendo in un'altra abitazione, mantiene pieni diritti di visita e presenza. I figli potranno trascorrere periodi, solitamente i weekend o le vacanze, presso l'abitazione dell'altro genitore, garantendo così un rapporto equilibrato e continuo con entrambe le figure parentali.
  • L'affidamento congiunto impone orari rigidi per le visite?
    No, l'affidamento congiunto si basa sulla flessibilità e sulla collaborazione tra i genitori. A differenza di regimi più rigidi, qui non esistono restrizioni severe sugli orari di visita. Entrambi i genitori sono liberi di vedere i propri figli quando desiderano, purché ciò avvenga nel rispetto delle esigenze scolastiche e del benessere del minore. La chiave del successo è un accordo sereno e la volontà di non creare attriti, permettendo ai figli di godersi il tempo con entrambi senza sentirsi 'sballottolati' o oggetto di contese.