Matrimonio e problemi

Matrimonio

pratiche di separazione

Le pratiche di separazione devono essere seguite in genere da un avvocato divorzista esperto quindi in tali questioni matrimoniali.

di Redazione

19 settembre 2026

Matrimonio e problemi

Il matrimonio è un periodo in cui una coppia decide di poter trascorrere unita l’intera vita, c’è questo fortissimo sentimento che sembra essere assolutamente indissolubile, ma che può essere facilmente minacciato da qualche evento negativo che accompagna la coppia durante i diversi anni d’amore. Pensare insomma di poter tranquillamente vivere felici e sereni per sempre è assolutamente impossibile, i periodi più cupi sono praticamente inevitabili, alle volte ci si lascia travolgere dalla passione del momento, senza poi contare che l’amore vero è altro. Ecco che allora molte coppie sposate non riescono più ad essere felici, svanita la passione si tenta di trovare altre strade per provare nuove emozioni ed il risultato non sarà mai del tutto positivo. Proprio la staticità di coppia porta ad esempio al tradimento, ma a volte anche la semplice incompatibilità di carattere può causare una frattura insanabile che determina la separazione.

Pratiche di separazione

La decisione di porre fine al matrimonio deve essere ben ponderata da entrambi, non è raro insomma lasciarsi travolgere dalla rabbia del momento e agire in modo assolutamente irrazionale, per questo è opportuno, prima di avviare le pratiche di separazione, essere convinti del passo che si sta attuando. Voler porre fine ad un matrimonio implica una sofferenza notevole, perché pur provando rabbia verso il proprio partner, alla fine ci si rende conto di come sia avvenuto un fallimento, quindi un duplice dolore. La separazione può essere vissuta anche in maniera più serena, molto chiaramente dipende dal tipo di rapporto che intercorre tra le due parti, ma in ogni caso è necessario avviare le pratiche di separazione per poter poi arrivare al divorzio. Infatti la separazione è una fase di transizione, quello che pone la parola fine sull’unione coniugale è solamente il divorzio, è in questo caso che non si è più marito e moglie.

Avviare le pratiche di separazione

L’inizio delle pratiche di separazione deve avvenire con il consulto di un avvocato, in genere sarà quest’ultimo ad indicare la strada migliore da percorrere per i propri clienti. Si può anche avere la possibilità di scegliere un unico avvocato oppure di non farsi seguire da un legale, ma in questi casi conta la consensualità di coppia, ciò significa che entrambi devono essere assolutamente sicuri e d’accordo sulla stessa strategia da scegliere in ambito legale. Tutto questo è possibile quando vige un rapporto tranquillo tra i due coniugi che hanno intenzione di separarsi, non devono esserci particolari attriti. Le pratiche di separazione devono poi essere omologate dal tribunale di competenza, il cammino può essere più lungo se non vige alcun tipo di accordo tra i coniugi che vogliono porre fine al matrimonio, qui inevitabilmente anche le spese saranno maggiori.

Domande frequenti

  • È obbligatorio nominare un avvocato per iniziare la procedura di separazione?
    Sì, la legge italiana impone l'assistenza obbligatoria di un avvocato abilitato per presentare l'istanza di separazione presso il Tribunale. Tuttavia, esiste una distinzione importante: se i coniugi sono d'accordo su tutte le condizioni (separazione consensuale), possono decidere di affidarsi allo stesso avvocato per ridurre i costi, oppure ciascuno ne nomina uno diverso. Se invece ci sono disaccordi (separazione giudiziale), è fondamentale avere rappresentanza legale propria per tutelare i propri interessi, poiché il giudice dovrà intervenire per stabilire gli accordi.
  • Qual è la differenza pratica tra separazione e divorzio?
    La separazione non scioglie il vincolo matrimoniale; i coniugi rimangono legalmente marito e moglie, ma cessano gli obblighi della convivenza e della fedeltà. È una fase di transizione necessaria. Il divorzio, invece, è lo stato successivo che scioglie definitivamente il matrimonio, permettendo ai ex coniugi di risposarsi. In Italia, la separazione è il prerequisito indispensabile per accedere al divorzio. Durante la separazione si regolano aspetti cruciali come l'affidamento dei figli e il mantenimento economico, che verranno confermati o modificati in sede di divorzio.
  • Quanto tempo ci vuole per ottenere la sentenza di separazione?
    I tempi variano notevolmente in base alla complessità del caso e al carico del tribunale. Per una separazione consensuale, dove non ci sono minori o persone con disabilità da tutelare, la procedura può essere più rapida, talvolta entro pochi mesi. Se ci sono minori coinvolti, i tempi si allungano per garantire il superiore interesse del bambino. Nelle separazioni giudiziali, caratterizzate da conflitti e necessità di indagini complesse, la durata può estendersi da uno a tre anni o più, a seconda delle udienze necessarie e delle eventuali impugnazioni.
  • Quando posso chiedere il divorzio dopo la separazione?
    Le tempistiche per passare dalla separazione al divorzio dipendono dal tipo di separazione ottenuta. Se la separazione è stata dichiarata consensuale (d'accordo tra le parti), il termine di attesa è attualmente di sei mesi dalla data di omologa della sentenza. Se invece la separazione è stata giudiziale (decisa dal giudice a causa di disaccordo), il termine di attesa sale a dodici mesi, calcolati dall'udienza di comparizione delle parti davanti al giudice. Questi termini servono a permettere una eventuale riconciliazione o a consolidare gli accordi presi.
  • Come vengono stabiliti gli assegni di mantenimento durante la separazione?
    Gli assegni di mantenimento (sia per il coniuge che per i figli) sono determinati in base alle esigenze di chi li riceve e alla capacità economica di chi li versa. Il giudice valuta fattori come il tenore di vita goduto durante il matrimonio, la durata del rapporto, l'età e la salute dei coniugi, nonché il contributo dato alla formazione patrimoniale e all'educazione dei figli. L'obiettivo è mantenere, per quanto possibile, il livello di vita precedente alla rottura, garantendo soprattutto la stabilità economica dei minori. Gli importi possono essere rivisti in futuro se cambiano le circostanze economiche.