Separazione e cause

Matrimonio

pratiche per la separazione

Quando si decide di dar vita ad una separazione è indispensabile avviare le pratiche per la separazione, ma non sempre si necessita della figura di un legale.

di Redazione

25 giugno 2014

Separazione e cause

Il matrimonio è un momento molto importante per una coppia, qui si decide di voler vivere per sempre insieme e soprattutto poter costruire una nuova famiglia. Non sempre però è semplice riuscire a portare avanti tali valori istituiti dal matrimonio, possono subentrare delle circostanze problematiche difficili da sostenere che spingono i due coniugi a voler porre fine a tale unione. Si tratta di una situazione che sta diventando sempre più comune, il problema è che forse non si ha più tanto la forza e la voglia di voler condividere la propria vita con una persona in maniera seria e totalizzante. Sono alquanto differenti le cause che spingono due persone sposate a separarsi, a volte possono esserci costanti diverbi caratterizzati da differenze caratteriali, ci si accorge insomma di non essere più compatibili, altre volte le motivazioni sono più negative, dettate da infedeltà e grande falsità.

Pratiche per la separazione

Qualsiasi sia la causa scatenante di una separazione, è chiaro come la coppia debba attivarsi per iniziare le pratiche per la separazione. Il tutto ovviamente deve avvenire in ambito legale, a meno che la coppia non decida di scegliere la strada della separazione di fatto che però non determina alcuna fine del matrimonio. Per avviare le pratiche per la separazione è necessario innanzitutto essere convinti su quale iter giudiziario si ha intenzione di puntare. Come molti sapranno la separazione può essere di tipo consensuale o di tipo giudiziale e chiaramente sussistono delle differenze di fondo abbastanza importanti. Se si opta per la separazione consensuale le pratiche per la separazione possono avvenire anche senza la presenza di un avvocato, basta insomma recarsi nel proprio Tribunale di appartenenza ed esporre i propri punti. Una separazione consensuale è dettata infatti da un accordo tra i due coniugi, non subentra alcun tipo di attrito, tutto risulta essere tranquillo e stabile.

Pratiche per la separazione giudiziale

La situazione cambia notevolmente quando si sceglie la strada della separazione giudiziale. In questo caso può essere stato anche un solo membro della coppia a richiedere la separazione ed ovviamente non sussiste alcun tipo di accordo tra le parti e qui le pratiche per la separazione devono essere necessariamente seguite da un legale che spiegherà al proprio assistito come muoversi in ambito giudiziario. E’ alquanto evidente come la scelta di una separazione giudiziale renda il percorso verso la fine del matrimonio molto più tortuoso, con un dispendio economico, ma soprattutto di tempo, non indifferente. L’intero procedimento per le pratiche di separazione sarà quindi più complesso, a differenza invece della separazione consensuale in cui al giudice spetta solo l’omologazione del caso, il tutto si risolve tranquillamente in un’unica udienza.

Domande frequenti

  • È obbligatorio avere un avvocato per presentare la domanda di separazione?
    No, non è sempre obbligatorio. La necessità della figura legale dipende dal tipo di separazione scelta. Nel caso della separazione consensuale, dove entrambi i coniugi concordano su tutte le condizioni (affidamento figli, assegno di mantenimento, divisione beni), la legge permette di presentare la domanda direttamente al Tribunale senza l'assistenza obbligatoria di un difensore. Tuttavia, per la separazione giudiziale, necessaria quando c'è disaccordo tra le parti, la presenza di un avvocato diventa indispensabile per tutelare gli interessi del cliente durante il procedimento.
  • Qual è la differenza principale tra separazione consensuale e giudiziale?
    La differenza fondamentale risiede nella presenza o meno di un accordo tra i coniugi. Nella separazione consensuale, le parti hanno già raggiunto un'intesa su tutti gli aspetti economici e familiari, quindi il giudice si limita a verificare che l'accordo non danneggi i minori e lo omologa in una singola udienza. Nella separazione giudiziale, invece, manca l'accordo su uno o più punti chiave; il procedimento diventa quindi più lungo, complesso e costoso, richiedendo l'intervento attivo dei legali per dimostrare le ragioni della richiesta davanti al tribunale.
  • Quanto tempo richiede generalmente una separazione giudiziale rispetto a quella consensuale?
    I tempi variano molto in base alla complessità del caso e al carico degli uffici giudiziari, ma esiste una netta differenza. La separazione consensuale è la via più rapida: se l'accordo è completo, spesso si conclude in un'unica udienza, potendo ottenere l'omologazione entro pochi mesi dalla presentazione della domanda. Al contrario, la separazione giudiziale può protrarsi per anni. Richiede l'esame di testimoni, perizie e diverse udienze, poiché il giudice deve accertare i fatti contestati e decidere autonomamente sulle questioni irrisolte dalle parti, comportando un dispendio di tempo significativo.
  • Cosa succede se scelgo la 'separazione di fatto'?
    La separazione di fatto consiste nel cessare la convivenza senza depositare alcuna istanza ufficiale in tribunale. Questa opzione non pone fine giuridicamente al vincolo matrimoniale: i coniugi rimangono legalmente sposati. Di conseguenza, continuano ad applicarsi gli obblighi di fedeltà e assistenza morale, e il regime patrimoniale rimane quello stabilito (solitamente comunione dei beni), salvo diversa convenzione. Non ci sono effetti legali immediati sulla divisione dei beni o sull'affidamento dei figli. Per regolare definitivamente la situazione economica e familiare, è comunque necessario procedere con una separazione legale formale.
  • Quali sono le principali cause che portano a una separazione giudiziale?
    Le cause che portano a una separazione giudiziale, ovvero quando non c'è accordo, sono molteplici e spesso soggettive. Possono includere incompatibilità caratteriale profonda, divergenze insormontabili nell'educazione dei figli, problemi economici o finanziari non condivisi. Motivazioni più gravi includono l'adulterio, la violenza domestica, l'abbandono del nucleo familiare o gravi mancanche ai doveri coniugali. Poiché queste situazioni implicano conflitti e accuse reciproche, non essendo possibile un compromesso amichevole, il ricorso all'autorità giudiziaria e all'assistenza legale diventa l'unica strada percorribile per sciogliere il matrimonio.