Matrimonio e separazione legale

Matrimonio

separazione legale consensuale

La separazione legale consensuale prevede che i due coniugi siano d'accordo su tutte le questioni economiche e familiari riguardanti proprio il processo di separazione.

di Redazione

05 giugno 2014

Matrimonio e separazione legale

Non sempre il matrimonio è visto in maniera eterna, possono insomma accadere delle situazioni più o meno negative che provocano un cambiamento totale all’interno della vita matrimoniale, spingendo i due coniugi verso nuovi orizzonti. Sono insomma più che varie le cause che caratterizzano la fine di un matrimonio e non sempre è semplice poter restare in buoni rapporti con il proprio ex coniuge. Solitamente quando si decide di porre fine ad un matrimonio è opportuno essere realmente consapevoli di volerlo fare e scegliere poi chiaramente il percorso legale più adatto che condurrà la coppia verso il divorzio. Il primo step da superare in questi casi è la separazione. Questa è una fase transitoria in cui i coniugi restano ancora tali per la legge, ma possono tranquillamente non vivere più sotto lo stesso tetto. Solitamente la separazione legale prevede due strade, una consensuale ed una giudiziale e vogliamo approfondire in modo specifico il primo caso.

Separazione legale consensuale

La separazione legale consensuale prevede che entrambi i coniugi siano assolutamente d’accordo nel chiedere tale separazione in Tribunale, ma soprattutto che abbiano già stipulato una sorta di accordo su come regolare l’affidamento dei figli, la casa di proprietà, il contributo al mantenimento e le varie questioni economiche e familiari. Insomma attraverso la separazione legale consensuale i due coniugi si ritrovano ad avere un rapporto assolutamente tranquillo e basato sul rispetto, in cui non vige alcun tipo di attrito. Non è semplice riuscire ad essere d’accordo sulle varie questioni appena elencate, ma solo con un tipo di rapporto del genere si potrà dar vita alla separazione legale consensuale, in caso contrario si passa inevitabilmente a quella giudiziale. In genere quando si decide di separarsi è perché di mezzo c’è qualche motivazione anche piuttosto aspra, ma indubbiamente puntare sulla separazione legale consensuale può facilitare i coniugi su tutto il procedimento che porta poi al divorzio.

Procedimento della separazione legale consensuale

Una volta deciso di scegliere il percorso della separazione legale consensuale è indispensabile che questa venga omologata dal Tribunale di competenza. E’ quindi fondamentale che il giudice dia spazio ad un’udienza, essendoci accordo tra le parti in genere tutto si risolve facilmente con un’unica apparizione davanti al giudice. Non è invece necessario doversi affidare necessariamente ad un legale oppure al massimo si può scegliere di essere rappresentati entrambi dallo stesso avvocato. L’omologazione garantisce effettivamente che la decisione presa dai due coniugi sia assolutamente fattibile, l’accordo quindi è regolare, con tutti i punti legali rispettati e si può procedere per la separazione legale consensuale. Può però anche capitare che il giudice non riscontri positività in tale accordo, soprattutto nel caso dell’affidamento della prole e qui diventa necessario che le due parti rivedano i vari punti per renderli adeguati a ciò che la legge impone.

Domande frequenti

  • Quali sono gli accordi obbligatori da raggiungere prima di presentare la domanda di separazione consensuale?
    Per accedere alla procedura di separazione legale consensuale, i coniugi devono aver raggiunto un accordo completo e dettagliato su tutti gli aspetti fondamentali della loro vita comune. Nello specifico, è necessario concordare per iscritto le modalità di affidamento dei figli minori o maggiorenni non autosufficienti, la destinazione dell'abitazione familiare, il calcolo e la modalità di versamento degli alimenti (mantenimento) per il coniuge economicamente più debole e la divisione dei beni comuni. Solo quando questi punti sono definiti e soddisfano i requisiti di legge, il Tribunale potrà omologare l'accordo senza necessità di un giudizio contenzioso.
  • È obbligatorio nominare un avvocato per la separazione consensuale?
    Sì, la nomina di un avvocato è obbligatoria per entrambe le parti nella separazione consensuale. Tuttavia, la normativa italiana offre una grande flessibilità: i coniugi possono decidere di farsi rappresentare ciascuno da un proprio difensore, oppure possono optare per un unico avvocato che li rappresenti congiuntamente. Quest'ultima opzione è spesso scelta per semplificare le procedure e ridurre i costi legali, purché non vi siano conflitti di interesse che impediscano al professionista di tutelare equamente entrambe le parti durante l'iter giudiziario.
  • Quanto tempo richiede l'udienza per ottenere l'omologazione della separazione?
    La durata del procedimento varia in base al carico di lavoro del Tribunale competente, ma generalmente la separazione consensuale è molto rapida. Poiché le parti hanno già raggiunto un accordo, non ci sono prove da acquisire né dibattimenti complessi. Spesso basta una sola udienza davanti al giudice, che verifica la regolarità formale dell'accordo e la sua conformità all'interesse superiore dei figli. In molti casi, se la documentazione è completa e l'accordo è chiaro, l'omologazione può avvenire nel giro di poche settimane o mesi dalla presentazione della domanda.
  • Cosa succede se il Giudice non approva l'accordo raggiunto dai coniugi?
    Il Tribunale ha il dovere di vigilare affinché l'accordo rispetti la legge, specialmente quando sono coinvolti figli minori. Se il Giudice ritiene che alcune clausole, ad esempio quelle sull'affidamento o sugli alimenti, siano svantaggiose per uno dei coniugi o pregiudizievoli per i figli, può rifiutare l'omologazione. In tal caso, la procedura non si chiude automaticamente; i coniugi dovranno modificare l'accordo per renderlo conforme alle normative vigenti e alle direttive del giudice. Solo dopo aver rettificato gli aspetti contestati, il Tribunale procederà con l'omologazione definitiva della separazione.