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separazione non consensuale

Aggiornato il 22 maggio 20143 capitoli5 domande frequenti
Matrimonio e problematiche

Matrimonio e problematiche

Il matrimonio è un passo importantissimo per due persone che si amano, può essere visto come il coronamento dell’unione sacra di una coppia, ma ovviamente non tutto è sempre così positivo come può a volte sembrare. Decidere di creare una famiglia nel sacro vincolo del matrimonio è una scelta che va assolutamente presa con tutta la serietà di questo mondo, anche se negli ultimi anni questo valore è stato non poco violato, rovinandolo costantemente con il divorzio. Può indubbiamente subentrare un periodo di crisi all’interno di un matrimonio, è una condizione che non si può assolutamente evitare, ma quello che conta è saperla affrontare nel migliore dei modi. Il punto è che sempre più coppie sposate non hanno la voglia né la pazienza di poter superare l’ostacolo creato a qualche crisi ed ecco che immediatamente si ricorre alla separazione per poi arrivare al divorzio, che sancisce definitivamente la fine del matrimonio.

Separazione non consensuale

Prima però di arrivare al divorzio è necessario percorrere la strada della separazione, ma cosa accade quando si sceglie di seguire quella della separazione non consensuale? Innanzitutto questo comporta indubbiamente un rapporto di conflitto tra le parti, non scegliendo la strada della consensualità è ovvio come ci sia un attrito piuttosto forte trai coniugi. Solitamente in tali casi c’è una motivazione anche piuttosto aspra che spinge uno dei due coniugi a scegliere la separazione non consensuale. Questo percorso risulta essere piuttosto articolato, anche perché il più delle volte capita che è un membro della coppia a chiedere la separazione dopo aver subito un danno morale o fisico da parte del proprio coniuge. In genere si opta per la separazione non consensuale quando il motivo scatenante della fine del matrimonio pone i due coniugi uno contro l’altro e qui è praticamente impossibile riuscire a trovare un accordo e rendere la strada meno tortuosa.

Motivazioni separazione non consensuale

Una delle principali cause scatenanti di questa separazione non consensuale è il classico tradimento, è più tale motivazione che può spingere immediatamente il coniuge tradito a seguire un’altra strada, a voler completamente troncare qualsiasi tipo di rapporto con il proprio partner. La separazione non consensuale quindi avviene quando uno dei due coniugi decide di porre fine al matrimonio senza però aver trovato un accordo preventivo sulla spartizione del patrimonio ed anche sull’affidamento dei figli, qualora ci fossero. Questa decisione solitamente è anche motivata dalla grande rabbia, dalla voglia di farla pagare all’artefice di tale fine, ma non sempre la legge penalizza pesantemente il coniuge ritenuto colpevole del fallimento del matrimonio, bisogna insomma analizzare in modo approfondito la causa scatenante di tutto.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali cause che portano a una separazione non consensuale?
    La separazione non consensuale nasce tipicamente da conflitti irrisolvibili e motivazioni forti, spesso legate a tradimenti, abusi fisici o morali, o gravi incompatibilità caratteriali. A differenza della via consensuale, qui manca totalmente l'accordo preventivo tra i coniugi. Una parte chiede la separazione mentre l'altra si oppone, creando un clima di scontro legale. Le cause scatenanti possono variare dal comportamento infedele fino a dinamiche tossiche che rendono impossibile qualsiasi mediazione, costringendo la coppia ad affidarsi all'intervento del giudice per risolvere la situazione.
  • Cosa succede quando non c'è accordo su figli e patrimonio?
    In assenza di un accordo preventivo, la separazione non consensuale diventa un procedimento giudiziario complesso. Il giudice dovrà decidere autonomamente su tutti gli aspetti controversi: l'affidamento dei figli minori (se condiviso o monogenitoriale), il mantenimento economico e la divisione dei beni comuni. Poiché le parti non collaborano, il processo richiede tempi più lunghi e costi legali superiori rispetto alla separazione consensuale. L'autorità giudiziaria interviene per tutelare i diritti di entrambi i coniugi e, soprattutto, il superiore interesse dei minori coinvolti nella crisi familiare.
  • Il coniuge considerato 'colpevole' viene punito dalla legge?
    Bisogna fare attenzione: il concetto di 'colpevolezza' nel diritto di famiglia moderno ha subito molte evoluzioni. Se un tempo la colpa influenzava direttamente gli assegni di mantenimento, oggi il focus è principalmente sul benessere dei figli e sull'equità economica. Tuttavia, condotte gravi come violenza domestica, abbandono del nucleo o comportamenti gravemente illeciti possono avere ripercussioni sulle decisioni del giudice riguardo all'affidamento o alle condizioni economiche. Non esiste una 'penalizzazione' automatica simile al codice penale, ma il comportamento illecito influisce sulle determinazioni giudiziarie.
  • È possibile passare da una separazione non consensuale a una consensuale?
    Sì, è assolutamente possibile. Durante il corso del procedimento giudiziario, i coniugi possono decidere di deporre le armi e raggiungere un accordo amichevole. In tal caso, il giudice omologa l'accordo raggiunto dalle parti, trasformando di fatto la procedura in una separazione consensuale. Questo passaggio può avvenire in qualsiasi momento prima della sentenza definitiva. Spesso, la mediazione familiare aiuta le parti a trovare un compromesso, riducendo lo stress emotivo e i costi legali associati a un lungo contenzioso giudiziale.
  • Quanto tempo dura generalmente una separazione non consensuale?
    I tempi variano notevolmente in base alla complessità del caso, al carico del tribunale e alla disponibilità delle parti a collaborare. Generalmente, una separazione non consensuale richiede diversi mesi, spesso oltre un anno, per giungere a una sentenza definitiva. Questo perché il giudice deve ascoltare le parti, eventualmente nominare consulenti tecnici (come psicologi o periti economici) e redigere una decisione dettagliata su affidamento e patrimonio. Rispetto alla separazione consensuale, che può essere molto rapida, quella giudiziale è inevitabilmente più lunga e onerosa.

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