Matrimonio e separazione

Matrimonio

separazione per colpa

La separazione per colpa ha subìto dei cambiamenti sostanziali negli ultimi anni, non la si può più richiedere con tanta facilità.

di Redazione

19 marzo 2014

Matrimonio e separazione

Il matrimonio è una strada lunga e ricca di difficoltà in cui i due coniugi dovranno fare di tutto per percorrerla insieme, senza quindi ritrovarsi su piani assolutamente diversi che inevitabilmente provocano la rottura del rapporto. Non è quindi assolutamente semplice riuscire a trovare il giusto equilibrio per portare avanti un matrimonio e purtroppo sempre più coppie sposate preferiscono gettare la spugna ed allontanarsi definitivamente da questa sacra unione. Per poter far cessare i vari doveri e diritti coniugali è indispensabile passare attraverso la separazione per poi arrivare al divorzio. In Italia devono trascorrere quindi tre anni di separazione, che può essere consensuale o giudiziale, e giungere infine al divorzio che determina definitivamente la fine del matrimonio. La separazione consensuale solitamente fa leva su un accordo tra i due coniugi, entrambi quindi hanno intenzione di concludere il matrimonio in maniera pacifica, con quella giudiziale invece i contrasti sembrano essere insuperabili e si dà vita ad un processo per giungere alla giusta conclusione.

Separazione per colpa

Con la separazione giudiziale, quando quindi non si riesce ad arrivare ad un comune accordo tra i due coniugi, si può puntare sulla separazione per colpa. Di cosa si tratta in moto particolare? In poche parole il coniuge che richiede la separazione può dare la colpa all'altro che ha causato la fine del matrimonio. Questo è permesso dalla legge, ma tale separazione per colpa ha subìto un netto cambiamento negli ultimi anni. In passsato si poteva tranquillamente attribuire la seprazione per colpa nei casi in cui da parte di uno dei due coniugi c'era stato: adulterio, condanna penale superiroe ai cinque anni, volontario abbandono del coniuge, mancata fissazione della residenza da parte del marito, eccessi, minacce o sevizie nei confrotni dell'altro coniuge. Queste erano tutte motivazioni alle quali il coniuge "vittima" poteva appellarsi per richiedere la separazione per colpa.

Com è cambiata la separazione per colpa

Negli ultimi anni però tale legge ha subìto dei cambiamenti importanti, quando insomma uno dei due coniugi richiede la separazione per colpa, il giudice deve necessariamente studiare e valutare a fondo la causa di spearazione, comprendere effettivamente se il "reato" da parte di uno dei due coniugi sia stato realmente la causa scatenante della fine del matrimonio. Un esempio lampante è il tradimento, spesso può essere la conseguenza di un rapporto già in crisi ed in questo caso non si può attribuire la separazione per colpa al coniuge traditore, perché sussisteva già in precedenza un rapporto matrimoniale complicato. Qualora la colpa sia addebidata, il coniuge in questione perderà l'assegno di mantenimento nonché i diritti successori dell'ex coniuge, potrà insomma usufruire solo il diritto agli alimenti se ci sono effettivamente i presupposti.

Domande frequenti

  • Quali sono le cause legali che storicamente giustificavano la separazione per colpa?
    In passato, la legge italiana riconosceva diverse condotte gravi come motivo valido per attribuire la colpa nella separazione giudiziale. Le principali includevano l'adulterio, la condanna penale superiore a cinque anni per uno dei coniugi, l'abbandono volontario del focolare domestico, la mancata fissazione della residenza da parte del marito e comportamenti violenti come eccessi, minacce o sevizie. Chi si considerava vittima di tali azioni poteva appellarsi a queste motivazioni per ottenere la separazione con conseguenti svantaggi economici e giuridici per il coniuge ritenuto colpevole.
  • Come valuta oggi il giudice la richiesta di separazione per colpa?
    La giurisprudenza attuale ha subito un cambiamento sostanziale: il giudice non accetta più automaticamente l'attribuzione della colpa basandosi solo sull'atto specifico. È necessario dimostrare un nesso causale diretto tra la condotta del coniuge e la disgregazione del matrimonio. Ad esempio, un tradimento potrebbe essere considerato la conseguenza di un rapporto già compromesso precedentemente. Se il giudice accerta che il matrimonio era già in crisi irreparabile prima dell'evento contestato, la colpa non verrà attribuita esclusivamente a quel singolo atto, rendendo la procedura molto più complessa rispetto al passato.
  • Quali sono le conseguenze economiche e giuridiche per il coniuge dichiarato colpevole?
    Se il giudice dichiara un coniuge responsabile della crisi conjugale, le ripercussioni sono significative. Il coniuge colpevole perde il diritto all'assegno di mantenimento dall'ex partner. Inoltre, viene meno il diritto successorio, ovvero non erediterà nulla dal patrimonio dell'ex coniuge in caso di decesso. L'unica tutela economica residua è il diritto agli alimenti, ma questo viene riconosciuto solo se sussistono specifici presupsti di bisogno economico e carenza di risorse proprie, non essendo più garantito automaticamente come nel regime del mantenimento ordinario.
  • È ancora facile ottenere la separazione per colpa oggi?
    No, ottenere la separazione per colpa è diventato molto più difficile rispetto al passato. La tendenza legislativa e giurisprudenziale moderna punta a ridurre l'aspetto punitivo e a favorire accordi consensuali. Poiché il giudice deve analizzare approfonditamente le dinamiche relazionali per verificare se la condotta contestata abbia effettivamente causato la fine del matrimonio, è raro che venga attribuita la colpa in modo netto. Spesso, anche in presenza di comportamenti gravi, si tende a considerare la responsabilità condivisa o la preesistenza di conflitti, rendendo quasi obsoleta la pratica della separazione 'colpevolistica' pura.