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Caviglia

Aggiornato il 29 gennaio 20167 capitoli5 domande frequenti
caviglia

La caviglia

La caviglia costituisce la parte intermedia che si frappone tra la terminazione della gamba ed il piede. Dal punto di vista anatomico, la caviglia è formata da due tipologie di ossa, la tibia ed il perone. Suddette ossa sono collegate tra loro dall’astragalo, che va a completare l’articolazione, dando il nome a quest’ultima di “articolazione tibio-peronea astragalica”, nomenclatura proveniente dalla disposizione e dalla struttura delle ossa stesse che compongono la caviglia. L’articolazione stessa poi, risulta essere completamente vestita di una sorta di tessuto che viene definito “capsula”, che protegge e tutela le ossa, fungendo da naturale rivestimento. La caviglia, ed in particolare l’astragalo che collega tibia e perone, è completamente rivestito di tessuto cartilagineo. Suddetto tessuto, non è irrorato da vasi sanguigni, ma si presenta elastico e compatto incline alla tutela di alcune ossa del corpo. La cartilagine è una sorta di guaina protettiva composta collagene e ancora proteine e zuccheri. La stessa cartilagine si distingue in tre diverse tipologie che vengono denominate: ialina, fibrosa ed elastica. A livello osseo, suddetto tessuto tende a tutelare le giunture e non solo: essa si colloca in quei punti del corpo ove è richiesta (per la specifica funzione), e dove allo stesso tempo, è necessario che sussista una maggiore elasticità ed un più facile movimento. La cartilagine infatti, favorisce il naturale articolare di determinati gruppi ossei, e conserva questa specifica funzione fino alla sua stessa usura.

Struttura della caviglia

Strutturalmente la caviglia, è formata da alcuni legamenti che posseggono la specifica funzione di tenere insieme la tibia il perone e l’astragalo che la compongono e favoriscono allo stesso tempo il movimento. Questi legamenti si dividono in collaterali interni ed esterni. Oltre ai legamenti, a comporre la struttura concorrono anche i muscoli stessi ed i tendini. La caviglia è un’articolazione importantissima. La sua funzione specifica è quella di supportare il peso del corpo (principalmente delle gambe) e di consentire il naturale movimento dell’andatura. Sono due i principali movimenti che vengono favoriti dalla caviglia e sono: il movimento di flessione plantare e quello di flessione dorsale; i due movimenti sono antitetici l’uno rispetto all’altro. A causa della sua stessa specifica funzione, la caviglia è spesso sottoposta ad una serie di problematiche. Il naturale movimento di suddetta articolazione, può comportare rotture dei legamenti, usure delle cartilagine, distorsioni, fratture, gonfiori, infiammazioni. La caviglia costituisce infatti un punto di snodo parecchio delicato, che può facilmente, a causa anche di una mancata aderenza tra il piede stesso ed il suolo, lesionarsi o subire alterazioni specifiche.

Principali patologie della caviglia

Le patologie inerenti alla caviglia sono: l’usura della cartilagine che potrebbe comportare ulteriori danni alla struttura della caviglia, l’artrosi, che è tra le patologie più diffuse e comuni, la distorsione della caviglia che è provocata da un erroneo appoggio del piede al suolo, la frattura di una delle ossa che compongono l’articolazione, la sindrome dell’impingement e l’osteocondrite disseccante. Suddette patologie della caviglia, si presentano con diversi dolori, per cui, è importante consultare immediatamente un ortopedico, che possa individuare la patologia e decidere per la terapia appropriata in relazione al caso. Le lesioni che interessano la caviglia costituiscono la patologia maggiormente comune e diffusa. I soggetti maggiormente colpiti da suddette lesioni sono gli sportivi per ragioni di tipo logistico. Queste lesioni interessano in primis la cartilagine, che se viene ad assottigliarsi può portare lo sfregamento delle stesse ossa fra cui essa si frappone, impedendo il naturale scivolamento dell’articolazione ed impedendo dunque il movimento. Le lesioni della cartilagine, riguardano la cartilagine in se per se e la cartilagine e l’articolazione. Le prime lesioni vengono propriamente definite condrali, le seconde condrali miste. Questo tipo di patologia, può palesarsi sia con dolore che senza, quindi spesso può risultare difficile individuare la problematica in corso, anche se si avvisano delle alterazioni nel movimento stesso. Per individuare le reali problematiche che causano alterazioni ed eventuale dolore, è necessario effettuare un esame specifico che viene definito “artroscopia”. Questo specifico esame, è ad oggi l’unico in grado di permettere di individuare se esistono reali lesioni a livello della cartilagine e di conseguenza a livello della tibia e del perone. La risonanza magnetica ad esempio, è un esame accurato , ma non completo che impedisce di stilare una diagnosi precisa, e di conseguenza una cura idonea.

Artrosi

Altra patologia della caviglia è l’artrosi. Quest’ultima interessa principalmente le ossa. Le cause che determinano l’artrosi, sono la lesione della cartilagine o anche una scorretta postura che favorisce il mancato allineamento dell’asse delle ossa dell’articolazione. Il sovrappeso, ad esempio, può determinare una scorretta postura, uno scorretto andamento, e uno schiacciamento a livello dell’articolazione sulla tibia e sul perone. I tessuti cartilaginei tendono ad infiammarsi e a deteriorarsi progressivamente. L’invecchiamento osseo e il peso, aggravano o possono aggravare ulteriormente la situazione. In linea di massima, se l’artrosi viene individuata per tempo, è possibile attenuarla e curarla con un percorso di fisioterapia, o con infiltrazioni. Ovviamente non bisognerà effettuare grandiosi sforzi, ma sarà necessario stare a riposo, almeno fino alla guarigione. Mantenersi in forma è uno dei suggerimenti più importanti: perdere peso ed ovviare alla problematica relativa allo stesso schiacciamento che potrebbe causare danni e dolore, è il primo passo per migliorare il quadro clinico generico. Inoltre risulta parecchio importante rafforzare i muscoli delle gambe. Se la patologia si presenta grave, sarà necessario intervenire chirurgicamente, applicando un impianto esterno.

Distorsione

La distorsione, è forse la patologia più comune e diffusa. E’ causata da un appoggio scorretto del piede al suolo. La distorsione interessa anche i legamenti, ed è proprio in base alla trazione esercitata su questi, che questa patologia viene classificata in: distorsione di primo, secondo e terzo grado. Nel primo caso, i legamenti tendono a tirarsi, ma non subiscono alcun tipo di rottura. In questo specifico caso, la distorsione non sarà considerata troppo grave. La caviglia tenderà a gonfiarsi e a presentare leggere ecchimosi: per curarla in maniera immediata bisognerà necessariamente applicare del ghiaccio sulla parte interessata e procedere poi con una terapia di riposo e ripresa. La distorsione di secondo grado, è maggiormente grave e dolorosa. Alcuni legamenti si spezzano, la caviglia di gonfia e presenta ecchimosi violacee. In alcuni casi diventa impossibile appoggiare il piede al suolo. La terapia immediata è l’immobilizzazione, la fasciatura, il riposo e l’applicazione del ghiaccio. Se si pratica attività sportiva, con una distorsione di secondo grado, sarà impossibile continuare per almeno un mese. La distorsione di terzo grado, è la più grave e può essere causata da un trauma, da una caduta, da un contrasto. In questo caso i legamenti tendono completamente a spezzarsi. La caviglia presenta dolore e va operata o ingessata. Anche dopo l’operazione, è necessario fasciare la caviglia affinchè sia mantenuta ferma.

Cure

La sindrome dell’impigement, viene solitamente causata da un problema relativo ad un trauma, e può interessare tanto il tessuto fibroso, tanto quello osseo. E’ una patologia molto dolorosa e va curata o con terapia e infiltrazioni o con intervento chirurgico. In questo secondo caso, la riabilitazione è velocissima e indolore. L’osteocondrite disseccante è un’altra patologia della caviglia, causata anche in questo caso da un trauma, un urto, una lesione. La conseguenza primaria è il distacco tra il tessuto capsulare cartilagineo e una delle ossa della caviglia. Questo distacco provoca ovviamente dolore ed impedisce completamente il movimento. Ovviamente questa rottura tra le ossa e la cartilagine non avviene in maniera immediata, ma lentamente. Questo tipo di patologia presenta una certa gravità. Non esiste terapia che possa curarla se non il gesso, l’immobilità o ancora l’intervento chirurgico immediato.

Caviglie e seduzione

E’ la caviglia la vera arma di seduzione delle donne! Questa particolare parte del corpo, specialmente se sottile o fine, sembra attrarre gli uomini e sedurli . In inverno a causa delle basse temperature si tende a coprire questa zona con pantaloni, jeans, calzamaglie e stivali alti ma d’estate la caviglia diventa la vera protagonista della stagione. Un oggetto particolarmente amato dalle donne per dare ancor di più risalto a questa parte del corpo è la cavigliera che richiama l’attenzione proprio li, sulla sommità del piede e che produce negli uomini l’aumento del desiderio e del testosterone. Per incrementare ancora di più il sex-appel, ottimi sono i tatuaggi dalle forme maliziose o provocanti e i tanto amati quanto dagli uomini tanto dalle donne tacchi a spillo!

Domande frequenti

  • Quali sono i gradi della distorsione alla caviglia e come si differenziano?
    La distorsione alla caviglia si classifica in tre gradi in base alla gravità del danno ai legamenti. Al primo grado, i legamenti sono stirati ma non rotti, causando gonfiore lieve ed ecchimosi; richiede ghiaccio e riposo. Al secondo grado, alcuni legamenti si spezzano parzialmente, con dolore intenso, gonfiore marcato ed ecchimosi violacee; è necessaria immobilizzazione e fascia, evitando sport per circa un mese. Al terzo grado, i legamenti sono completamente recisi a causa di un trauma forte, rendendo impossibile il sostegno del peso: in questo caso è urgente l'ingessatura o l'intervento chirurgico, seguiti da immobilizzazione rigida.
  • Come si diagnostica con precisione una lesione della cartilagine della caviglia?
    Per diagnosticare con certezza le lesioni della cartilagine (condrali o condrali miste) alla caviglia, l'esame di riferimento è l'artroscopia. Questo procedimento permette di visualizzare direttamente lo stato della cartilagine, della tibia e del perone, identificando eventuali usure o frammenti liberi. La risonanza magnetica, pur essendo un esame accurato per valutare i tessuti molli e le strutture circostanti, non offre una visione completa e diretta della superficie cartilaginea, potendo quindi lasciare margini di incertezza nella diagnosi definitiva. È fondamentale rivolgersi a un ortopedico specializzato per interpretare correttamente i referti e scegliere la terapia adeguata.
  • L'artrosi alla caviglia ha soluzioni conservative prima dell'intervento chirurgico?
    Sì, se l'artrosi alla caviglia viene individuata tempestivamente, è possibile adottare terapie conservative per attenuarne i sintomi e rallentarne la progressione. Il primo passo fondamentale è la perdita di peso corporeo, poiché il sovrappeso aumenta drasticamente la compressione sulle ossa della caviglia (tibia e perone), accelerando il deterioramento della cartilagine. Parallelamente, è essenziale intraprendere un percorso di fisioterapia per rafforzare i muscoli delle gambe, migliorando la stabilità articolare. In alcuni casi, possono essere utili infiltrazioni locali. Solo nei casi gravi e avanzati, quando il dolore limita fortemente la mobilità, si valuta l'intervento chirurgico con impianti specifici.
  • Cosa sono l'osteochondritis dissecans e la sindrome dell'impingement alla caviglia?
    L'osteochondritis disseccante è una patologia grave causata spesso da traumi, caratterizzata dal lento distacco della cartilagine e del tessuto capsulare da una delle ossa della caviglia, bloccando il movimento e causando dolore. La sindrome dell'impingement, invece, è dovuta a un trauma che infiamma il tessuto fibroso o osseo nell'articolazione, limitando l'estensione della caviglia. Entrambe richiedono attenzione medica immediata: mentre l'impingement può talvolta beneficiare di infiltrazioni o chirurgia con rapida riabilitazione, l'osteochondritis disseccante è più complessa e spesso necessita di immobilizzazione prolungata (gesso) o intervento chirurgico immediato per evitare danni permanenti.
  • Quali sono le funzioni principali dell'articolazione tibio-peronea astragalica?
    L'articolazione tibio-peronea astragalica, comunemente detta caviglia, svolge due funzioni biomeccaniche essenziali. La prima è il supporto strutturale: deve sopportare tutto il peso del corpo, trasferendolo stabilmente dalle gambe al suolo. La seconda è la mobilità dinamica: consente i movimenti fondamentali dell'andatura, in particolare la flessione plantare (punta giù) e la flessione dorsale (punta su), che sono antitetici. Questa articolazione è protetta da una capsula fibrosa, rivestita internamente da cartilagine ialina per ridurre l'attrito, e stabilizzata da legamenti collaterali interni ed esterni che prevengono spostamenti anomali durante il cammino o la corsa.

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