linfonodi del collo

Testa e collo

Linfonodo ingrossato collo

Un linfonodo ingrossato collo non è pericoloso ma indica solo un'infezione non grave in atto. Solo in rari casi può indicare una patologia seria.

di Redazione

05 luglio 2016

Cosa significa un linfonodo ingrossato collo

I linfonodi sono distribuiti in varie parti del corpo, soprattutto nel collo, nelle ascelle e nell'inguine. Sono parte del sistema linfatico ed hanno una forma più o meno tondeggiante. In essi si raccoglie la linfa e vi si concentrano i linfociti, globuli bianchi fondamentali del sistema immunitario. Agiscono come filtri, producendo anticorpi, bloccando ed eliminando agenti patogeni come virus o cellule tumorali. I linfonodi aumentano normalmente di volume proprio in risposta alle infezioni nell'organismo. Un linfonodo ingrossato sul collo non deve necessariamente preoccupare perché generalmente si tratta di patologie non gravi. Il fenomeno è piuttosto frequente nei bambini, le cui ridotte difese immunitarie li rendono molto sensibili agli attacchi dei germi. Tra le malattie che spesso portano all'aumento di un linfonodo ci sono quelle delle prime vie respiratorie.

Le malattie che provocano più spesso l'ingrossamento dei linfonodi

Tra le malattie che possono provocare una tumefazione dei linfonodi c'è anche il semplice raffreddore, la faringite e la bronchite. La situazione non deve destare preoccupazione se sono presenti altri sintomi, come la tosse, la febbre e la tonsillite. Le tonsille palatine sono esse stesse degli organi del sistema linfatico, che vanno incontro ad ingrossamento ed arrossamento. Anche i batteri che causano gli ascessi dentali possono determinare la manifestazione. La mononucleosi è un'altra patologia che comporta l'ingrossamento dei linfonodi. Il virus che la provoca (Epstein-Barr) può restare nell'organismo in forma latente per vari mesi e l'aumento di volume delle ghiandole può permanere per altrettanto tempo. La toxoplasmosi è un'altra patologia, trasmessa dai gatti o mediante il consumo di carne contaminata, che può causare gonfiore alle linfoghiandole.

Le altre patologie che causano gonfiore ai linfonodi

Il linfonodo aumentato di volume può essere caratterizzato da diversi tipi di consistenza: gommoso, molle o duro. Tra le altre cause che possono provocare il fenomeno di ingrossamento ci sono: alcune infezioni della cute, dell'orecchio (otite), la gengivite, la parotite, la sinusite, l'Herpes, l'influenza, la rosolia, la reazione individuale ad un farmaco o ad un vaccino. Sebbene più raramente, è possibile che la manifestazione sia causata da malattie più gravi, come la tubercolosi, la sifilide, l'HIV e varie forme di neoplasia. La linfoadenite cronica è rivelata da sintomi come: linfonodi doloranti o duri, pelle soprastante calda e arrossata, febbre e brividi, inappetenza, elevata sudorazione e frequenza cardiaca, spossatezza. Questi disturbi possono tuttavia anche dipendere la patologie meno serie e meno preoccupanti.

In quali casi occorre rivolgersi al medico

Nella stragrande maggioranza dei casi un linfonodo ingrossato del collo non è indice di patologia grave, ma ci sono alcune circostanze nelle quali è consigliabile rivolgersi al medico. Non bisogna certamente trascurare un gonfiore che perdura da più di 3 o 4 settimane. Il medico effettuerà prima una visita controllando la dimensione e la consistenza delle ghiandole. Poi saranno necessari esami strumentali, come l'analisi del sangue, compreso l'emocromo, un'ecografia ed eventualmente la biopsia del linfonodo, nella quale una piccola parte dell'organo viene asportata ed analizzata per conoscerne la natura. Varie tipologie di tumori possono determinare l'aumento della dimensione dei linfonodi, come il linfoma (sia Hodgkin che non-Hodgkin) e la leucemia. I tumori che provocano aumento delle linfoghiandole del collo quando si verificano delle metastasi sono quelli alla gola ed alla laringe.

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Domande frequenti

  • Quando devo preoccuparmi per un linfonodo ingrossato al collo?
    Un linfonodo ingrossato è solitamente benigno e legato a infezioni comuni come raffreddore o faringite. Tuttavia, è necessario consultare un medico se il gonfiore persiste per oltre tre o quattro settimane senza diminuire. Altri segnali di allarme includono linfonodi duri, fissi (che non si muovono sotto la pelle), indolori, o accompagnati da sintomi sistemici come perdita di peso inspiegabile, sudorazioni notturne, febbre persistente o stanchezza estrema. In questi casi, il medico potrà valutare la necessità di esami approfonditi per escludere patologie più serie.
  • Quali sono le cause più comuni dell'ingrossamento dei linfonodi cervicali?
    La causa principale è quasi sempre un'infezione virale o batterica delle vie respiratorie superiori. Patologie comuni come il raffreddore, la faringite, la tonsillite, la bronchite e l'influenza stimolano il sistema immunitario, facendo aumentare il volume dei linfonodi. Anche problemi odontoiatrici, come ascessi o gengiviti, possono provocare reazioni simili. Altre infezioni frequenti includono la mononucleosi (causata dal virus Epstein-Barr), la toxoplasmosi, l'otite, la parotite e l'herpes. In questi contesti, il gonfiore tende a risolversi spontaneamente insieme alla guarigione dalla malattia sottostante.
  • Come si distinguono i linfonodi benigni da quelli sospetti al tatto?
    I linfonodi reattivi, ovvero quelli ingrossati per un'infezione in corso, sono generalmente morbidi o gommosi, mobili sotto la pelle e spesso dolenti o sensibili alla pressione. Al contrario, i linfonodi che destano maggiore preoccupazione clinica tendono ad essere duri, come pietra, e immobili, cioè non scorrono facilmente sotto le dita. Inoltre, se la pelle sovrastante appare rossa, calda e arrossata, potrebbe esserci un processo infiammatorio attivo (linfoadenite). La consistenza dura e fissa richiede comunque una valutazione medica immediata per esclusione di altre patologie.
  • È normale avere i linfonodi ingrossati nei bambini?
    Sì, è assolutamente comune e fisiologico. I bambini hanno un sistema immunitario ancora in fase di sviluppo e sono costantemente esposti a nuovi agenti patogeni attraverso giochi, scuola e contatti sociali. Di conseguenza, i loro linfonodi, specialmente quelli del collo, rispondono frequentemente alle infezioni lievi con un ingrossamento visibile. Questo fenomeno è una dimostrazione del corretto funzionamento delle difese immunitarie. Nella maggior parte dei casi, si tratta di reazioni transitorie a malanni stagionali come raffreddori o otiti, che si normalizzano man mano che il bambino cresce e sviluppa una maggiore resistenza.
  • Quali esami vengono effettuati dal medico per diagnosticare la causa?
    Dopo una visita fisica accurata che valuta dimensioni, consistenza e mobilità dei linfonodi, il medico può richiedere analisi del sangue, come l'emocromo completo, per cercare segni di infezione o anomalie cellulari. L'ecografia del collo è un esame strumentale non invasivo fondamentale per analizzare la struttura interna del linfonodo. Nei casi più complessi o persistenti, potrebbe essere necessaria una biopsia, durante la quale viene prelevato un piccolo campione di tessuto per l'esame istologico. Questi passaggi permettono di distinguere tra cause infettive benigne e condizioni più serie, come linfomi o metastasi di altri tumori.

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