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Dieta colite ulcerosa

Aggiornato il 22 febbraio 20164 capitoli5 domande frequenti
dolori per colite ulcerosa

Quali sono i sintomi e le cause della colite ulcerosa

La colite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica che riguarda la mucosa del colon e del retto. I sintomi consistono in una diarrea contenente sia muco che sangue, con scariche più frequenti dopo i pasti e di notte. A ciò si accompagnano dolori crampiformi all'addome ed una sensazione di bisogno di defecazione nonostante l'intestino retto sia già svuotato. A questi sintomi è spesso associata la febbre elevata. Le cause della patologia non sono ancora conosciute ma alcuni ritengono che sia coinvolto il sistema immunitario e che ci sia una predisposizione genetica. Spesso i pazienti affetti da questa malattia evidenziano una forte componente ansiogena, come accade nel colon irritabile. Altri sono dell'avviso che questa grave tipologia di colite dipenda da fattori alimentari. Ciò che è certo è che una dieta corretta riduce efficacemente i sintomi.

Il ruolo fondamentale della dieta nella colite ulcerosa

Occorre distinguere due fasi della patologia cronica: quella remissiva, nella quale non si manifestano sintomi, e quella acuta, in cui sono presenti i disturbi. La dieta della colite ulcerosa nei periodi asintomatici serve a mantenere l'integrità della mucosa intestinale e prevenire gli episodi acuti mentre nel corso di questi ultimi lo scopo è ridurre la sintomatologia. Una specifica alimentazione è importante anche per assicurare al paziente un adeguato apporto di nutrienti dal momento che la malattia è associata a malassorbimento e perdita di varie sostanze, a causa dello stato infiammatorio e della diarrea. Alcune persone sono comunque in grado di assumere quasi tutti gli alimenti senza gravi problemi e necessitano quindi di minori attenzioni dietetiche. In ogni caso i pasti devono essere moderati e frequenti e le pietanze cotte in maniera semplice.

Differenze dietetiche tra fase remissiva ed acuta

Nei periodi di remissione della malattia il paziente deve consumare una buona quantità di fibre vegetali anche se non eccessiva. In base alla frequenza delle evacuazioni ed alla consistenza delle feci, si assumeranno in media da 25 a 35 g di fibre al giorno, tra quelle solubili di frutta e verdura e quelle insolubili dei cereali integrali. Oltre a mantenere la naturale motilità dell'intestino, la fibra migliora il profilo della flora batterica. Sempre a tale scopo è importante consumare yogurt o altri latticini fermentati oppure assumere fermenti lattici. Durante le fasi acute occorre bere molta acqua per reintegrare le perdite causate dalla diarrea. Il consumo di fibre deve essere ridotto il più possibile per non peggiorare la sintomatologia. Bisogna anche eliminare latte e gli altri alimenti contenenti lattosio.

Gli alimenti da evitare e quelli da preferire

Devono essere evitati i cibi irritanti come caffè, tè, bevande gassate, cioccolato, alcolici, spezie forti e piccanti e quelli grassi come i formaggi, le fritture, i salumi e i dolci elaborati. Nella dieta della colite ulcerosa bisogna limitare il consumo di cavoli, pomodori, melanzane, legumi, agrumi, cipolla, uova e pesci grassi. I metodi di cottura degli alimenti da preferire sono: la lessatura, la cottura al vapore e al forno, evitando quella alla griglia e le fritture. Sono invece consigliati: carni bianche o rosse magre, pesce magro, prosciutto privato del grasso, fette biscottate, cracker, pane tostato e grissini. Il paziente deve masticare con cura e lentamente e mangiare in uno stato d'animo tranquillo. È anche importante che i liquidi ingeriti non siano né troppo freddi né troppo caldi.

Domande frequenti

  • Come cambia l'alimentazione durante una riacutizzazione rispetto ai periodi di remissione?
    Durante le fasi acute, quando sono presenti sintomi come diarrea e dolore addominale, è fondamentale ridurre drasticamente l'apporto di fibre per non irritare ulteriormente la mucosa intestinale. In questa fase, la priorità è idratarsi abbondantemente per compensare le perdite liquide e eliminare completamente il lattosio. Al contrario, nei periodi di remissione asintomatica, si può reintrodurre gradualmente un consumo moderato di fibre (tra 25 e 35 grammi al giorno), preferendo quelle solubili di frutta e verdura e quelle insolubili dei cereali integrali, per sostenere la motilità intestinale e migliorare la flora batterica.
  • Quali sono gli alimenti specifici da bandire assolutamente dalla dieta?
    Per minimizzare l'infiammazione e i sintomi gastrointestinali, è necessario evitare rigorosamente cibi irritanti e grassi. Tra i da evitare vi sono caffè, tè, bevande gassate, alcolici, cioccolato, spezie forti e piccanti. Inoltre, vanno limitati o eliminati i formaggi grassi, le fritture, i salumi e i dolci elaborati. Alcuni pazienti potrebbero risentire negativamente anche di cavoli, pomodori, melanzane, legumi, agrumi, cipolle, uova e pesci grassi. L'obiettivo è proteggere la mucosa del colon da stimoli chimici e meccanici aggressivi.
  • Quali sono i metodi di cottura migliori per chi soffre di colite ulcerosa?
    La preparazione degli alimenti gioca un ruolo cruciale nella gestione della patologia. Si raccomandano metodi di cottura semplici e delicati come la lessatura, la cottura al vapore e la cottura al forno. Questi approcci rendono il cibo più facile da digerire e meno irritante per l'intesto infiammato. È tassativamente da evitare la cottura alla griglia, che può creare croste dure e difficili da digerire, nonché tutte le forme di frittura, poiché i grassi aggiunti aggravano i sintomi. Preferire piatti cotti in modo semplice aiuta a mantenere l'integrità della mucosa intestinale.
  • È vero che la colite ulcerosa dipende esclusivamente dall'alimentazione?
    No, le cause della colite ulcerosa non sono ancora pienamente chiarite dalla scienza medica. Sebbene l'alimentazione giochi un ruolo fondamentale nel controllo dei sintomi e nella prevenzione delle riacutizzazioni, la patologia è considerata una malattia infiammatoria cronica con componenti complesse. Fattori immunologici, una predisposizione genetica e la componente psicologica (come lo stress e l'ansia) contribuiscono significativamente allo sviluppo e al decorso della malattia. Pertanto, la dieta va vista come una terapia complementare essenziale, ma non unica, da affiancare alle cure mediche.
  • Quanto e come dovrebbero essere distribuiti i pasti giornalieri?
    La modalità di assunzione del cibo è importante quanto la scelta degli alimenti. I pasti devono essere moderati nelle porzioni ma frequenti durante la giornata, per evitare di sovraccaricare l'apparato digerente. È fondamentale masticare con cura e lentamente, mangiando in uno stato d'animo tranquillo per favorire una corretta digestione. Inoltre, i liquidi non devono essere né troppo freddi né troppo caldi, poiché temperature estreme possono stimolare eccessivamente l'intestino e provocare crampi o accelerare il transito intestinale, peggiorando la diarrea.

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