calcio nel latte

Sali Minerali

Calcio

Il calcio fa parte dei Sali minerali. E’ contenuto in una gran quantità di elementi presenti sulle nostre tavole come formaggi, latte, nocciole, mozzarella, scamorza, broccoli, e nel nostro organismo. Fortifica le ossa, i denti, ed ha numerose altre funzioni.

di Redazione

25 giugno 2012

I sali minerali

I Sali minerali costituiscono una piccola percentuale del nostro organismo, eppure per esso, hanno un’importanza fondamentale, poiché rappresentano un valido aiuto nella formazione dei tessuti e per la loro crescita. I Sali minerali possono essere suddivisi in macroelementi e oligoelementi. Alla prima categoria appartengono: il calcio, il fosforo, lo zolfo, il sodio e il potassio che sono presenti nel nostro organismo in minima proporzione e che vanno assimilati attraverso l’alimentazione, in grammi giornalieri. Gli oligoelementi che sono anche detti microelementi invece sono: il ferro, il rame lo zinco il selenio, il cromo. Essi svolgono importanti funzioni e favoriscono il corretto funzionamento del nostro organismo. Una carenza di questi elementi, comporterebbe gravissime problematiche cosi come un surplus di essi potrebbe generare fenomeni di intossicazione. Per comprendere quanto un elemento sia tossico per l’organismo è necessario misurare la quantità ingerita in relazione alla quota assorbita dal nostro organismo. I Sali minerali si presentano sotto due forme differenti: organica ed inorganica, in forma solida e in forma non solida. I Sali minerali hanno un’importanza fondamentale per l’equilibrio ed il benessere del corpo. Essi infatti fungono da regolatori, rafforzano ed equilibrano le funzioni principali del nostro organismo. I Sali minerali generalmente sono già presenti nel nostro corpo, ed inoltre si assimilano con un’alimentazione varia e completa. In linea di massima i Sali minerali si ritrovano in numerosissimi alimenti che sono presenti sulle nostre tavole come le verdure, la frutta, i latticini e tutti i derivati da essi. Sono presenti anche nelle carni. In linea di massima quindi, non è necessario integrarli, ma in caso di carenza, è d’obbligo assumere degli integratori idonei per evitare di registrare un livello eccessivamente basso di queste sostanze.

Il calcio

Il calcio, è il minerale più presente nell’organismo umano. Di esso si registra una percentuale pari all’ 1,6 per cento. Esso è contenuto nelle ossa e nei denti. La sua funzione principale è quindi plastica. Un’altra piccola parte invece, ovvero l’1 per cento tende a circolare nel sangue. Di questa parte circa la metà è calcio libero, detto anche ionizzato. Questa parte ha la funzione di svolgere un ruolo biochimico. Il livello di calcio nel sangue, è costante in linea di massima, ma possono anche verificarsi problematiche dovute ad un’alterazione di questo livello. Nel caso in cui quest’ipotesi venga a verificarsi, l’organismo registra una vera e propria disfunzione. Nel caso dell’iper calcemia, si ha un surplus di questo minerale, nel caso in cui si registri una carenza si ha un ipo calcemia, ovvero un abbassamento del regolare livello di calcio nel sangue. In entrambi i casi possono verificarsi gravi problemi come: arresto respiratorio, spasmi muscolari, riassorbimento osseo, disfunzioni neurologiche. Le variazioni di questi livelli e le conseguenti disfunzioni da esse derivanti sono generalmente provocate da un malfunzionamento delle ghiandole endocrine chiamate paratiroidi che secernono un ormone chiamato PTH, che tende a regolare il livello di calcio nel sangue. Questa disfunzione non è certamente l’unica problematica che può generare malattie e anomalie. Esistono altre cause da variazione della calcemia sono alcune neoplasie maligne, le intossicazioni da vitamina A e D,. intossicazioni da alluminio, e alcune malattie ereditarie. In conseguenza a queste disfunzioni, e in relazione alle malattie conseguenti ad esse, possono registrarsi anche variazioni degli altri Sali minerali presenti nel corpo come cloro, fosforo, potassio e magnesio. Il PTH, regola la calcemia in diversi modi, attingendo al calcio endogeno, ovvero alla riserva di calcio che è presente sempre e comunque nelle ossa e nelle proteine del sangue (come una cassaforte nella quale viene conservato ciò che non viene utilizzato). Se l’organismo necessita di calcio, esso può essere assimilato dalla stessa riserva in cui si trova, o ancora, può essere espulso con parsimonia durante la fase di minzione. Saranno i reni a regolare questo processo, espellendo meno Sali minerali possibili. Quando invece si ha un surplus di questo minerale, esso andrà a depositarsi nei tessuti molli, anche esterni come i capelli. Può essere rilevato attraverso uno strumento che favorisce questa operazione, chiamato : mineralogramma. In generale questa parte extracellulare detta anche ionica non risente precisamente dei cambiamenti di calcio nell’alimentazione, in quanto la sua regolazione è attuata utilizzando piuttosto gli scambi tra i diversi pool endogeni del calcio, ovvero, i diversi ambienti dove si trova il calcio all’interno dell’organismo.

Il calcio e le sue funzioni specifiche

La carenza di calcio, detta anche calcemia, sarà immediatamente supportata dalla famosa PTH che con le sue riserve andrà subitaneamente a colmare la mancanza di calcio, li dove se ne registra il bisogno. Per questa motivazione, a parte alcune patologie che possono insorgere in caso di significative e importanti variazioni che avvengono in conseguenza di una notevole e continuata carenza, la calcemia, non risulta essere un fattore significativo e preciso per misurare il livello di calcio totale presente nel nostro organismo o per mettere in evidenza le mancanze e gli eccessi che possono portare all’insorgenza delle malattie sopracitate dovute al calcio ionico, o di funzioni di altri minerali come il fosforo, il magnesio e il potassio che con il calcio entrano in sintonia o in contrasto nei loro processi di lavorazione. La quota in surplus di calcio, viene utilizzata per compensare indispensabili funzioni organiche quali: Il controllo dell’eccitabilità neuromuscolare, la coagulazione del sangue, il controllo dell’adesione intercellulare, attivazione degli enzimi facenti parte dell’apparato digerente, permeabilità della membrana cellulare. Il calcio favorisce la contrazione muscolare, permette l’inibizione della secrezione di stamina, attiva i meccanismi di difesa, sintetizza il DNA, rilascia i neurormoni da parte delle terminazioni nervose. Essendo il calcio cosi importante per le funzioni specifiche da esso svolte e per il corretto funzionamento dell’organismo in sé, è necessario assumerne quotidianamente una determinata quantità che in linea di massima per un adulto corrisponde ad un minimo di ottocento milligrammi, fino ad un massimo di milleduecento milligrammi. Il calcio è presente in numerosissimi alimenti che sono presenti sulle nostre tavole, tra cui troviamo: Il formaggio Belpaese, la Certosa, l’Edam e L’Emmenthal, I formaggi fusi, il Gorgonzola, il Parmigiano, il Pecorino, il Roquefort e il Sesamo. Questi alimenti, nello specifico, superano i quattrocento milligrammi per cento grammi di parte edibile, contenente calcio. Altri alimenti che ne contengono una quantità leggermente inferiore rispetto a questi sopra elencati (da centouno a quattrocento milligrammi per cento) sono: l’Aringa, il formaggio Brie, i broccoli, il cavolo nero, i ceci secchi, il cioccolato al latte, l’erba cipollina, la farina di soia, il latte, le mandorle dolci, la mozzarella, le nocciole, il prezzemolo, le sardine sotto’olio, la scamorza, i semi di soia, gli spinaci, e lo yogurt. Questi tutti gli alimenti di cui, almeno in parte quotidianamente facciamo uso, in particolare in alcuni periodi dell’anno. Anche se l’assunzione non è costante, l’apporto è medio, quindi tende a soddisfare il bisogno di calcio per il nostro organismo o per la nostra riserva. Ci sono poi cibi, che ne contengono una quantità minima di questo elemento che varia tra i sessantuno ed i cento milligrammi, per cento. Questi alimenti sono: le albicocche secche, le arachidi tostate, le aragoste, l’avena, il cioccolato fondente, il formaggio fresco, i gamberetti di mare, il germe di grano, le lenticchie secche, il mascarpone, le noci, le olive, le ostriche, il pane integrale, la panna da montare, il porro, le sardine, il sedano-rapa. Gli ultimi alimenti contenenti calcio, che hanno però una percentuale bassissima di calcio sono: le arance, i fagiolini e i kiwi, la mortadella, il pane bianco, il tonno, le uova, la verza, l’orzo, la platessa, il nasello e infine nella passata di pomodoro.

Carenze ed eccessi di calcio

Alimentarsi in maniera varia e completa con alimenti che in linea di massima contengano buone quantità di calcio, non significa automaticamente riuscire a completare la riserva stessa, o assorbire completamente tutto il minerale di cui si necessita. Sono numerosi i fattori di inibizione che bloccano l’assorbimento del calcio o il passaggio di questo nella mucosa intestinale. La diarrea ad esempio, o le altre alterazione infiammatorie della mucosa intestinale, o la presenza di un’alterazione della flora intestinale, possono diminuire la quantità di calcio assorbita dall’organismo, rispetto a quella introdotta attraverso il cibo e gli alimenti che lo contengono. Ci sono inoltre altri fattori che determinano questa condizione di alterazione o mancato assorbimento e sono: il consumo eccessivo di carne e di cereali integrali che impediscono al calcio il naturale assorbimento. Altro fattore inibente è la carenza di vitamina D che può diminuire l’assimilazione del calcio che le sue funzionalità. Quando si è in surplus di questo minerale, si possono verificare problemi come disturbi del ritmo cardiaco e disturbi neurologici. Una carenza di calcio invece, è spesso registrata nelle donne in stato interessante, o in menopausa. In queste due particolati fasi di vita, infatti il calcio è necessario per la formazione del feto nel primo caso, e per combattere i fenomeni di osteoporosi, molto comuni in età avanzata soprattutto nell’universo femminile. Anche coloro che praticano sport, possono avere problemi di questo tipo. A causa di un’eccessiva sudorazione, si ha una carenza molto forte di Sali minerali, che vanno reintegrati con gli alimenti o con gli integratori giusti. E’ importante sapere che il calcio è contenuto anche in alcune acque di montagna. Queste vengono definite dure, proprio perché ricche di calcio.

Domande frequenti

  • Quali sono gli alimenti più ricchi di calcio disponibili comunemente?
    Gli alimenti con il contenuto maggiore di calcio, superando i 400 mg per 100 g, includono formaggi stagionati come Parmigiano, Emmenthal, Edam e Gorgonzola, oltre al sesamo. Una fascia intermedia, tra 100 e 400 mg, comprende latte, yogurt, mozzarella, scamorza, nocciole, mandorle, broccoli, cavoli e sardine sott'olio. Alimenti con quantità minori, tra 60 e 100 mg, sono le lenticchie, le lenticchie secche, il pane integrale e le arachidi. È fondamentale variare la dieta per coprire il fabbisogno giornaliero, stimato tra 800 e 1200 mg per un adulto.
  • Come funziona l'assorbimento del calcio e cosa lo ostacola?
    L'assorbimento del calcio avviene principalmente a livello intestinale, ma non è garantito al 100%. Diversi fattori possono inibirlo: la diarrea e le infiammazioni intestinali riducono l'efficacia dell'assorbimento; un'eccessiva assunzione di carne e cereali integrali può interferire con il passaggio del minerale nella mucosa; infine, la carenza di Vitamina D compromette fortemente l'assimilazione. Per ottimizzare l'ingresso del calcio nel flusso sanguigno, è quindi essenziale mantenere una flora intestinale sana e garantire adeguati livelli di Vitamina D attraverso esposizione solare o alimentazione specifica.
  • Cosa succede in caso di ipercalcemia o ipocalcemia?
    L'equilibrio del calcio nel sangue è regolato dall'ormone PTH secreto dalle paratiroidi. L'ipercalcemia (eccesso) può causare depositi di calcio nei tessuti molli, aritmie cardiache e problemi neurologici. L'ipocalcemia (carenza) porta a spasmi muscolari, rischio di arresto respiratorio, riassorbimento osseo e disfunzioni neurologiche. Entrambe le condizioni sono pericolose e richiedono intervento medico. Le cause possono includere malfunzionamenti paratiroidei, tumori, intossicazioni da vitamine A e D o alluminio, e malattie ereditarie. Il monitoraggio avviene tramite esami del sangue specifici.
  • Chi è maggiormente a rischio di carenza di calcio?
    Le categorie più esposte a carenze sono le donne in gravidanza, poiché il calcio è vitale per la formazione dello scheletro fetale, e le donne in menopausa, soggette a un maggior rischio di osteoporosi dovuta al calo estrogenico. Anche gli sportivi intensivi possono andare incontro a deficit significativi a causa della perdita di sali minerali attraverso il sudore profuso. In questi casi, oltre a una dieta ricca di fonti alimentari, potrebbe rendersi necessaria l'integrazione mirata dopo valutazione medica per prevenire complicanze scheletriche e muscolari.
  • È possibile assumere troppo calcio attraverso l'acqua?
    Sì, l'acqua può contribuire all'apporto giornaliero. Le acque definite 'dure', tipicamente quelle di origine montana, sono particolarmente ricche di calcio e altri minerali. Sebbene sia raro raggiungere livelli tossici solo bevendo acqua, in soggetti predisposti a calcoli renali o con problemi metabolici specifici, il consumo elevato di acque molto calciche va monitorato. L'assunzione complessiva deve considerare sia il cibo che le bevande per evitare un surplus che potrebbe depositarsi nei tessuti molli o aggravare condizioni cliniche preesistenti.