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Cuore sportivo

Il cuore sportivo deve essere tenuto sotto controllo in modo molto attento, poiché è il muscolo più importante del corpo, specialmente per un atleta.

di Redazione

21 febbraio 2017

Allenare il cuore è possibile

Suona strana la parola allenamento abbinata al cuore, in quanto questo è un organo muscolare involontario, quindi le sue contrazioni non sono controllate dal sistema nervoso somatico. Il cuore sportivo, quindi appartenente ad un atleta, può essere "allenato", ovvero i suoi battiti possono essere ridotti durante l'attività fisica intensa grazie ad esercitazioni. Normalmente il cuore sportivo è sottoposto a forte stress durante le prime sessioni di allenamento, specialmente se si è principianti; il suo battito, quindi, tende ad essere molto più elevato rispetto al numero di pulsazioni massimo a cui si è abituati. Praticando attività fisica in modo costante, senza sforzare il muscolo cardiaco eccessivamente, ma accrescendo l'intensità dell'attività gradualmente, i battiti si stabilizzeranno.

Differenze tra cuore sportivo e uno normale

Gli atleti sanno che il cuore sportivo deve essere allenato affinché i battiti al minuto non vadano fuori soglia durante gli sforzi fisici molto intensi, provocando un calo nella prestazione. Il cuore sportivo, man mano che l'atleta pratica la propria attività, cambia morfologicamente rispetto al muscolo cardiaco di una persona sedentaria. Per adattarsi alla frequenza elevata di battiti a cui è sottoposto il cuore sportivo, questo aumenta gradualmente di spessore ed anche le sue camere ingrandiscono. Si può notare la differenza tra un cuore d'atleta e uno non allenato nei loro pesi: il primo può raggiungere i 500 grammi, il secondo pesa tra i 250 ed i 300 grammi. Il battito cardiaco massimo di un atleta non sfora mai un certo limite, a differenza di quello di un individuo che non pratica sport.

Benefici del cuore sportivo

Lo sport fa bene alla salute: è risaputo ed anche scientificamente dimostrato. Gli individui che hanno un cuore sportivo riducono il rischio di malattie cardiache praticando regolarmente attività fisica. Fare sport, inoltre, riduce molto il rischio di andare incontro a problematiche come il colesterolo cattivo alto, il diabete e l'obesità e alza anche le difese immunitarie. Il cuore sportivo, specialmente negli atleti agonisti, a riposo ha una frequenza inferiore rispetto al cuore di chi non pratica sport ed anche questa è una nota positiva, in quanto abbiamo un "risparmio" di battiti a giornata. Il sangue di un atleta è meno viscoso rispetto alla norma, quindi facendo sport si riduce anche il rischio di trombosi. Infine praticare il proprio sport regolarmente rende felici, in quanto questo ha il potere di alzare le endorfine.

Monitorare l'attività cardiaca

Il cuore sportivo deve essere controllato molto più attentamente rispetto al cuore di una persona che non pratica sport. Ci sono patologie cardiache che in un individuo non sportivo non causano alcun problema, ma che invece possono portare a gravi conseguenze se sono presenti nel cuore di un atleta. Una di queste è il prolasso di una o di entrambe le valvole cardiache. Se prolassano le valvole del cuore sportivo, l'atleta dovrà sottoporsi ad analisi specifiche prima di iniziare l'attività agonistica, queste sono: ecodoppler, ecostress ed in molti casi holter cardiaco per 24 ore. In seguito a questi esami sarà il medico sportivo a valutare la gravità della patologia e a firmare l'idoneità sportiva. Chi soffre di piccole patologie cardiache e pratica sport dovrà monitorare il cuore con il cardiofrequenzimetro.

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Domande frequenti

  • Cos'è esattamente il "cuore sportivo" e come si differenzia da quello di una persona sedentaria?
    Il cuore sportivo è un adattamento fisiologico del muscolo cardiaco indotto dall'allenamento costante e intenso. A differenza del cuore di una persona sedentaria, che pesa mediamente tra i 250 e i 300 grammi, il cuore di un atleta può arrivare fino a 500 grammi. Questo aumento di peso è dovuto a un ispessimento delle pareti e a un ingrandimento delle camere cardiache, permettendo al cuore di pompare più sangue con ogni battito. Di conseguenza, a riposo, un atleta ha una frequenza cardiaca significativamente più bassa rispetto a un non sportivo, garantendo un maggiore "risparmio" energetico e una migliore efficienza circolatoria.
  • Quali benefici specifici porta l'allenamento cardiovascolare sulla salute generale?
    Praticare sport regolarmente offre numerosi vantaggi dimostrati scientificamente. Oltre a ridurre drasticamente il rischio di malattie cardiache, l'attività fisica aiuta a controllare il colesterolo LDL (quello cattivo), previene il diabete e l'obesità. Un altro beneficio cruciale è la riduzione della viscosità del sangue, che abbassa il rischio di trombosi. Inoltre, lo sport stimola il rilascio di endorfine, migliorando il benessere psicologico e riducendo lo stress. Rafforzare il cuore significa quindi potenziare tutto l'organismo, dalle difese immunitarie alla capacità respiratoria.
  • È necessario sottoporsi a controlli medici specifici per gli atleti?
    Sì, il monitoraggio è fondamentale perché alcune patologie cardiache asintomatiche nei non sportivi possono diventare pericolose sotto sforzo intenso. Gli atleti, specialmente quelli agonisti, devono spesso superare visite mediche sportive rigorose. Gli esami principali includono l'ecodoppler per visualizzare la struttura e il flusso sanguigno, l'ecostress per valutare il cuore sotto sforzo e l'Holter cardiaco per registrare l'attività elettrica per 24 ore. Solo dopo aver valutato questi dati, il medico sportivo certifica l'idoneità all'attività fisica, prevenendo rischi improvvisi.
  • Come si allena correttamente il cuore senza correre rischi?
    L'allenamento cardiaco richiede progressività e costanza. Nelle prime fasi, soprattutto per i principianti, il cuore subisce un forte stress e le pulsazioni saranno elevate; è essenziale non forzare mai il muscolo cardiaco eccessivamente. L'intensità dell'attività fisica deve aumentare gradualmente nel tempo. Con la pratica regolare, il battito tenderà a stabilizzarsi e a ridursi durante gli sforzi. Utilizzare un cardiofrequenzimetro permette di tenere sotto controllo i valori in tempo reale, assicurandosi di rimanere entro soglie sicure e ottimizzando l'efficacia dell'allenamento senza sovraccaricare l'organo.

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