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Uso del cardiofrequenzimetro

Aggiornato il 16 marzo 20174 capitoli5 domande frequenti
Parametri cardiaci su ecg

Cos'è il cardiofrequenzimetro

Il cardiofrequenzimetro è un dispositivo che si applica sul proprio corpo durante un allenamento e permette di misurare in tempo reale, costantemente, alcune funzioni vitali, prima tra tutte il battito cardiaco al minuto. L'uso del cardiofrequenzimetro si è diffuso principalmente allo scopo di monitorare l'efficenza di un allenamento volto alla perdita di peso. È importante sapere che, per movimentare grassi e quindi dimagrire, bisogna portare il fabbisogno di ossigeno del corpo a un livello più alto del solito. Il segnale che questa condizione si sta verificando è l'aumento dei battiti cardiaci. Un allenamento cardio per la perdita di peso deve necessariamente innalzare questo valore. I moderni cardiofrequenzimetri hanno, comunque, numerose interessanti e utili funzioni oltre quella del calcolo dei battiti tra cui, appunto, il conteggio delle calorie bruciate, il contapassi, il controllo della saturazione sanguigna. Uno strumento molto utile e un ottimo coadiuvante dell'allenamento che, in questo modo, sarà controllato e corretto in tempo reale per ottimizzarlo all'obiettivo.

L'uso del cardiofrequenzimetro

Il cardiofrequenzimetro tradizionale, classico, è composto da una fascia toracica con degli elettrodi applicati che vanno posti sul petto e un orologio da polso sul quale leggere, durante l'allenamento, i dati. Ne esistono, oggi, anche modelli che si posizionano sul polso o sull'avambraccio. Sono forse meno precisi di quelli con elettrodi ma comunque sufficientemente indicativi e più comodi. Al primo utilizzo, il cardiofrequenzimetro va programmato inserendo i propri dati personali che sono fondamentali perchè il muscolo cardiaco non lavora in ugual modo in tutte le persone ma il suo funzionamento viene influenzato dai parametri personali. Bisognerà inserire età, peso e, in alcuni casi, fornire misure quali la circonferenza addominale e del polso. Se il cardiofrequenzimetro funge anche da contapassi bisognerà inserire, indicativamente, la misura in centrimetri del passo abituale. Prima di ogni allenamento si dovrà indossare il cardiofrequenzimetro e monitorare ogni tanto che i dati registrati indichino risultati incoraggianti. In caso la frequenza cardiaca dovesse alzarsi oltre la soglia consigliata è bene interrompere l'allenamento o diminuirne l'intensità.

L'utilità dell'uso del cardiofrequenzimetro

Il primo motivo per cui è consigliato l'uso del cardiofrequenzimetro in allenamento, soprattutto ai neofiti del fitness, è sicuramente il monitoraggio della risposta cardiaca. Le persone abitualmente sedentarie che iniziano un'attività sportiva sottopongono il fisico a uno stress piuttosto elevato e dovrebbero procedere gradualmente per evitare malori o conseguenze spiacevoli. Controllare costantemente il comportamento del battito cardiaco sottosforzo è utile per darsi i giusti limiti in caso di esagerazione o per spronarsi a impegnarsi di più in caso si notasse che non si raggiunge l'obiettivo dell'innalzamento metabolico e, quindi, del battito. Il secondo motivo per cui l'uso del cardiofrequenzimetro è utile è, appunto, controllare che l'allenamento stia procedendo in maniera efficente. Se si vuole perdere peso è necessario muovere il metabolismo e costringere il corpo a richiedere e bruciare più ossigeno e questo avviene solo se si porta il proprio normale battito cardiaco a livelli decisamente più alti rispetto al riposo. Il cardiofrequenzimetro dà questa risposta e quindi segnala se si sta praticando correttamente l'attività.

La scelta

In commercio esistono moltissimi modelli di cardiofrequenzimetro, dai più classici agli ultimi gioielli di tecnologia collegabili a pc o smartphone. Tendenzialmente, per la funzione di base, ossia monitorare il battito cardiaco, non esistono grandi differenze tra l'uno e l'altro quindi si scelga pure a seconda dei propri gusti, delle proprie esigenze e, non da ultimo, delle proprie tasche. Consigliabile è tener presente che è uno strumento che va tenuto addosso, quindi deve risultare comodo. I cardiofrequenzimetri si acquistano nei grandi negozi dedicati al fitness o nelle farmacie e parafarmacie più fornite. I prezzi medi partono da circa 60€-70€ fino ad superare anche i 200€ per i modelli più tecnologici e di ultima generazione, con moltissime funzioni e possibilità di collegamenti ad altri dispositivi.

Domande frequenti

  • Quali sono le zone di frequenza cardiaca ideali per dimagrire?
    Per ottimizzare la perdita di peso, l'obiettivo principale è mantenere il battito cardiaco in una zona aerobica specifica, solitamente compresa tra il 60% e l'80% della frequenza cardiaca massima teorica. Questa intensità garantisce che il corpo utilizzi i grassi come fonte primaria di energia, richiedendo un maggior apporto di ossigeno. Monitorare questi valori evita di allenarsi troppo poco, senza ottenere benefici metabolici, o troppo intensamente, trasformando lo sforzo in anaerobico e riducendo l'ossidazione lipidica. Il cardiofrequenzimetro aiuta a restare costante in questa finestra ottimale durante tutta la sessione.
  • È sicuro usare il cardiofrequenzimetro per chi ha problemi cardiaci pregressi?
    L'uso del cardiofrequenzimetro può essere utile anche per soggetti con patologie cardiovascolari, ma solo sotto stretto controllo medico. Il dispositivo permette di identificare subito aritmie o picchi anomali, offrendo un segnale d'allarme immediato. Tuttavia, non sostituisce il parere dello specialista, che dovrebbe definire le soglie di sicurezza personalizzate. Per i principianti sedentari, il monitoraggio è fondamentale per prevenire stress eccessivo, ma è indispensabile iniziare con cautela e interrompere l'attività se si avvertono sintomi come vertigini o dolori al petto, indipendentemente dal valore numerico visualizzato.
  • Quanto è preciso il cardiofrequenzimetro da polso rispetto alla fascia toracica?
    La fascia toracica, grazie agli elettrodi a contatto diretto con la pelle, offre generalmente una precisione superiore, specialmente durante movimenti rapidi o ad alta intensità. I sensori ottici sui smartwatch o braccialetti possono subire interferenze dovute al movimento, al sudore o alla pigmentazione della pelle, rendendoli leggermente meno affidabili in condizioni estreme. Tuttavia, per la maggior parte degli allenamenti moderati e per il monitoraggio quotidiano, i modelli da polso forniscono dati sufficientemente indicativi e coerenti, garantendo comunque un valido supporto al controllo della frequenza cardiaca senza il fastidio di indossare una fascia sul torace.
  • Come si calcola la frequenza cardiaca massima teorica?
    La formula più comune per stimare la frequenza cardiaca massima è sottrarre la propria età anagrafica da 220. Ad esempio, per una persona di 40 anni, la massima sarebbe 180 battiti al minuto. Questo valore serve come riferimento base per calcolare le diverse zone di allenamento (come quella per dimagrire o per migliorare la resistenza). È importante ricordare che si tratta di una stima generica; la variabilità individuale è elevata. Per una precisione maggiore, specialmente in ambito sportivo avanzato, è preferibile eseguire un test massimale supervisionato da un professionista o utilizzare formule più complesse che includano anche il peso e il sesso.
  • Quando è meglio indossare il cardiofrequenzimetro durante l'allenamento?
    Il dispositivo dovrebbe essere indossato fin dall'inizio della sessione, inclusa la fase di riscaldamento, per stabilire la linea di base della frequenza cardiaca a riposo e durante i primi minuti di attività. Questo permette di calibrare meglio l'intensità man mano che ci si riscalda. Durante l'esercizio, è consigliabile controllare i dati ogni pochi minuti o dopo intervalli intensi per verificare di rimanere nella zona target stabilita. Alla fine, il recupero della frequenza cardiaca verso i valori normali è un indicatore prezioso della forma fisica: un ritorno rapido alla normalità suggerisce un buon adattamento cardiovascolare.

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