fibrillazione atriale sintomi

Cuore

Fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale ha sintomi molto diversi, che vanno dallo scompenso cardiaco al ridotto afflusso di sangue al torace e altre parti del corpo.

di Redazione

25 agosto 2016

Che cos'è la fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è il termine con cui si indica un tipo di battito cardiaco irregolare in cui gli atri (le cavità superiori del cuore battono) in modo irregolare e molto rapido. In genere la frequenza si aggira sui 300-500 battiti al minuto. Non tutti i battiti passano attraverso il nodo atrioventricolare, cioè il regolatore degli impulsi tra atri e ventricoli, le cavità inferiori del cuore. Di conseguenza, i ventricoli battono in modo irregolare a una velocità di 80-160 battiti al minuto. Le cause sono diverse, in quanto si può avere una fibrillazione atriale pressoché in tutte le forme di malattia cardiaca di vecchia data, in cui esista un ingrossamento degli atri. È frequente nella cardiopatia reumatica, nelle tireotossicosi e nella cardiopatia aterosclerotica. Di conseguenza la fibrillazione atriale ha sintomi leggermente diversi in base alla causa che la provoca.

La fibrillazione atriale e i sintomi che si manifestano

La fibrillazione atriale ha sintomi che si possono facilmente riconoscere, anche da parte di chi non ha una profonda conoscenza della medicina. Ad esempio, l'improvvisa comparsa di fibrillazione atriale può provocare palpitazioni, in cui il paziente ha la consapevolezza della rapidità del battito cardiaco. In alternativa si è colpiti da dolore toracico provocato dal ridotto afflusso di sangue. Nello scompenso cardiaco l'inefficiente azione di pompaggio del cuore può ridurre la spinta di sangue nella circolazione fino al 30%. La fibrillazione atriale ha sintomi secondari, quali la comparsa di embolia, in cui i coaguli di sangue presenti negli atri entrano in circolo e si depositano in un'arteria. È un'evenienza grave, con gravi conseguenze per tutto l'organismo, soprattutto quando l'embolia colpisce la principale arteria dei polmoni oppure un'arteria del cervello.

La fibrillazione atriale e la diagnosi tempestiva

La fibrillazione atriale e i suoi sintomi necessitano di una diagnosi e di un intervento immediato per evitare la comparsa di conseguenze ancora più gravi. Ad esempio la fibrillazione atriale si identifica subito quando la pulsazione ha una velocità e una forza irregolare, non corrispondente alla normale frequenza cardiaca. Inoltre molti battiti cardiaci che si sentono auscultando il torace non riescono a raggiungere il polso perché il cuore si è contratto prematuramente, quando era pieno solo in parte. La diagnosi di fibrillazione atriale è confermata da un ECG, che rivela e registra l'attività elettrica del cuore. Di conseguenza la diagnosi può essere determinata semplicemente auscultando il cuore da un medico di famiglia oppure da qualcuno che ha qualche esperienza in merito. In un secondo momento viene poi confermata con un esame adeguato.

La fibrillazione atriale e la terapia da adottare

Una volta accertata la fibrillazione atriale e i sintomi, bisogna mettere a punto una terapia adeguata. Di solito, la prima fase del trattamento consiste nel controllare la frequenza cardiaca somministrando digossina o, in alcuni casi, verapamil endovena. Se la fibrillazione non è comparsa di recente, il trattamento è diretto a eliminarne la causa, per esempio asportando la tiroide o trattando farmacologicamente il caso in presenza di tireotossicosi. In alternativa si sostituiscono le valvole cardiache danneggiate dalla cardiopatia reumatica. Una fibrillazione comparsa di recente e persistente può essere eliminata con l'applicazione di una breve scossa elettrica al cuore. Se la fibrillazione atriale sussiste da molto tempo ed è associata a una cardiopatia grave, la possibilità di eliminarla è scarsa. In questo caso, si prosegue con il controllo della frequenza cardiaca con digossina e, talvolta, si somministrano anche betabloccanti. Per ridurre il rischio di embolia, si possono somministrare anche anticoagulanti.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono i segnali principali che indicano l'insorgenza della fibrillazione atriale?
    I sintomi più comuni includono palpitazioni, ovvero la percezione consapevole di un battito cardiaco rapido e irregolare, e dolore toracico causato da un ridotto afflusso di sangue ai tessuti. In casi più severi, come nello scompenso cardiaco, si nota una ridotta efficienza del pompaggio sanguigno, che può diminuire la pressione arteriosa fino al 30%. Altri segni secondari ma gravi comprendono la comparsa di embolie, dovute a coaguli di sangue formatisi negli atri che viaggiano verso polmoni o cervello. Riconoscere tempestivamente questi sintomi è cruciale per prevenire complicanze serie.
  • Come avviene la diagnosi clinica della fibrillazione atriale?
    La diagnosi inizia spesso con l'auscultazione del cuore da parte di un medico, che rileva una pulsazione irregolare sia nella velocità che nella forza, diversa dalla frequenza cardiaca normale. Spesso, i battiti cardiaci ascoltati al torace non corrispondono al polso periferico perché il cuore si contrae prematuramente quando è parzialmente pieno. Per confermare definitivamente la condizione, è necessario eseguire un elettrocardiogramma (ECG), che registra e visualizza l'attività elettrica del cuore, permettendo di identificare chiaramente l'aritmia e pianificare il trattamento appropriato.
  • Quali farmaci vengono utilizzati per controllare la frequenza cardiaca durante la fibrillazione atriale?
    Il primo passo terapeutico consiste solitamente nel controllo della frequenza cardiaca mediante farmaci specifici. La digossina è comunemente prescritta per rallentare il ritmo, mentre in alcuni casi acuti si utilizza il verapamil somministrato per via endovenosa. Se la fibrillazione persiste a lungo ed è associata a cardiopatie gravi, oltre alla digossina possono essere aggiunti betabloccanti. Parallelamente, per mitigare il rischio di formazione di coaguli e conseguenti embolie, viene spesso prescritta una terapia anticoagulante. L'obiettivo è stabilizzare il ritmo e proteggere il paziente da eventi trombotici.
  • È possibile eliminare completamente la fibrillazione atriale o si limita a controllarla?
    La possibilità di risoluzione dipende dalla durata e dalla causa dell'aritmia. Se la fibrillazione è recente e persistente, può essere eliminata applicando una breve scossa elettrica al cuore (sincronizzazione elettrica). Tuttavia, se l'aritmia è cronica e legata a cardiopatie severe, le probabilità di eliminarla definitivamente sono basse; in questi casi, la terapia si concentra sul controllo continuo della frequenza. Inoltre, il trattamento mira a rimuovere la causa sottostante, ad esempio intervenendo sulla tiroide in caso di tireotossicosi o sostituendo valvole danneggiate da cardiopatia reumatica, per migliorare la prognosi generale.

Potrebbe interessarti anche