Dispositivo elettrico per l'esame emg

Esami clinici

Esame emg

L'esame emg (elettromiografia) serve per testare nervi e muscoli e quindi prevenire neuropatie e miopatie.

di Redazione

18 aprile 2017

Cos'è l'esame emg

L'esame emg è richiesto nel caso si verificano problemi di mobilità ad arti o muscoli. Nel caso di stiramenti frequenti e problemi articolari è necessario controllare la velocità di conduzione dei nervi e dei muscoli. Per eseguire questo test è necessario l'utilizzo di elettrodi di superficie applicati sulla parte interessata con l'utilizzo di adesivi di carta. Gli elettrodi hanno la funzione di collegare due terminazioni dello stesso nervo, gli impulsi elettrici a bassa frequenza hanno lo scopo di misurare sia la velocità che l'intensità dell'impulso dalla partenza alla ricezione. A volte è necessario misurare la reazione del muscolo a riposo e contratto, in questo caso è necessario l'inserimento di un ago di dimensione differenti in relazione alla tipologia di impulsi da dare e alle dimensioni del muscolo.

L'esame emg e le patologie diagnosticabili

L'esame emg è prescritto nella diagnosi di problemi che molto spesso colpiscono gli sportivi come dolori articolari, tendiniti, strappi e contratture muscolari. Spesso è richiesta da medici del lavoro, per valutare la predisposizione di un lavoratore ad una data mansione aziendale. In particolare è richiesta per verificare la sindrome del tunnel carpale, o se il nervo ulnare è intrappolato nelle ossa del gomito o in quelle del polso (sindrome di Guyon). L'esame può essere richiesto per capire lo stato generale della rete neurale nel caso si sospetti una sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Nel caso siano invece interessati interi muscoli, quindi sia quelli delle regioni articolari che quelli spinali, l'elettromiografia è l'unica soluzione per capire se il problema è del muscolo o della giunzione neuromuscolare, come nel caso della miastenia gravis.

Effetti dell'esame emg

L'esame emg è un esame non invasivo, nel caso siano applicati elettrodi superficiali. Invece nel caso gli impulsi siano dati ai muscoli attraverso l'inserimento di aghi, l'esame risulta essere fastidioso e non facile da supportare. Punture di aghi a parte, risulta essere un esame ben tollerato, che dura pochi minuti. Esistono però dei casi in cui l'impulso elettrico può non essere ben supportato dal corpo umano. In particolar modo chi ha pacemaker o stimolatori cardiaci, deve essere monitorato per capire influenze dell'impulso sul funzionamento del dispositivo. Da studi clinici si è dimostrato che il problema potrebbe nascere con i pacemaker di vecchia generazione, quelli monopolari, con i nuovi sono molto rari. In genere è possibile disattivare momentaneamente il dispositivo e comunque prima di effettuare l'esame è necessario avvisare il medico e presentare anche un certificato emesso dal medico cardiologo che autorizzi l'esame.

Avvertenze

L'esame emg è un esame funzionale e come dice la parola stessa serve a indicare la misura in cui il nervo o il muscolo non funziona. Non indica che patologia è in corso. Infatti il dolore resterà e non si avranno idee chiare circa la natura del dolore o il punto in cui il nervo o la parte muscolare è interessata dal problema. È necessario fare ulteriori esami di verifica come la risonanza magnetica, la TAC e l'ecografia, che valuta le condizioni del nervo. Con questi esami sono invece di natura morfologica, vanno a capire se c'è una infiammazione, una compressione, o un'accavvallamento. Quindi bisogna capire che l'elettromiografia non è risolutiva, non permette di capire qual è il problema, è certamente uno degli esami iniziali, ma sicuramente saranno necessari altri esami per indagare qual è il problema che porta al disturbo sofferto.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali patologie diagnosticabili tramite l'esame EMG?
    L'elettromiografia è fondamentale per diagnosticare diverse condizioni neurologiche e muscolari. Viene spesso prescritta per identificare la sindrome del tunnel carpale o la compressione del nervo ulnare (sindrome di Guyon). Inoltre, aiuta a distinguere tra problemi muscolari e disturbi della giunzione neuromuscolare, come nella miastenia gravis. Può essere utilizzata anche per valutare la rete neurale in casi sospetti di sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e per analizzare problemi comuni negli sportivi, come tendiniti, strappi e contratture, verificando la corretta conduzione nervosa.
  • L'esame EMG è doloroso o fastidioso?
    La percezione del disagio varia in base alla tecnica utilizzata. Se vengono impiegati solo elettrodi di superficie applicati con adesivi, l'esame è generalmente indolore e ben tollerato. Tuttavia, quando è necessaria l'inserzione di aghi sottili nei muscoli per registrare l'attività elettrica a riposo e durante la contrazione, la procedura può risultare fastidiosa o lievemente dolorosa. Nonostante ciò, l'esame è breve, durando solo pochi minuti, e la maggior parte dei pazienti lo sopporta senza problemi significativi, eccetto per le punture degli aghi.
  • Posso sottopormi all'EMG se ho un pacemaker?
    I pazienti con pacemaker o stimolatori cardiaci devono prestare massima attenzione. Sebbene i dispositivi moderni presentino rischi minimi, gli impulsi elettrici potrebbero interferire con vecchi modelli monopolari. Prima dell'esame, è obbligatorio informare il medico e fornire un certificato del cardiologo che autorizzi la procedura. In alcuni casi, il dispositivo potrebbe dover essere disattivato temporaneamente sotto supervisione medica. Il monitoraggio continuo garantisce la sicurezza del paziente, evitando qualsiasi influenza indesiderata sull'impulso elettrico generato dall'apparato EMG.
  • L'EMG da solo basta per capire la causa del mio dolore?
    No, l'elettromiografia è un esame funzionale che misura come nervi e muscoli reagiscono agli impulsi, ma non rivela la struttura anatomica sottostante. Indica *che* qualcosa non funziona correttamente, ma non specifica *cosa* causi il problema (ad esempio, se c'è un'infiammazione, una compressione fisica o un'ernia). Pertanto, l'EMG è solo il primo passo diagnostico. Per avere un quadro completo e individuare la lesione morfologica, sono necessari esami di imaging complementari come risonanza magnetica, TAC o ecografia.
  • Come viene eseguito praticamente l'esame EMG?
    L'esame valuta la velocità e l'intensità degli impulsi nervosi. Nella versione superficiale, si applicano elettrodi di carta sulla pelle per collegare le terminazioni nervose e inviare impulsi a bassa frequenza. Nelle forme più invasive, si inserono aghi di varie dimensioni direttamente nel muscolo target. Questo permette di misurare la reazione muscolare sia a riposo che durante la contrazione attiva. La procedura richiede precisione per correlare i dati elettrici con la risposta fisiologica effettiva del tessuto interessato, aiutando a mappare eventuali anomalie nella trasmissione del segnale.

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