Sangue nelle urine

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Sangue nell'urina

La presenza di sangue nell'urina viene definita anche con il termine "ematuria", e si tratta di un fenomeno che può essere più o meno evidente.

di Redazione

29 marzo 2017

Come si presenta il sangue nelle urine

Quando sussiste una situazione di ematuria macroscopica il colore delle urine è variabile a seconda della consistenza della perdita di sangue. Basti pensare che è sufficiente una emorragia di 1 ml per visualizzare chiaramente il fenomeno. Quando si parla di presenza macroscopica di tracce di sangue nelle urine il colore assunto dalle urine diventa di un rosso con diverse sfumature. Tuttavia esistono casi in cui il colore delle urine può essere anche differente: ad esempio nei casi di pH urinario molto acido sarà possibile notare nelle urine un colore marrone di tonalità scura. Un cambiamento nel colore avviene pure quando le urine che presentano tracce di sangue vengono trattenute per lungo tempo all'interno delle vie urinarie, con l'ossidazione dell'emoglobina che fa divenire ancora più scuro il liquido.

Non solo l'ematuria provoca il sangue nelle urine

Tra i motivi che possono comportare una fuoriuscita dall'organismo di sangue nelle urine non rientra solamente l'ematuria. Questo liquido viene eliminato periodicamente con un'espulsione naturale e con sé se ne vanno dall'organismo anche tutte le cosiddette sostanze-rifiuti accumulate e derivanti da altri organi. Le urine possono quindi diventare di un colore più scuro anche in presenza di altre problematiche, come un'alimentazione con dosi massicce di rabarbaro e barbabietole o l'assunzione di determinati farmaci (ad esempio lassativi, ibuprofene, rifampicina, fenacetina e metildopa). La pigmentazione delle urine può avvenire anche a causa di una contaminazione con sali biliari, urati o porfine. Inoltre anche il ciclo mestruale può provocare un arrossamento delle urine tramite l'endometriosi e le perdite ematiche vaginali.

Le cause e la diagnosi

L'urina fuoriesce all'esterno dell'organismo attraverso l'uretra, dopo essere passata prima nella vescica e dopo all'interno di particolari tubicini denominati ureteri. Fino a pochi anni fa l'ematuria si basava sulla prova dei tre bicchieri, con il paziente che doveva letteralmente urinare con un unico getto all'interno di tre differenti contenitori. Oggi questa procedura è stata sostituita dal ricorso a tecnologie maggiormente efficaci e tempestive come l'ecografia vescicale, renale e prostatica, l'uretrocistoscopia, la TAC addomo-pelvica, l'ureteropieloscopia e l'urografia. L'ematuria è infatti una sorta di sintomo che segnala un problema più importante. Proprio per questo la terapia non viene scelta unicamente per debellare la problematica del sangue nelle urine, ma anche e soprattutto per debellare il problema alla radice.

Terapia

Le terapie per rimuovere il problema della presenza di sangue all'interno delle urine variano a seconda della patologia che ne è alla base: se si tratta di calcoli renali esistono diverse tecniche terapiche da adottare come terapie d'urto, interventi chirurgici, laser e il tradizionale "colpo d'acqua". Se invece l'arrossamento delle urine dipende da un'infiammazione o un'infezione con tutta probabilità dovrà essere seguita una terapia antibiotica. I farmaci adeguati da assumere in questo senso verranno prescritti dal medico curante dopo un'attenta valutazione dell'antibiogramma, un esame che permette di ridurre al massimo il rischio derivante da tolleranza agli antibiotici o dall'insorgenza di effetti collaterali. Se invece si avrà a che fare con un'ipertrofia prostatica di lieve entità la terapia sarà semplicemente farmacologica ed a base di miorilassanti, antinfiammatori e particolari inibitori.

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Domande frequenti

  • Il sangue nelle urine è sempre visibile a occhio nudo?
    No, la presenza di sangue nelle urine non è sempre evidente. Si distingue tra ematuria macroscopica, dove il colore delle urine cambia in rosso, rosa o marrone scuro (specialmente se il pH è acido o se l'urina ristagna), e microematuria, che richiede esami di laboratorio per essere rilevata. Anche una piccola quantità di sangue, pari a soli 1 ml, può alterare visibilmente il colore. Tuttavia, cambiamenti cromatici non indicano necessariamente sangue, poiché possono essere causati da alimenti o farmaci.
  • Quali cibi o farmaci possono confondere il colore delle urine?
    Molti fattori esterni possono simulare la presenza di sangue, causando urine rosse o scure senza emorragie. In particolare, il consumo massiccio di barbabietole e rabarbaro è noto per colorare le urine. Anche alcuni farmaci specifici, come certi lassativi, ibuprofene, rifampicina, fenacetina e metildopa, possono alterare la pigmentazione. Inoltre, contaminazioni con sali biliari, urati o porfine, nonché le perdite ematiche vaginali durante il ciclo mestruale o in caso di endometriosi, possono far apparire le urine rosse. È fondamentale distinguere queste cause false dall'ematuria reale.
  • Come viene diagnosticata oggi l'ematuria?
    La vecchia tecnica della "prova dei tre bicchieri" è stata sostituita da metodologie più precise e immediate. Attualmente, la diagnosi si basa su imaging avanzati come ecografie di vescica, reni e prostata, oltre a TAC addome-pelvica. Per indagini più dettagliate delle vie urinarie, si ricorre a uretrocistoscopia e ureteropieloscopia. Queste tecnologie permettono di identificare la fonte esatta del sanguinamento, poiché l'ematuria è un sintomo che indica spesso una patologia sottostante più seria che necessita di trattamento specifico.
  • Quali sono le opzioni terapeutiche per il sangue nelle urine?
    La terapia non mira solo a eliminare il sangue, ma a curare la causa principale. Per i calcoli renali, si utilizzano tecniche d'urto, chirurgia, laser o il classico "colpo d'acqua". Se la causa è un'infezione o infiammazione, il medico prescrive antibiotici specifici, spesso guidati dall'antibiogramma per evitare resistenze. Nel caso di ipertrofia prostatica benigna, il trattamento è farmacologico, basato su miorilassanti, antinfiammatori e inibitori specifici. Ogni caso richiede un approccio personalizzato dopo una corretta diagnosi.

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