Trombo ematico

Esami del sangue

Eparina e cascata coagulativa

Esami del sangue. Coagulazione. Eparina. Parole all'ordine del giorno che ci assillano quotidianamente. In questo articolo cercheremo di capire che cos'è l'eparina.

di Redazione

23 marzo 2017

Patologie del sistema di coagulazione

Le patologie associate ad eccessiva coagulazione sanguigna sono dovute ad accumuli lipidici sulle pareti dei vasi oppure ad alterazioni nel rilascio di determinate sostanze. Nel primo caso, un livello alto di colesterolo a bassa densità fa sì che i grassi in eccesso si depositano nelle cavità arteriose o venose. Questo modifica la repulsione presente tra il sangue e le pareti dei vasi, la quale permette un flusso continuo del fluido. Le piastrine non riescono più a scivolare liberamente perché non c'è più repulsione tra esse e lo strato lipidico depositatosi. Ecco che le piastrine iniziano ad aggregarsi, formando una specie di tappo, detto trombo. Il trombo può ostruire completamente il vaso, dando luogo a infarti del muscolo cardiaco più o meno debilitanti, a seconda dell'area in cui il trombo si è formato. Nel secondo caso, la coagulazione anomala del sangue deriva da una mancata produzione di sostanze anticoagulanti, la cui funzione è quella di inibire la cascata coagulativa.

Esami dei fattori della coagulazione

Per verificare il corretto funzionamento della cascata coagulativa occorre valutare come agiscono i fattori interessati. Esami di questo genere sono consigliati ai soggetti che soffrono di malattie cardiopatiche, o che hanno un'alta concentrazione di colesterolo LDL nel sangue. I fattori che attivano la coagulazione sono: il fattore tessutale, prodotto dai vasi danneggiati; il PF3, rilasciato dalle piastrine; l'attivatore della protrombina; la trombina; il fibrinogeno; la fibrina. I fattori che invece inibiscono la coagulazione sono: la vitamina C; la vitamina S; la plasmina; l'antitrombina III. Quest'ultima si lega con una sostanza anticoagulante, l'eparina, la biomolecola più elettronegativa in assoluto che ha quindi una potente forza attrattiva, e tende a legarsi naturalmente con l'antitrombina. Questo legame inibisce la cascata coagulativa disattivando la trombina. Inoltre, l'eparina attiva la lipasi, un enzima prodotto dal pancreas che demolisce i lipidi. Negli esami bisogna quindi valutare il tempo di azione dell'eparina, combinato a quello dei fattori coagulanti.

Somministrazione di eparina

Nel caso in cui gli esami suddetti facciano riscontrare l'azione insufficiente delle sostanze anticoagulanti, si passa alla somministrazione di eparina. Quest'ultima è un glucosamminoglucano naturalmente prodotto dall'organismo, in particolare nel tessuto connettivo lasso. L'eparina viene solitamente estratta dal tessuto intestinale suino o da quello polmonare bovino. Ultimamente si è valutata la possibilità di estrazione anche dal plasma umano. La somministrazione può avvenire per via sottocutanea o per via endovenosa. La prima tipologia consiste nell'iniettare la sostanza in tessuto adiposo ben vascolarizzato: le zone indicate sono i glutei, l'addome laterale o le braccia. Bisogna formare una plica con la cute, tenendola ferma tra pollice e indice. Si inserisce l'ago perpendicolarmente alla plica. L'iniezione deve durare non meno di 10 secondi e la zona non va massaggiata successivamente all'iniezione. La seconda tipologia di iniezione viene effettuata solo in ambito ospedaliero e prevede monitoraggio continuo del dosaggio.

Controindicazioni

La somministrazione di eparina deve essere ben studiata, in quanto ci possono essere molte interferenze con la funzione del farmaco. Un banale antinfiammatorio, integratori o preparazioni erboristiche possono potenziare l'azione anticoagulante. Anche lo spazzolamento dei denti deve essere delicato, per evitare rischio di emorragie. Bisognerebbe anche evitare di praticare sport di contatto, in quanto ci si procura facilmente contusioni che porterebbero alla formazione di ematomi. In caso di emofilia, o di trombocitopenia causata da leucemia, carcinomi vari o somministrazione di farmaci chemioterapici è da escludere arbitrariamente la somministrazione di eparina. Inoltre, occorre essere cauti nella somministrazione durante il periodo mestruale o i presenza di malattie epatiche; il fegato è il principale centro di produzione delle proteine plasmatiche: se la sua funzione è alterata, anche il processo coagulativo può subire variazioni. I segnali di allarme in seguito ai quali è necessario rivolgersi al medico curante sono emorragie prolungate, epistassi, presenza di ematomi o tracce di sangue nelle feci o nelle urine.

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Domande frequenti

  • Come funziona l'eparina per prevenire la formazione di trombi?
    L'eparina agisce legandosi all'antitrombina III, una proteina presente nel sangue. Questo complesso risultante inibisce potentemente la trombina, un enzima chiave nella cascata coagulativa responsabile della trasformazione del fibrinogeno in fibrina (la rete che forma il coagulo). Disattivando la trombina, l'eparina impedisce l'ulteriore aggregazione piastrinica e la formazione di nuovi trombi. Inoltre, stimola la lipasi pancreatica, aiutando a degradare i lipidi che potrebbero contribuire all'ostruzione vascolare. È fondamentale per chi soffre di patologie cardiovascolari o alti livelli di colesterolo LDL.
  • Quali sono le modalità corrette di somministrazione sottocutanea dell'eparina?
    L'iniezione sottocutanea richiede precisione per garantire l'assorbimento corretto. Si devono scegliere zone ben vascolarizzate come l'addome laterale, i glutei o le braccia. Prima dell'iniezione, è necessario formare una plica cutanea tenendo la pelle ferma tra pollice e indice. L'ago va inserito perpendicolarmente rispetto alla plica formata. Una volta inserita l'ago, la somministrazione del farmaco deve durare almeno 10 secondi per permettere un rilascio graduale. Dopo l'iniezione, non si deve mai massaggiare la zona iniettata per evitare danni ai tessuti o alterazioni nell'assorbimento del farmaco.
  • Cosa succede se si assumono antinfiammatori o integratori mentre si usa l'eparina?
    Molti farmaci e integratori possono interagire pericolosamente con l'eparina, potenziandone l'effetto anticoagulante e aumentando significativamente il rischio di emorragie. Gli antinfiammatori non steroidei (FANS), alcuni integratori alimentari e preparazioni erboristiche possono amplificare questa azione. Per questo motivo, è essenziale consultare il medico prima di assumere qualsiasi nuova sostanza. Anche semplici azioni quotidiane come lo spazzolamento dei denti devono essere eseguite con estrema delicatezza per evitare sanguinamenti gengivali. La cautela è necessaria per prevenire complicanze gravi legate a un'eccessiva fluidificazione del sangue.
  • In quali condizioni cliniche l'uso dell'eparina è controindicato o richiede massima attenzione?
    L'eparina è generalmente esclusa in casi di emofilia, trombocitopenia grave (spesso dovuta a leucemie, carcinomi o chemioterapia) e durante il periodo mestruale, per il rischio di emorragie incontrollabili. Richiede grande cautela nei pazienti con malattie epatiche, poiché il fegato produce le proteine plasmatiche essenziali per la coagulazione; se la sua funzione è alterata, il processo coagulativo diventa imprevedibile. Qualsiasi intervento chirurgico o trauma deve essere valutato attentamente. Il medico dovrà bilanciare i benefici della terapia anticoagulante con i rischi emorragici specifici legati alla patologia di base del paziente.
  • Quali sono i segnali di allarme che indicano la necessità di contattare subito il medico?
    Durante la terapia con eparina, è cruciale monitorare eventuali segni di sanguinamento anomalo. I principali campanelli d'allarme includono emorragie prolungate che non si fermano, epistassi (sangue dal naso) frequenti, comparsa di ematomi inspiegabili sulla pelle e presenza di tracce di sangue nelle feci o nelle urine. Questi sintomi indicano che la coagulazione potrebbe essere troppo soppressa o che vi è un sanguinamento interno. In presenza di uno o più di questi segnali, è immediato rivolgersi al proprio medico curante o recarsi al pronto soccorso per una valutazione urgente e l'eventuale correzione della terapia.

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