Cos'è la gastroenterite?
È un'infiammazione acuta della mucosa dello stomaco e dell'intestino tenue. Essa può essere provocata da virus (Rotavirus, Adenovirus, Calicivirus) o più raramente da batteri (Escherichia Coli, Shigella, Salmonella). Il cambiamento di dieta, l’assunzione di alcuni medicinali, il cibo avariato, le bevande troppo fredde, l’abuso di alcolici o le allergie rappresentano delle altre cause che possono portare alla gastroenterite. La malattia può manifestarsi in persone di qualsiasi età, soprattutto nel periodo dei cambiamenti di stagione. I soggetti più a rischio sono i neonati, gli anziani e coloro che hanno le difese immunitarie basse. I bambini dei paesi sviluppati sono i più colpiti, soprattutto dal Rotavirus. Quest’ultimo genera un’infezione virale contagiosa che provoca disordini alimentari e disidratazione.
Sintomi tipici dell'infiammazione dello stomaco
La gastroenterite può essere classificata in acuta, quando dura solo qualche giorno, persistente se non scompare entro le due settimane e cronica se i sintomi sono presenti per oltre un mese. Essa si manifesta con diarrea, con almeno tre scariche al giorno, vomito, crampi addominali, febbre lieve e un senso di malessere generale. Se i sintomi non passano entro qualche giorno, è necessario chiamare il medico. Il quale può richiedere l’esame delle feci per valutare da quali virus o batteri è generata l’infezione e prescivere una terapia adeguata. Se l'infiammazione dello stomaco colpisce neonati o i bambini e questi vomitano per diverse ore, presentano sangue nelle feci e una diarrea grave e sono molto disidratati è consigliabile il ricovero in ospedale. Se non curata adeguatamente la gastroenterite può portare a conseguenze gravi sopratutto nello sviluppo e nell’accrescimento dei bambini.
Cure e consigli per curare la gastroenterite
La conseguenza più grave della gastroenterite è la disidratazione, per questo è fondamentale bere molta acqua, assumere degli integratori di sali minerali, mangiare in bianco e soprattutto cibi facili da digerire. Nelle prime ore sarebbe utile anche digiunare, per dare sollievo allo stomaco e ripristinare la flora batterica. È possibile dietro parere del medico prendere degli antidolorifici o dei medicinali contro la diarrea o la nausea. Da notare che non bisogna prendere antibiotici, in quanto sono inefficaci sui virus della gastroenterite. Per quanto riguarda i bambini, per assicurare loro il corretto assorbimento degli elettroliti, si possono acquistare delle soluzioni reidratanti orali vendute in farmacia. Sono da evitare assolutamente succhi di frutta, latte, alimenti e bevande zuccherate.
Prevenzione
L’attenzione all’igiene e i delle regole di buonsenso sono il modo migliore per evitare la diffusione delle infezioni intestinali. Innanzitutto è necessario lavare le mani spesso e soprattutto dopo essere stati in bagno. L’uso di un sapone antibatterico o di salviettine igienizzanti quando si è fuori casa, sarebbe la soluzione ideale per assicurare la massima pulizia. Usare oggetti personalizzati, evitare di bere dallo stesso bicchiere o asciugarsi con lo stesso asciugamano. Mantenere le distanze, evitando effusioni e baci è un’altra regola che può preservare dalla malattia. Da segnalare che la gastroenterite può essere asintomatica, ma ugualmente contagiosa, effetto che si può verificare anche dopo due settimane dalla guarigione. L’attenzione all’igiene delle mani è una regola generale che rimane valida sempre, soprattutto per i bambini che frequentano l’asilo.
Domande frequenti
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Quali sono i primi segnali che indicano la presenza di gastroenterite?I sintomi principali includono diarrea (almeno tre scariche al giorno), vomito, crampi addominali, febbre lieve e un generale senso di malessere fisico. La malattia può presentarsi in forma acuta, durando pochi giorni, oppure persistere fino a due settimane. È importante monitorare l'evoluzione dei sintomi: se il disagio non migliora entro qualche giorno o peggiora, è fondamentale consultare un medico per escludere complicanze o infezioni batteriche specifiche.
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Come si gestisce l'idratazione durante un attacco di gastroenterite?La disidratazione è la complicanza più grave, quindi bere molti liquidi è prioritario. Si consiglia di assumere acqua e integratori specifici di sali minerali per reintegrare gli elettroliti persi. Nei bambini, le soluzioni reidratanti orali disponibili in farmacia sono essenziali. Al contrario, vanno evitati assolutamente succhi di frutta, latte, alcolici e bevande zuccherate, poiché possono aggravare la diarrea e ostacolare il recupero intestinale.
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È corretto assumere antibiotici per curare la gastroenterite?No, generalmente non è opportuno assumere antibiotici. La maggior parte dei casi di gastroenterite è causata da virus (come Rotavirus o Norovirus) contro cui gli antibiotici sono completamente inefficaci. L'uso improprio di questi farmaci può alterare ulteriormente la flora batterica intestinale già compromessa. Gli antibiotici vengono prescritti dal medico solo in caso di accertata infezione batterica specifica, come quella da Salmonella o E. coli.
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Cosa mangiare e cosa evitare durante la fase acuta?Nelle prime ore, un breve digiuno può aiutare a riposare lo stomaco. Successivamente, si deve passare a una dieta 'in bianco', privilegiando cibi facili da digerire come riso, pasta semplice, patate lesse e carni bianche magre. Vanno eliminati temporaneamente latticini, cibi grassi, fritti, piccanti e fibre insolubili. L'obiettivo è fornire nutrienti senza sovraccaricare il sistema digestivo infiammato, reintroducendo gradualmente la normale alimentazione man mano che i sintomi regrediscono.
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Quando è necessario recarsi al pronto soccorso o farsi ricoverare?Il ricovero ospedaliero è consigliato nei casi più severi, specialmente per neonati, bambini piccoli e anziani. Segnali di allarme includono vomito continuo per diverse ore, presenza di sangue nelle feci, diarrea grave e segni evidenti di disidratazione (bocca secca, scarsa produzione di urina, letargia). Anche negli adulti, se i sintomi persistono oltre pochi giorni o se la febbre diventa alta, è urgente rivolgersi a un medico per valutare esami delle feci e terapie mirate.





