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Infiammazione tendine di achille

Aggiornato il 26 gennaio 20174 capitoli5 domande frequenti

Che cos'è il tendine d'Achille

Con il nome di tendine d'Achille si indica un tendine, ossia una terminazione fibrosa grazie al quale un muscolo riesce a inserirsi su un osso, che si origina dal muscolo tricipite inserendosi sull'osso calcaneale. Il nome di questa parte anatomica trae la sua origine dal mito, e per la precisione dalla storia secondo la quale l'unico punto debole dell'eroe greco Achille fosse appunto questa parte del corpo. Il tendine d'Achille è il più robusto e forte del corpo essendo lungo ben quindici centimetri. Tale fibra tende a restringersi verso il basso ma si allarga lievemente verso la sua estremità inferiore, poco prima di inserirsi nel calcagno. Sebbene molto forte questo tendine è spesso soggetto a infiammazioni o rotture, in seguito a traumi di diverso tipo generati da incidenti o sforzo fisico eccessivo.

Cosa la provoca

Tra le più comuni patologie di questa fibra c'è l'infiammazione del tendine d'Achille, che può colpire praticamente chiunque indipendentemente da età, sesso e condizioni generali di salute. L'infiammazione non è altro che la risposta del nostro corpo a un urto oppure a un trauma e può essere sostanzialmente di due tipi: inserzionale e non inserzionale. Per infiammazione del tendine d'Achille inserzionale si intende un'infiammazione che colpisce la parte inferiore del tendine, nel punto in cui esso appunto si inserisce all'interno del calcagno. Una patologia non inserzionale, invece, è causata da rotture e piccoli strappi che si verificano nella parte centrale del tendine stesso. Sia nel primo caso che nel secondo se i danni alla fibra tendono a calcificarsi, esiste la possibilità che si formino degli speroni ossei.

Cause e sintomi

L'infiammazione del tendine d'Achille può verificarsi in qualsiasi momento anche in pazienti sanissimi, ed è legata a uno sforzo prolungato del tendine o a uno stress troppo intenso. L'infiammazione può insorgere in presenza di alcune condizioni specifiche come ad esempio piede piatto o lievi malformazioni del piede, polpaccio debole o poco flessibile, lesioni tramautiche. Inoltre la patologia, in fase di allenamento, è causata con maggiore facilità da un esercizio fisico effettuato senza riscaldamento, dall'aumento della velocità in fase di allenamento, da attività fisica troppo intensa. Quando è in atto questo tipo di infiammazione il sintomo più frequente è il dolore seguito col trascorrere del tempo da gonfiore, rigidità e scricchiolii. Se notate qualcuno di questi sintomi conviene effettuare una visita medica.

Rimedi e cure

Ma in che modo si guarisce dall'infiammazione una volta che essa ci è stata diagnosticata? Quali rimedi esistono per proteggersi o per curare la tendinite una volta che essa è insorta? Per prima cosa si consiglia di restare a riposo il più possibile e applicare il ghiaccio sulla parte dolorante. Il ghiaccio non va mai applicato a diretto contatto con la pelle, ma avvolto in un tessuto. Inoltre, se il dolore non diminuisce è possibile assumere farmaci antinfiammatori non steroidei come ibuprofene o ketoprofene. Infine, se l'infiammazione persiste si consiglia di fare un periodo di fisioterapia o un periodo di potenziamento eccentrico, grazie al quale il muscolo si contrae nel momento in cui si allunga. Devono essere evitate assolutamente le infiltrazioni di cortisone, dal momento che gli steroidi sono dannosi per il tendine in quanto potrebbero causarne la rottura.

Domande frequenti

  • Quali sono i segnali iniziali che indicano un'infiammazione del tendine d'Achille?
    I primi sintomi includono dolore localizzato nella parte posteriore della caviglia, che peggora durante l'attività fisica o dopo lo sforzo. Col progredire della condizione, possono comparire gonfiore, rigidità mattutina e una sensazione di scricchiolio o crepitio quando si muove la caviglia. È importante distinguere tra infiammazione inserzionale, che colpisce il punto di attacco al tallone, e non inserzionale, che interessa la parte centrale del tendine. Se noti questi segni, specialmente se associati a un recente aumento dell'intensità allenante o a scarpe inadeguate, è consigliabile consultare un medico per una diagnosi accurata e evitare il peggioramento.
  • Come devo applicare correttamente il ghiaccio per ridurre il dolore?
    Il ghiaccio è un rimedio efficace per controllare il dolore e l'infiammazione acuta, ma deve essere usato con cautela. Non applicare mai il ghiaccio direttamente sulla pelle per evitare ustioni da freddo; avvolgilo sempre in un asciugamano sottile o un panno di cotone. Applicalo sulla zona dolente per circa 15-20 minuti, ripetendo l'operazione ogni poche ore nei primi giorni successivi all'insorgenza dei sintomi. Questo metodo aiuta a vasocostrizione locale, riducendo il flusso sanguigno nell'area infiammata e limitando il gonfiore. Ricorda di combinare l'uso del ghiaccio con il riposo assoluto del tendine per favorire la guarigione.
  • È sicuro usare il cortisone per trattare la tendinite d'Achille?
    No, l'iniezione di cortisone (steroidi) nel tendine d'Achille è generalmente sconsigliata e considerata pericolosa. Gli steroidi possono indebolire la struttura collagena del tendine, aumentandone significativamente il rischio di rottura completa. Invece di ricorrere alle infiltrazioni, i medici preferiscono approcci conservativi come il riposo, la crioterapia, l'uso di antinfiammatori non steroidei (FANS) per via orale e, soprattutto, programmi di riabilitazione specifici. La fisioterapia e gli esercizi eccentrici sono considerati standard d'oro per rafforzare il tendine e ripristinare la funzionalità senza comprometterne l'integrità strutturale a lungo termine.
  • Cosa sono gli esercizi eccentrici e perché sono utili nella guarigione?
    Gli esercizi eccentrici consistono nel contrarre il muscolo mentre questo si sta allungando sotto carico. Nel caso del tendine d'Achille, un tipico esercizio prevede sollevarsi sulle punte dei piedi con entrambe le gambe e poi abbassarsi lentamente usando solo la gamba interessata dall'infiammazione. Questa tecnica stimola la riparazione delle fibre tendinee, migliora la resistenza allo stress meccanico e riduce il dolore cronico. Vengono solitamente prescritti dai fisioterapisti dopo la fase acuta iniziale. La costanza nell'esecuzione è fondamentale per ottenere risultati duraturi e prevenire recidive, aiutando il tendine ad adattarsi meglio ai carichi futuri.
  • Quali fattori predisponenti aumentano il rischio di sviluppare questa patologia?
    Oltre agli sforzi improvvisi o eccessivi, diversi fattori biomeccanici e fisiologici contribuiscono all'infiammazione. La debolezza o la scarsa flessibilità dei polpacci sono cause primarie, poiché caricano maggiormente il tendine. Anche anomalie anatomiche come il piede piatto o lievi malformazioni del piede alterano la distribuzione del peso, aumentando lo stress sull'Achille. Inoltre, errori nell'allenamento, come saltare il riscaldamento, aumentare bruscamente la velocità o l'intensità degli esercizi, e indossare calzature con tacchi alti o insufficientemente ammortizzate, sono trigger frequenti. Correggere questi aspetti è cruciale sia per la cura che per la prevenzione.

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