La spossatezza cronica

Malattie, la spossatezza cronica

Ogni anno c'è un giorno dedicato alla spossatezza cronica ed è il 12 maggio. Si tratta di una giornata a livello mondiale, dove la stessa patologia viene riconosciuta. La malattia è altamente invalidante, anche se solo attorno agli anni '90 è stata riconosciuta come tale. L'affaticamento generale infatti è la prima causa per cui si ricorre al medico. Se vogliamo usare i termini medici il Cfs indica un affaticamento anomalo. La sua durata infatti supera il semestre ed è esacerbata da ogni sforzo, anche minimo. Le attività di conseguenza sono ridotte e si verificano: problemi di memoria, difficoltà di concentrarsi, faringiti, dolore a uno o più linfonodo ascellare e/o cervicale. L'apparato muscolare può dolere e i muscoli infiammarsi, sono presenti le cefalee e non si riesce a ristorarsi con il sonno.
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Diagnosi spossatezza cronica

spossatezza cronica Se si verificano almeno quattro tra i sintomi sopraelencati, il medico procederà ad effettuare una diagnosi. Innanzi tutto dovrà escludere eventuali patologie come gli ipotiroidismi, le epatiti di tipo B o C croniche. Inoltre escluderà la presenza di qualche tumore, l'assenza di stati depressivi, le schizofrenie, demenze, le anoressie nervose, l'abuso di alcool, e l'obesità. Nonostante tutto questo, ancora oggi la spossatezza cronica non viene riconosciuta facilmente. Attraverso test genetici sono stati individuati i responsabili possibili di questa patologia. Si tratta di più di un gene legato al muscolo e al suo metabolismo. Si pensa anche a un super funzionamento dei sistemi immunitari, che reagiscono in presenza di virus e batteri in modo esagerato.

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Terapie e spossatezza cronica

Spossatezza cronica Se la dignosi di spossatezza cronica è difficile, lo è ancora di più la terapia. La patologia compare in genere tra i quaranta e cinquanta anni e colpisce maggiormente le donne. Qualsiasi persona di ogni età può comunque manifestarla, e il tempo in cui è presente è molto variabile. Una cura specifica non esiste e quindi si tende a minimizzare i sintomi con terapie mirate a seconda dei problemi riscontrati. Cure sintomatiche quindi e non terapie uguali per tutti i casi. Lo stile di vita rimane però importante, soprattutto nella diminuzione e il controllo dello stress. Non dormiamo durante il giorno e riserviamo il riposo per la notte. Inoltre è bene evitare il fumo, la caffeina e l'alcol. Una vita senza eccessi di fatica è salutare, anche se ci si sente bene.


La spossatezza cronica: Spossatezza cronica ed esercizio fisico

Spossatezza cronica Paradossalmente muoversi con costanza, magari all'aria aperta aumenta la resistenza alla fatica. Un sano allenamento fisico, prolungato nel tempo, con momenti di rilassamento muscolare e altri di sforzo aiuta a migliorare la situazione. A fianco delle terapie farmacologiche in grado di attutire i sintomi, diviene importante associare un regime di vita senza esuberi alimentari. Lo sforzo crescente, ma continuo inoltre abitua l'organismo a sopportare la fatica, fa liberare le endorfine che agiscono contro il dolore. Gli esercizi dovranno essere regolari e moderati, non competitivi. Lo stare fermi o a letto peggiora la situazione e debilita il corpo e la muscolatura. Poiché anche le predisposizioni familiari comportano una patologia di spossatezza cronica infine è anche bene accettare la situazione e convivere nel migliore dei modi.



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