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Cirrosi epatica scompensata

Aggiornato il 29 giugno 20164 capitoli5 domande frequenti
Fegato affetto da cirrosi epatica

La cirrosi epatica: definizione e cause

La cirrosi epatica è una malattia cronica del fegato, ha carattere degenerativo, e si caratterizza per la presenza di tessuto cicatriziale, che pregiudica la corretta funzionalità del fegato. Le cause principali per il manifestarsi della cirrosi epatica possono derivare dall'aver contratto specifiche malattie o da uno scorretto stile di vita. L'epatite virale cronica di tipo C e B sono delle malattie, che si trasmettono attraverso il contatto con il sangue di una persona affetta da queste patologie, causando l'infiammazione del fegato ed il conseguente insorgere della cirrosi epatica. Vi sono inoltre, altre malattie che possono causare la cirrosi epatica: l'epatite autoimmune, l'infiammazione dei dotti biliari (cirrosi biliare primitiva) ed alcune malattie ereditarie (fibrosi cistica, malattia di Wilson, etc.). La causa più comune per contrarre la cirrosi epatica è l'uso prolungato di sostanze alcoliche, ma si riscontrano casi di cirrosi anche nei pazienti affetti da obesità.

La cirrosi epatica compensata e scompensata

La cirrosi epatica si presenta attraverso due stadi: cirrosi epatica compensata e scompensata. Il primo stadio della malattia, è quello più blando, difficilmente individuabile e caratterizzato da pochi sintomi. Nella fase compensata, il fegato continua le sue principali funzioni, ma si riscontrano alcuni sintomi che segnalano la notevole riduzione degli epatociti come la perdita di peso, l'inappetenza e la costante stanchezza. La fase scompensata è lo stadio successivo della malattia, ed è caratterizzata dall'insorgenza di alcuni sintomi e dalla ridotta funzionalità del fegato. I sintomi più comuni, in questa fase, sono l'ittero, gli edemi, l'ascite e la mancata coagulazione del sangue. Nella fase di cirrosi epatica scompensata, il fegato inizia a non effettuare i processi di coagulazione, non sintetizza l'albumina e non previene l'insorgenza di infezioni e l'eliminazione dei batteri.

I sintomi della cirrosi epatica scompensata

La cirrosi epatica scompensata è facilmente diagnosticabile, grazie alla presenza di alcuni sintomi individuabili anche senza l'utilizzo di specifici esami diagnostici. L'ittero, si manifesta con una colorazione giallastra della pelle e della parte bianca degli occhi (sclera), dovuta ad una elevata concentrazione di bilirubina nel sangue; una sostanza che in condizioni normali viene eliminata attraverso la bile. Il sanguinamento frequente è un sintomo della cirrosi epatica, dovuto alla mancata coagulazione del sangue; si possono manifestare anche edemi agli arti inferiori ed una progressiva caduta dei peli corporei. Negli uomini affetti da cirrosi, si sono notati casi di ginecomastia (aumento di volume delle ghiandole mammarie) e atrofia dei testicoli. Nella fase terminale della malattie possono insorgere altri sintomi come l'ascite, che è l'accumulo di liquido nell'addome, o la formazione di varici esofagee e l'insufficienza renale.

La diagnosi e la cura nella cirrosi epatica scompensata

Le analisi del sangue sono il punto di partenza per diagnosticare la cirrosi epatica, infatti, se si riscontrano dei livelli elevati di transaminasi è possibile che il tessuto delle cellule del fegato sia danneggiato; l'alta concentrazione di bilirubina ed i valori bassi di albumina sono indicativi per la presenza di una probabile cirrosi epatica. Dopo aver effettuato una visita dal gastroenterologo, per verificare la presenza di una cirrosi si procede con una ecografia epatica, una TAC o una biopsia epatica. Per curare la cirrosi epatica scompensata, bisogna individuare le cause (epatiti, abuso di alcool, scompensi cardiaci) ed eliminarle, per poi concentrarsi sullo stile di vita e la terapia farmacologica da adottare. Oltre all'eliminazione delle sostanze alcoliche, la dieta dei pazienti affetti da cirrosi epatica deve essere povera di sodio, proteine e grassi ma ricca di zuccheri. A seconda dei sintomi presenti nel paziente vengono prescritti farmaci specifici.

Domande frequenti

  • Quali sono i segnali clinici distintivi che permettono di riconoscere la fase scompensata della cirrosi?
    La fase scompensata si distingue per sintomi evidenti che indicano un grave malfunzionamento epatico. I segni più comuni includono l'ittero, visibile come ingiallimento della pelle e delle sclere degli occhi dovuto all'accumulo di bilirubina. Si manifestano inoltre ascite, ovvero accumulo di liquidi nell'addome, edemi agli arti inferiori e problemi di coagulazione sanguigna che portano a sanguinamenti frequenti. In alcuni casi, specialmente negli uomini, possono comparire ginecomastia e atrofia testicolare, mentre in fase avanzata può insorgere insufficienza renale.
  • Come cambia l'alimentazione consigliata durante la cirrosi epatica scompensata?
    La gestione nutrizionale è cruciale e deve essere adattata ai sintomi specifici. Generalmente, la dieta deve essere povera di sodio per contrastare l'ascite e gli edemi, e moderata nelle proteine e nei grassi per ridurre il carico metabolico sul fegato compromesso. Al contrario, è importante assumere una sufficiente quantità di carboidrati complessi per garantire energia e prevenire la degradazione muscolare. È fondamentale evitare completamente l'alcol e seguire rigorosamente le indicazioni mediche, poiché ogni paziente può avere esigenze diverse basate sulla gravità dello scompenso e sulle complicanze presenti.
  • Quali esami diagnostici sono necessari per confermare la cirrosi epatica?
    La diagnosi inizia con analisi del sangue per valutare la funzionalità epatica: livelli elevati di transaminasi indicano danno cellulare, mentre alti valori di bilirubina e bassi livelli di albumina suggeriscono la presenza di cirrosi. Per una conferma strutturale, il medico specialista in gastroenterologia prescrive solitamente un'ecografia epatica, una TAC o, in alcuni casi, una biopsia epatica. Questi esami permettono di visualizzare il tessuto cicatriziale, valutare l'estensione del danno e identificare eventuali complicanze come le varici esofagee o tumori epatici.
  • Quali sono le principali cause scatenanti della cirrosi epatica?
    Le cause possono essere suddivise tra fattori infettivi, genetici e legati allo stile di vita. La causa più diffusa è l'abuso prolungato di alcol. Altre cause importanti includono le epatiti virali croniche, in particolare quelle di tipo B e C, trasmesse tramite il sangue. Possono contribuire anche condizioni autoimmuni come l'epatite autoimmune o la cirrosi biliare primitaria, nonché malattie genetiche come la fibrosi cistica o la malattia di Wilson. Recentemente, l'obesità e la steatosi epatica non alcolica sono diventate cause sempre più rilevanti per l'insorgenza della patologia.
  • È possibile guarire dalla cirrosi epatica scompensata o solo gestirla?
    La cirrosi epatica rappresenta un danno irreversibile al tessuto epatico, quindi non esiste una vera e propria 'guarigione' che ripristini la struttura originale del fegato. Tuttavia, la fase scompensata può essere gestita efficacemente intervenendo sulle cause sottostanti, come interrompere l'assunzione di alcol o trattare le epatiti virali. La terapia include farmaci specifici per controllare i sintomi (come diuretici per l'ascite) e modifiche radicali dello stile di vita. Nei casi terminali, l'unica soluzione definitiva rimane il trapianto di fegato, che può salvare la vita del paziente ripristinando la funzione epatica.

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