Male milza

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Male alla milza

Il male alla milza è qualcosa di abbastanza comune che ognuno di noi ha provato almeno una volta nella vita. Quando è necessario preoccuparsi ?

di Redazione

27 febbraio 2017

Male alla milza: cause da sforzo fisico

La milza è un organo fondamentale per il buon funzionamento del sistema linfatico: esso infatti è in grado di immagazzinare il sangue e smaltire i globuli rossi vecchi e, inoltre, produce gli anticorpi che consentono al nostro organismo di combattere le infezioni. Si tratta al contempo di un organo piuttosto delicato particolarmente soggetto a fratture. Il male alla milza ha cause benigne in seguito a uno sforzo fisico in persone scarsamente allenate. Il dolore, in questi casi, sarebbe da imputare a una respirazione errata e quindi a uno sforzo eccessivo del diaframma. Un'altra causa potrebbe essere, invece, la necessità di produrre un maggior numero di globuli rossi per favorire l'ossigenazione. Nei casi di male alla milza da stress fisico basta semplicemente riposarsi e riprendere una respirazione regolare e corretta.

Male alla milza: cause patologiche

In altri casi, invece, il male alla milza può essere indice di una condizione patologica. La splenalgia, infatti, può essere causata dalle malattie più disparate che hanno a che fare con il fatto che la milza è un organo che si lesiona facilmente, tende e rompersi e deve essere asportato. Tra le cause del dolore alla milza possiamo annoverare l' ingrossamento della milza, le infezioni batteriche, le infezioni virali come la mononucleosi, parassiti di vario genere, la rottura causata da traumi e la leucemia. Si tratta di patologie dunque più o meno gravi che devono comunque essere diagnosticate e trattate nel più breve tempo possibile. Ma quali sono esattamente i sintomi? Ci si accorge della presenza di una patologia in corso soltanto dal manifestarsi di un dolore acuto?

Principali sintomi

Uno dei principali sintomi del male alla milza è sicuramente il dolore stesso generalmente seguito da un ingrossamento dell'organo che può raggiungere fino a cinque volte il suo volume. Per essere allarmante il dolore deve intervenire in assenza di sforzo fisico e si manifesta in particolare con una fitta acuta, localizzata al di sotto dello stomaco. Altri sintomi possono essere il mal di stomaco, l'anemia, la perdita di appetito, pallore, difficoltà respiratorie e dolori anche intensi al torace. Inoltre si possono manifestare anche perdita di appetito e linfonodi ingrossati. Nel caso qualcuno di questi sintomi si manifesti in maniera acuta e persistente è necessario contattare il medico per eseguire una diagnosi e cominciare un trattamento specifico in base al tipo di patologia riscontrata.

Diagnosi e trattamento

La diagnosi viene effettuata attraverso esami clinici che comprendono in particolare Tac ed esami del sangue, che consentono di accertare le condizione della milza e di verificare la presenza di infezioni in corso oppure di traumi. In base alla patologia riscontrata il trattamento e la cura sono differenti. Se ad esempio si riscontra la presenza di mononucleosi è necessario intervenire con una specifica cura di antibiotici. Se si trova una rottura o una lesione può essere necessario intervenire chirurgicamente ed asportare l'organo. Infine, se nel peggiore dei casi in base ai valori dei globuli rossi e bianchi e in base ad altri esami diagnostici accurati si verifica la presenza di leucemia è necessario non solo asportare la milza, ma anche procedere con la chemioterapia o la radioterapia seconda dello stadio e della gravità della patologia.

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Domande frequenti

  • Come distinguere il dolore alla milza causato dallo sport da quello legato a patologie serie?
    Il dolore alla milza durante o dopo lo sforzo fisico è spesso dovuto a una respirazione errata o a un improvviso aumento della produzione di globuli rossi; si risolve rapidamente con il riposo e il recupero di un respiro regolare. Al contrario, il dolore patologico (splenalgia) compare in assenza di attività fisica, è localizzato sotto lo stomaco, può essere accompagnato da febbre, anemia, pallore e linfonodi ingrossati. Se il dolore persiste senza cause fisiche evidenti o è associato a sintomi sistemici, richiede immediata valutazione medica per escludere condizioni come mononucleosi, infezioni o traumi interni.
  • Quali sono i sintomi principali di un ingrossamento della milza (splenomegalia)?
    I sintomi principali includono dolore acuto o fastidio nella parte superiore sinistra dell'addome, sotto le costole. Spesso si accompagna a un evidente ingrossamento dell'organo, che può arrivare a quintuplicare il suo volume normale. Altri segnali d'allarme sono stanchezza cronica, anemia, perdita di appetito, pallore cutaneo, difficoltà respiratorie e dolori al torace. In alcuni casi, possono comparire linfonodi ingrossati. Questi sintomi indicano che la milza sta lavorando eccessivamente o è danneggiata, richiedendo esami clinici come ecografie o TAC per confermare la diagnosi.
  • È vero che la mononucleosi può causare dolore alla milza? Come si cura?
    Sì, la mononucleosi infettiva è una delle cause virali più comuni di dolore e ingrossamento della milza. Il virus provoca un'infiammazione dell'organo, rendendolo fragile e sensibile. Il trattamento prevede principalmente riposo assoluto per evitare rotture, idratazione e farmaci sintomatici per febbre e dolori. Gli antibiotici sono inefficaci contro il virus, ma vengono talvolta prescritti se sovrainfezioni batteriche complicano il quadro. È fondamentale evitare sforzi fisici per diverse settimane, poiché la milza infiammata è a rischio di rottura spontanea, una condizione medica grave.
  • Quando è necessario rimuovere chirurgicamente la milza (splenectomia)?
    L'asportazione della milza diventa necessaria in casi specifici: trauma grave con rottura dell'organo, alcune forme di leucemia o tumori ematologici, o quando la milza è iperattiva e distrugge troppe cellule sanguigne. La chirurgia può essere urgente, come nei traumi addominali, o pianificata. Dopo l'intervento, il paziente rimane vulnerabile alle infezioni perché la milza non filtra più i patogeni dal sangue. Pertanto, è cruciale seguire protocolli vaccinali specifici e monitorare attentamente eventuali segni di infezione nel lungo termine.
  • Quali esami servono per diagnosticare un problema alla milza?
    La diagnosi inizia con l'esame clinico e anamnesi del paziente. Gli strumenti principali sono gli esami del sangue, che rivelano anomalie nei globuli rossi, bianchi e piastrine, indicando possibili infezioni o problemi ematologici. Le immagini diagnostiche, in particolare l'ecografia addominale, la TAC o la risonanza magnetica, permettono di visualizzare le dimensioni della milza, rilevare ingrossamenti, lesioni o traumi. Questi test aiutano i medici a distinguere tra cause benignhe, come il dolore muscolare, e patologie serie come la leucemia o ascessi, guidando la scelta terapeutica appropriata.

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