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Tachicardia a riposo

La tachicardia a riposo è un disturbo caratterizzato dall'improvviso innalzamento del numero di battiti cardiaci.

di Redazione

15 marzo 2017

La tachicardia a riposo

La tachicardia a riposo è un disturbo che può essere occasionale o ripetuto nel corso del tempo. Nel primo caso spesso si tratta di una problematica del tutto benigna, correlata al cibo ingerito in quel preciso momento o a particolari stati psicologici. Quando la tachicardia a riposo si ripresenta di frequente, o associata ad altri sintomi, è opportuno contattare il proprio medico, per valutare la necessità di effettuare specifici esami diagnostici, alla ricerca di alcune patologie cardiache. La tachicardia a riposo è una problematica che, di per sè stessa, può causare diverse problematiche, dovute allo scorretto fluire del sangue all'interno degli organi più importanti del corpo. Inoltre, il frequente ripresentarsi di questo disturbo può favorire la comparsa di stati patologici molto gravi, come ad esempio l'ictus, o il collasso cardiaco o anche l'infarto del miocardio.

I sintomi correlati alla tachicardia a riposo

Il normale battito cardiaco di una persona a riposo è in genere inferiore agli 80 battiti al minuto. Si manifesta la tachicardia quando i battiti superano la frequenza di 100 al minuto. Se tale condizione perdura a lungo si possono avvertire anche altri sintomi, come ad esempio le cosiddette palpitazioni: il battito cardiaco si percepisce in modo fastidioso e molto intenso. In questi casi può capitare anche che il soggetto colpito svenga, o soffra di dolori al petto, vertigini, malessere generale. Il questa situazione il cuore batte in modo molto più veloce del solito, cosa che lo porta ad un rapido affaticamento. Il ripresentarsi frequente di questo problema può portare ad una serie di disturbi, correlati al fatto che il battito troppo frequente non permette la corretta ossigenazione del sangue, con conseguente deficit all'interno degli organi più importanti del corpo.

Principali cause della tachicardia a riposo

Le problematiche correlate alla tachicardia a riposo sono molteplici, alcune delle quali del tutto benigne. Può infatti capitare che il cuore cominci a battere in modo eccessivamente veloce in concomitanza con il consumo di alcune sostanze, tra cui alimenti e farmaci. Il caffè, il tè, l'alcool, alcune droghe, i farmaci decongestionanti, alcuni antistaminici, sono tutte sostanze che possono causare una debole e transitoria tachicardia. Se tale sintomo si ripresenta ogni volta che assumiamo tali sostanze è comunque opportuno sospenderne il consumo. Anche il fumo può portare alla tachicardia. In alcune situazioni invece tale problematica è correlata a specifiche patologie, quali: l'aritmia cardiaca, l'ipertensione, le problematiche che comportano uno scorretto funzionamento della tiroide, l'anemia. In alcuni casi la tachicardia a riposo è un sintomo causato da un intenso stato di ansia, che si protrae a lungo nel tempo, o anche dallo stress.

Rimedi e cure

La tachicardia è un problema che si può ripresentare frequentemente, portando ad un cronico affaticamento del cuore, con conseguenze nefaste per la nostra salute. Quando il sintomo è transitorio spesso non è necessario intervenire con alcun tipo di cura, anche se alcuni pazienti vengono messi a conoscenza di alcune manovre che consentono di abbassare la frequenza cardiaca in modo efficace. Tali manovre comprendono, per esempio, la compressione leggera dei bulbi oculari per qualche secondo e la cosiddetta manovra di Valsalva. Se la tachicardia è correlata ad altre patologie è necessario seguire terapie specifiche, adatte ad ogni singolo caso specifico. Quando si tratta di un disturbo correlato alla dieta o allo stile di vita è consigliabile modificare subito questi parametri, per evitare la comparsa della tachicardia. Nel caso in cui tale problematica tenda a ripresentarsi frequentemente è possibile assumere particolari farmaci, il cui utilizzo deve essere valutato con il cardiologo o con il medico curante.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra un battito accelerato occasionale e una vera tachicardia a riposo?
    Un battito cardiaco normale a riposo dovrebbe essere inferiore agli 80 battiti al minuto. Si parla tecnicamente di tachicardia quando la frequenza supera i 100 battiti al minuto. Le episodi occasionali sono spesso benigni e legati a fattori temporanei come lo stress, il consumo di caffeina o alcol. Al contrario, se il fenomeno si ripete frequentemente o persiste senza uno stimolo evidente, potrebbe indicare un'aritmia o un'altra patologia sottostante che richiede valutazione medica.
  • Cosa posso fare immediatamente durante un attacco di tachicardia per ridurre i battiti?
    In caso di episodio transitorio, esistono alcune manovre fisiche che possono aiutare a rallentare il ritmo cardiaco. Una tecnica comune è la manovra di Valsalva, che consiste nello sforzo espiratorio contro glottide chiusa. Un'altra procedura, da eseguire con cautela, prevede una lieve pressione sui bulbi oculari per pochi secondi. Queste azioni stimolano il nervo vago e possono contribuire a ripristinare il ritmo regolare. Tuttavia, se i sintomi persistono o peggiorano, è fondamentale cercare assistenza medica immediata.
  • Quali alimenti e sostanze devono essere evitati per prevenire la tachicardia?
    Diversi stimolanti possono scatenare o aggravare la tachicardia a riposo. Tra le sostanze da limitare o eliminare vi sono il caffè, il tè forte, l'alcol e le bevande energetiche. Anche il fumo contribuisce significativamente all'aumento della frequenza cardiaca. Inoltre, alcuni farmaci da banco, come i decongestionanti nasali e certi antistaminici, hanno effetti collaterali che includono il battito accelerato. Identificare ed evitare questi trigger specifici è un passo cruciale nella gestione quotidiana del disturbo.
  • Quando la tachicardia a riposo diventa un'emergenza medica?
    Bisogna consultare urgentemente un medico se la tachicardia è accompagnata da dolore toracico, difficoltà respiratorie, svenimento o vertigini intense. Questi sintomi indicano che il cuore non sta pompando sangue efficacemente verso gli organi vitali, causando un deficit di ossigenazione. Episodi frequenti e non controllati aumentano il rischio di complicanze gravi come ictus, infarto o collasso cardiaco. Non ignorare mai la presenza simultanea di questi segnali d'allarme insieme al battito accelerato.
  • Lo stress e l'ansia possono causare tachicardia anche a riposo?
    Sì, lo stress psicologico e l'ansia cronica sono cause comuni di tachicardia a riposo. L'eccessiva attivazione del sistema nervoso simpatico dovuta a preoccupazioni o tensioni prolungate può mantenere il cuore a una frequenza elevata indipendentemente dall'attività fisica. In questi casi, la gestione dello stress attraverso tecniche di rilassamento, mindfulness o supporto psicologico risulta essenziale. Se l'ansia è la causa principale, risolvere il disagio emotivo aiuterà a normalizzare la frequenza cardiaca.

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