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Tendine achille

Aggiornato il 09 marzo 20174 capitoli5 domande frequenti
Posizione tendine achille

Dove si trova e a cosa serve il tendine achille?

Il tendine achille è il più grande che possediamo e collega il tallone al polpaccio. Viene sollecitato ogni volta che si cammina, corre, salta e in alcuni esercizi anaerobici volti al potenziamento muscolare di gambe e polpacci. Può capitare che il tendine achille s'infiammi, in risposta a un trauma o ad una sollecitazione eccessiva o sbagliata. In questo caso si parla di tendinite. La tendinite è una condizione di flogosi dolorosa che segnala la presenza di un trauma o uno strappo nelle fibre del tessuto tendineo. Quando questo avviene nella parte inferiore del tendine achille, localizzato all'altezza del calcagno o del retro della caviglia, si parla di tendinite inserzionale che, molto spesso, è idiopatica, ossia si manifesta senza che ci sia stata una causa specifica e diagnosticabile a provocarla. Quando, invece, il dolore e l'infiammazione interessano il polpaccio e il retro del ginocchio, si parla di tendinite non inserzionale, molto comune nelle persone giovani e sportive e quasi sempre causata da scorretti movimenti durante lo sport o da un allenamento troppo intenso.

Quali sono i sintomi dell'infiammazione del tendine achille?

I sintomi che possono farci sospettare di essere vittime di una tendinite a carico del tendine achille sono diversi. Il più importante e immediatamente riconoscibile è il dolore. Un dolore abbastanza forte da compromettere la normale camminata e, in certi casi, avvertibile anche solo appoggiando il piede per terra. A questo si possono accompagnare sintomi più sfumati come il gonfiore, localizzato nel punto in cui il tendine ha subito il danno. Si può avvertire una sensazione di debolezza a carico del polpaccio e del piede. Si può avere rigidità della caviglia e avere difficoltà a farle compiere dei movimenti rotatori. Si può osservare un peggioramento dopo uno sforzo o un'attività fisica, accompagnato a tempi di recupero più lunghi del normale. Inoltre, si possono avvertire dei rumori tipo scricchiolii quando si compiono determinati movimenti come flettere e allungare le dita dei piedi o dondolare la caviglia. In caso si avvertisse uno o più di questi sintomi che non accenna a diminuire, migliorare o sparire nel giro di un giorno o due è sempre buona cosa consultare il proprio medico.

Le cause e le conseguenze dell'infiammazione al tendine achille

Perchè s'infiamma il tendine achille? Escludendo l'idiopatia di cui parlavamo prima, i motivi scatenanti di una tendinite si raggruppano tutti sotto il concetto di "sbagliate abitudini". Esagerare con l'allenamento, soprattutto se di resistenza, come la corsa, o di potenza come il body building concentrato sui polpacci, può provocare microtraumi tendinei che si traducono in un'infiammazione del tendine achille. Anche non fare il riscaldamento prima dell'esercizio e un po' di stretching alla fine può comportare irritazione e successiva infiammazione dolorosa. Iniziare un allenamento a muscolatura fredda è un altro comportamento che mette a rischio rispetto alla tendinite. Così come affaticare troppo i muscoli, specie negli allenamenti volti all'ipertrofia muscolare, dove si spinge fino alla rottura delle fibre del muscolo. A volte l'infiammazione del tendine achille può essere una ricaduta di un pregresso trauma. Altre volte, semplicemente, la reazione alla ripresa di un'attività fisica piuttosto intensa dopo un lungo periodo di riposo. Altra possibile causa è l'abitudine a portare scarpe non adeguate o scomode. Raramente può dipendere da un problema genetico chiamato piede piatto.

Come si cura l'infiammazione

La tendinite si cura recandosi al più presto dal proprio medico di fiducia che valuterà la necessità o meno di prescrivere delle indagini diagnostiche o dei farmaci. L'infiammazione del tendine achille è un disturbo che può durare anche parecchi giorni. Ci sono dei comportamenti da adottare per alleviare il dolore e riacquistare elasticità e motilità. Uno è applicare del ghiaccio sulla zona quando il dolore è più forte. Riposare e tenere il piede sollevato il più possibile. Comprimere la zona con una benda elastica dà sollievo. Massaggi circolari della zona infiammata con un gel all'arnica sono sempre un buon rimedio, perché questo principio attivo, naturale, sfiamma, decongestiona e allevia i sintomi. Evitare di prendere freddo indossando calze adeguate che coprano fino al ginocchio. Indossare, almeno durante la fase acuta, scarpe comode che siano morbide nella zona del calcagno. È possibile anche acquistare in farmacia dei piccoli cuscinetti da inserire nella scarpa. La cosa più importante, però, è imparare ad allenarsi in maniera adeguata, senza strafare e non saltare mai la sessione di riscaldamento all'inizio e un po' di stretching in conclusione di allenamento.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra tendinite inserzionale e non inserzionale?
    La distinzione principale risiede nella posizione dell'infiammazione e nel profilo del paziente. La tendinite inserzionale colpisce la parte inferiore del tendine, esattamente dove si attacca al calcagno; è spesso idiopatica, cioè insorge senza una causa traumatica specifica evidente. Al contrario, la tendinite non inserzionale interessa la porzione centrale del tendine, verso il polpaccio, ed è tipica degli sportivi giovani. Questa seconda forma è quasi sempre dovuta a sovraccarichi meccanici, movimenti errati durante l'attività fisica o allenamenti eccessivamente intensi che stressano le fibre tendinee.
  • Come posso alleviare il dolore e l'infiammazione a casa?
    Per gestire i sintomi acuti, applica subito il ghiaccio sulla zona dolente per ridurre l'infiammazione locale. È fondamentale riposare e mantenere il piede sollevato quanto più possibile per favorire il deflusso dei liquidi. Una compressione leggera con una benda elastica può dare ulteriore sollievo. Inoltre, massaggi delicati con gel all'arnica aiutano a sfiammare e decongestionare il tessuto grazie alle sue proprietà naturali. Evita di esporre la zona al freddo diretto e indossa scarpe comode con tacchi bassi o cuscinetti specifici per scaricare la pressione sul tallone.
  • Quali sono le cause principali che portano alla tendinite achillea?
    Le cause ruotano prevalentemente attorno a cattive abitudini nell'attività fisica. L'eccesso di allenamento, specialmente nella corsa o negli esercizi di forza per i polpacci, genera microtraumi cumulativi. Saltare il riscaldamento prima dello sforzo o non fare stretching al termine sono errori comuni che irrigidiscono il muscolo e stressano il tendine. Anche riprendere un'intensa attività sportiva dopo un lungo periodo di inattività, indossare calzature inadeguate o soffrire di predisposizioni anatomiche come il piede piatto, possono innescare l'infiammazione. Il sovraccarico muscolare estremo è un altro fattore di rischio significativo.
  • Quando devo assolutamente consultare un medico?
    È necessario rivolgersi a un professionista se il dolore è tale da alterare il tuo modo di camminare o se senti fastidio persino poggiando il piede a terra. Presta attenzione a segni come gonfiore visibile, rigidità della caviglia, sensazione di debolezza o rumori anomali (scricchiolii) durante i movimenti. Se questi sintomi persistono per oltre 24-48 ore senza migliorare, o se peggiorano dopo il riposo, non ignorarli. Una valutazione medica tempestiva è essenziale per escludere lesioni più gravi e ricevere una terapia appropriata, evitando che la condizione cronifichi.
  • Cosa posso fare per prevenire la ricomparsa della tendinite?
    La prevenzione si basa sull'educazione motoria e sulla cura del corpo. Mai iniziare l'allenamento con muscolatura fredda: dedica sempre tempo al riscaldamento progressivo e allo stretching finale per mantenere l'elasticità dei tessuti. Evita picchi improvvisi di intensità o volume nell'allenamento, aumentando i carichi gradualmente. Scegli calzature sportive adeguate al tuo tipo di piede e all'attività svolta, sostituendole quando sono usurate. Infine, ascolta il tuo corpo: se avverti fastidi, riduci l'intensità o interrompi l'attività per permettere al tendine di recuperare, prevenendo così il passaggio da microtraumi a infiammazioni conclamate.

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