Infiammazione tendine

Dolori ai piedi

Tendine di achille

Il tendine di Achille è una patologia che colpisce il piede. Questa struttura, messa sotto sforzo, può essere soggetta a infiammazione.

di Redazione

13 marzo 2017

Caratteristiche e funzione

Il tendine di achille è una struttura importante perché collega i muscoli del polpaccio al calcogno, il Soleo e Gastrocnemio. Indispensabile quando si cammina, si corre o si salta, una degenerazione di questa struttura può provocare addirittura una lesione del tendine di achille. Uno sforzo prolungato del piede comporta un'infiammazione che produce tessuto cicatriziale, non consentendo una normale flessibilità dell'arto. Si distinguono due tipi di tendinite d'achille: tendinite non inserzionale dell'achille e tendinite inserzionale dell'achille. La prima si manifesta con la rottura delle fibre situate nella parte centrale del tendine: questi piccoli strappi provocano gonfiore e si addensano. La seconda patologia colpisce la parte inferiore del tendine, dove le fibre danneggiate possono anche indurirsi, formando degli speroni ossei.

Cause e sintomi

Il tendine di achille è una sindrome che avviene a causa dello stress del tendine. In particolare, prima dello svolgimento delle pratiche sportive, è opportuno effettuare dello stretching iniziale, per riscaldare i muscoli e preparare i tendini allo sforzo. La pratica della corsa in salita o un aumento della velocità improvviso, possono portare all'avvento della sidrome. Anche l'esecuzione di attività sportive dopo un lungo periodo di riposo, può infiammare i tendini. È consigliabile, in presenza di questa patologia, di utilizzare scarpe comode ed ergonomiche, che donano la giusta postura, soprattutto durante gli allenamenti. Il dolore, nel soggetto affetto da tendinite d'achille, si manifesta nella parte posteriore del polpaccio, giungendo fino al tallone. È possibile che questa parte, a causa dell'infiammazione, si arrossi e produca calore. Dal manifestarsi di scricchiolii al piede, si riscontra anche una difficoltà a flettere l'arto e la caviglia, a causa della formazione del tessuto cicatriziale, un nodulo che si forma lungo il tendine.

Trattamenti e prevenzione del tendine di achille

I trattamenti al tendine di achille vanno praticati già dai primi sintomi, per non rischiare di peggiorare la situazione, provocando una degenerazione che, se non curata, può portare ala rottura. Il riposo è essenziale per ripristinare la flessibilità del piede, così come effettuare degli impacchi di ghiaccio sul tendine, addormenterà la parte dolente. Mettere in pratica questi trattamenti, evitando di sovraccaricare gli arti con carichi pesanti, farà sì che il nodulo cicatriziale si ritiri, ma occorrono svariate settimane. Recarsi da un'osteopata che, con una visita approfondita, valuterà il progredire della patologia, è repentino, in quanto gli specialisti decideranno sulla terapia più adatta al tendine di achille. Eseguire un programma sportivo graduale, praticato con scarpe adatte e stretching iniziale, scongiura l'avvento della malattia.

Intervento chirurgico

Oltre alla visita medica approfondita, per valutare il gonfiore e l'infiammazione del tendine di achille, il medico può prescrivere degli esami specialistici. La radiografia valuta lo stato delle ossa e se sono presenti delle calcificazioni o indurimenti al tendine di achille. Una risonanza magnetica può identificare l'entità del danno e se sia indispensabile lo svolgimento dell'intervento chirurgico. A seconda della qualità del danno e della sua posizione, se il tendine di achille non guarisce con i trattamenti illustrati in precedenza, in un periodo di tempo non superiore ai 6 mesi, occorre rivolgersi a chirurghi ortopedici specializzati in operazioni al piede. L'intervento consiste nell'allungamento dei muscoli, per ripristinare la flessione della caviglia. In caso di rottura del tendine, si pratica una sutura, dopo aver effettuato un'anestesia loco-regionale. Le innovative tecniche chirurgiche al piede, fanno sì che non si pratici una grossa incisione, ma si utilizzi con un piccolo taglio, l'artroscopio, strumento chirurgico mininvasivo che consente di operare, visionando l'interno della zona da trattare.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali fattori di rischio che causano la tendinite al tendine di Achille?
    La tendinite di Achille è spesso dovuta a uno stress eccessivo o improvviso sul tendine. I fattori di rischio includono l'aumento repentino della velocità o dell'intensità negli sport come la corsa, specialmente in salita, e la ripresa dell'attività fisica dopo lunghi periodi di inattività senza un adeguato riscaldamento. Anche l'uso di calzature inadeguate, che non supportano correttamente la postura, contribuisce all'infiammazione. Per prevenirlo, è fondamentale eseguire stretching preliminare e adottare programmi sportivi graduali.
  • Come si distinguono la tendinite inserzionale e quella non inserzionale?
    Le due forme si differenziano per la localizzazione del danno. La tendinite non inserzionale interessa la parte centrale del tendine, causando piccoli strappi nelle fibre che portano a gonfiore e ispessimento. Al contrario, la tendinite inserzionale colpisce la porzione inferiore, dove il tendine si attacca al calcagno; qui le fibre danneggiate possono indurirsi e formare speroni ossei. Entrambe le condizioni riducono la flessibilità dell'arto e richiedono valutazioni specifiche per un trattamento mirato.
  • Quali sono i sintomi iniziali a cui prestare attenzione?
    I sintomi tipici includono dolore nella parte posteriore del polpaccio che si estende fino al tallone. L'area interessata può presentarsi arrossata e calda al tatto a causa dell'infiammazione. Spesso si avverte rigidità mattutina o difficoltà nella flessione della caviglia. Inoltre, è comune percepire scricchiolii durante il movimento e la comparsa di un nodulo lungo il tendine, dovuto alla formazione di tessuto cicatriziale. Ignorare questi segnali può aggravare la condizione.
  • Cosa fare nei primi giorni di comparsa del dolore per alleviare i sintomi?
    Ai primi sintomi, il riposo assoluto è essenziale per permettere al tendine di recuperare la flessibilità perduta. Applicare impacchi di ghiaccio sull'area infiammata aiuta ad addormentare il dolore e ridurre il gonfiore. È cruciale evitare di sovraccaricare l'arto con pesi o attività impattanti. Questi accorgimenti, uniti all'uso di scarpe ergonomiche, favoriscono il riassorbimento del nodulo cicatriziale, anche se il processo completo richiede diverse settimane di cura costante.
  • Quando è necessario considerare un intervento chirurgico?
    L'intervento chirurgico viene preso in considerazione se i trattamenti conservativi non apportano miglioramenti entro sei mesi. Esami come radiografie e risonanze magnetiche servono a valutare l'estensione del danno e la presenza di calcificazioni. Gli interventi moderni sono spesso mini-invasivi, utilizzando l'artroscopio attraverso piccoli tagli per visualizzare l'interno della zona. Se il tendine è rotto, si procede alla sutura sotto anestesia locale, mentre in altri casi si allungano i muscoli per ripristinare la mobilità.

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