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La glicemia a digiuno

Aggiornato il 01 settembre 20164 capitoli5 domande frequenti
controllo glicemia

L'esame della glicemia a digiuno

La glicemia a digiuno è un esame che permette di controllare il nostro metabolismo degli zuccheri. Una volta ingeriti, questi, a livello intestinale, vengono lavorati e scissi in molecole di glucosio ed entrano nel circolo sanguigno. Il test è sostanzialmente un semplice prelievo di sangue da una vena del braccio, che però deve essere inderogabilmente preceduto da un digiuno di almeno 12 ore; l'assunzione di cibo influisce notevolmente sull'esito dell'esame, poiché quello che vogliamo scoprire è proprio la quantità di glucosio presente nel nostro sangue. Questo può essere svolto in ambulatorio, in ospedale e ultimamente anche in alcune farmacie attrezzate. Chi si trova valori oltre la norma ha la possibilità di trovare sul mercato dispositivi elettronici capaci di monitorare semplicemente la glicemia, sia quella casuale che quella a digiuno.

Valori

I valori considerati normali per l'esame della glicemia a digiuno per le persone sotto i 50 anni sono 60-110 mg/dl di glucosio nel sangue. Una glicemia che arriva fino a 125 mg/dl indica che può esserci un'alterata glicemia a digiuno (IFG); mentre valori superiori a 125 mg/dl indicano una possibile presenza di diabete. Se ci troviamo di fronte a quest'ultimo caso dobbiamo innanzitutto ripetere nuovamente il test, poiché non sono rare le volte in cui la persona non rispetta il digiuno di 12 ore precedente al test; se il valore si ripresenta tale si ha una diagnosi di diabete. Invece per valori sotto la soglia di 60 mg/dl abbiamo casi di ipoglicemia: questa può essere dovuta ad una cattiva alimentazione, ad una importante attività muscolare precedente il test, ad un digiuno prolungato o ad un abuso di alcol.

Zuccheri buoni o cattivi?

C'è sempre una maggiore propaganda negativa riguardo agli zuccheri; vengono indicati come i principali attori delle più comuni malattie derivate dall'alimentazione. Spesso invece ci scordiamo dell'importanza dei carboidrati (cioè degli zuccheri) nella nostra dieta mediterranea, quella più volte definita come la più equilibrata. Possiamo dividere gli zuccheri in due categorie: - gli zuccheri buoni: sono molecole complesse, legate ad altri nutrienti, come vitamine e sali minerali, che vengono assorbite lentamente dal nostro organismo, quindi sono accessibili per più tempo; li troviamo nelle verdure, nella frutta, nella pasta e nel riso. - gli zuccheri cattivi: sono molecole semplici che danno un'energia maggiore e istantanea poiché vengono assorbite molto velocemente; se però questa energia non fosse utilizzata, il nostro corpo immagazzina lo zucchero assorbito sotto forma di glicogeno e sopratutto di grassi; gli zuccheri cattivi li troviamo nello zucchero da cucina, nei dolci e nelle bevande gassate. E' bene quindi prestare attenzione al cibo che consumiamo, variare la dieta per equilibrare l'apporto di zuccheri: l'esame della glicemia a digiuno ci aiuta a capire se questo equilibrio viene mantenuto.

Cause e conseguenze dell'iperglicemia

Il problema che più comunemente si riscontra nell'esame della glicemia a digiuno è l'iperglicemia: le cause principali di questa patologia sono il diabete, lo stress, l'uso di farmaci (ad esempio i betabloccanti) e le malattie della tiroide. Le conseguenze sono molteplici, si possono verificare malattie cardiovascolari e nervose, nefriti, obesità, che è un problema sempre più attuale, e persino cancro: molti studi sostengono che l'iperglicemia abbia un ruolo importante negli stati infiammatori, esordi dei tumori. Dobbiamo dunque dare una grande importanza all'esame della glicemia a digiuno: nella sua relativa semplicità di esecuzione, offre grande accuratezza e affidabile previsione delle maggiori patologie che colpiscono la popolazione di oggi.Per tali motivi la sanità pubblica incentiva sempre più questo esame clinico: un suo maggior utilizzo, non solo diminuirebbe l'incidenza delle patologie collegate alla glicemia, ma diminuirebbe anche i costi sanitari ad esse collegate.

Domande frequenti

  • Quali sono i valori normali della glicemia a digiuno e cosa significano quelli alterati?
    Per gli adulti sotto i 50 anni, i valori normali della glicemia a digiuno si collocano tra 60 e 110 mg/dl. Un valore compreso tra 110 e 125 mg/dl indica un'alterata glicemia a digiuno (IFG), che rappresenta uno stato prediabetico. Valori superiori a 125 mg/dl suggeriscono la possibile presenza di diabete, condizione che richiede la ripetuta conferma tramite un nuovo test per escludere errori procedurali, come un digiuno insufficiente. Al di sotto di 60 mg/dl, si parla di ipoglicemia, spesso causata da digiuni prolungati, eccessivo sforzo fisico pre-test, consumo di alcol o alimentazione scorretta. È fondamentale interpretare questi numeri con cautela e sempre sotto supervisione medica.
  • Come devo prepararmi correttamente per l'esame della glicemia a digiuno?
    La preparazione è cruciale per l'affidabilità del risultato. Devi osservare un digiuno rigoroso di almeno 12 ore prima del prelievo ematico. Durante questo periodo, puoi bere acqua, ma devi evitare assolutamente qualsiasi tipo di alimento, bevande zuccherate, caffè o alcolici, poiché l'ingestione di calorie altererebbe drasticamente i livelli di glucosio nel sangue. L'esame consiste in un semplice prelievo venoso, eseguibile in laboratori, ospedali o farmacie attrezzate. Rispettare scrupolosamente il digiuno evita falsi positivi e garantisce che il valore misurato rifletta effettivamente il tuo metabolismo basale dello zucchero.
  • Quali sono le differenze tra zuccheri 'buoni' e 'cattivi' e come influenzano la glicemia?
    Gli zuccheri si distinguono in base alla loro struttura chimica e velocità di assorbimento. Gli zuccheri complessi o 'buoni', presenti in verdura, frutta, pasta e riso, sono legati a fibre, vitamine e minerali. Vengono digeriti lentamente, fornendo energia costante e causando picchi glicemici moderati. Al contrario, gli zuccheri semplici o 'cattivi', come saccarosio, dolci e bibite gassate, offrono energia immediata ma rapida. Se non bruciati subito, vengono immagazzinati come grasso corporeo. Mantenere un equilibrio dietetico, privilegiando i carboidrati complessi, aiuta a stabilizzare la glicemia e prevenire condizioni metaboliche negative.
  • Quali sono le cause principali dell'iperglicemia e quali rischi comporta?
    L'iperglicemia, ovvero l'eccesso di glucosio nel sangue, è principalmente associata al diabete, ma può essere causata anche da forte stress, malattie tiroidee o uso di specifici farmaci come i betabloccanti. Conseguenze gravi includono malattie cardiovascolari, danni ai nervi, nefropatie e aumento del rischio di cancro, dato il legame con stati infiammatori cronici. Inoltre, contribuisce all'obesità. Monitorare regolarmente la glicemia è essenziale per individuare precocemente queste anomalie, riducendo il rischio di complicanze a lungo termine e alleggerendo il carico sui sistemi sanitari attraverso la prevenzione.
  • È possibile monitorare la glicemia a casa senza andare in laboratorio?
    Sì, esistono dispositivi elettronici portatili, come i glucometri, che permettono di monitorare la glicemia direttamente a domicilio. Questi strumenti sono utili per chi ha già ricevuto una diagnosi di diabete o alterazioni glicemiche, permettendo controlli frequenti sia a digiuno che casuali. Tuttavia, la diagnosi iniziale e la valutazione clinica completa devono avvenire in ambito sanitario tramite prelievi venosi standardizzati. L'autorilevamento casalingo integra la terapia ma non sostituisce il parere medico né gli esami clinici ufficiali necessari per una corretta gestione della salute metabolica.

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