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Esami del sangue pcr

Aggiornato il 21 dicembre 20154 capitoli4 domande frequenti
Provette per esame PCR

Esami del sangue PCR: cosa sono

La sigla PCR sta per Proteina C-Reattiva (o C-Reactive Protein) ed indica una specifica proteina prodotta dal fegato, misurabile a livello sanguigno soprattutto in corrispondenza di stati di infiammazione acuta. La sua valutazione va associata al valore della VES (velocità di eritrosedimentazione) perché insieme forniscono un importante parametro di infiammazione acuta in corso. Il suo rilevamento può essere molto utile quando si sospettano malattie che sono in grado di stimolare un'infiammazione dei tessuti colpiti, come il Lupus Eritematoso Sistemico o l'Artrite Reumatoide. Gli esami del sangue PCR dovrebbero mostrare un valore medio di 0,5-0,6 mg/dL per essere considerati nella norma e in ogni caso non dovrebbero superare 1 mg/dL, considerando che con la senilità i valori di PCR possono essere soggetti ad un aumento fisiologico.

Come interpretare i valori di PCR alti

Quando gli esami del sangue PCR rivelano un valore elevato, è possibile che l'organismo si trovi in una situazione di flogosi acuta di varia origine. La presenza e l'intensità dell'infiammazione, infatti, è direttamente proporzionale all'aumento del valore PCR, il cui monitoraggio può essere utile per capire l'evoluzione della flogosi e l'eventuale progresso o regresso della malattia. Valori di PCR compresi tra 10 e 40 mg/dL sono indicativi di una blanda infezione o di infezioni virali e sono considerati parafisiologici negli ultimi periodi della gravidanza; valori compresi invece tra 40 e 200 mg/dL sono indicativi di infezioni batteriche; valori di PCR superiori a 200 mg/dL sono rilevanti in corso di ustioni estese o si infezioni particolarmente diffuse a rischio di setticemia. La PCR può aumentare anche quando sussistono danneggiamenti delle pareti vasali.

Sintomi associati ad una PCR alta

Se i valori degli esami del sangue PCR risultano alti, il paziente è sicuramente preda di una risposta infiammatoria acuta di intensità variabile. Solitamente, ad uno stato flogistico si associano dolori della porzione oggetto dell'infiammazione, oltre che una leggera febbricola o un aumento della temperatura corporea più elevata, se la causa è un'infezione virale o batterica. Sono frequenti anche dolori articolari, gonfiori e tumefazioni locali, associati a rossore e ad un aumento di temperatura della zona, nonché perdita dell'appetito, debolezza e dimagrimento. Valori alti di PCR possono indurre anche una notevole mancanza di energia, sia come conseguenza della diffusa dolorabilità articolare e muscolare, sia come conseguenza della perdita dell'appetito. Dolore addominale e diarrea compaiono se l'infiammazione riguarda l'apparato gastroenterico.

Come si esegue l'esame PCR

Gli esami del sangue PCR appartengono ad una particolare tecnica di biologia molecolare scoperta da Mullis, che sfrutta la reazione a catena della polimerasi. L'esame viene eseguito in laboratorio attraverso un processo di amplificazione del DNA cellulare, che si denatura ciclicamente e si appaia alle estremità con i rispettivi primers corrispondenti e speculari.Ogni ciclo è guidato ed attivato dall'enzima Taq-DNA-polimerasi, il quale amplifica il frammento di DNA utilizzato in modo esponenziale fino al raggiungimento di una fase di plateau. Affinché ogni filamento che compone la doppia elica del DNA possa appaiarsi ai primers corrispettivi, lo stesso deve essere scisso; tale scissione avviene attraverso l'innalzamento della temperatura fino ad un range compreso tra 92 e 96°C.

Domande frequenti

  • Quali sono i valori normali della PCR e cosa indicano?
    I valori normali della Proteina C-Reattiva (PCR) nel sangue dovrebbero oscillare mediamente tra 0,5 e 0,6 mg/dL, senza mai superare 1 mg/dL. È importante notare che nelle persone anziane i valori possono subire un lieve aumento fisiologico legato alla senilità. Quando la PCR supera queste soglie, indica la presenza di un'infiammazione acuta nell'organismo. Per una diagnosi più accurata, il medico solitamente associa questo esame alla VES (Velocità di Eritrosedimentazione), poiché insieme offrono un quadro completo dello stato infiammatorio in corso.
  • Cosa significano valori di PCR molto elevati?
    L'intensità dell'infiammazione è direttamente proporzionale al valore della PCR. Valori tra 10 e 40 mg/dL suggeriscono infezioni blande o virali, mentre tra 40 e 200 mg/dL indicano spesso infezioni batteriche. Se il valore supera i 200 mg/dL, si tratta di un segnale grave, tipico di ustioni estese, infezioni diffuse a rischio di setticemia o danni alle pareti vasali. Monitorare questi livelli aiuta a comprendere l'evoluzione della patologia e l'efficacia delle cure in atto.
  • Quali sintomi accompagnano solitamente una PCR alta?
    Una PCR elevata segnala una risposta infiammatoria acuta, che si manifesta con febbre, dolori localizzati nella zona infiammata e stanchezza generalizzata. Possono presentarsi anche dolori articolari, gonfiori, arrossamento e calore locale. Spesso il paziente accusa perdita di appetito, debolezza e dimagrimento. Se l'infiammazione interessa l'apparato gastrointestinale, possono comparire dolore addominale e diarrea. Questi sintomi riflettono l'impatto sistemico dell'infiammazione sulla salute generale.
  • Perché è utile monitorare la PCR durante le terapie?
    Il monitoraggio della PCR è fondamentale per valutare l'andamento di una malattia infiammatoria o infettiva. Poiché i suoi valori aumentano in proporzione all'intensità della flogosi, la loro diminuzione nel tempo indica che il trattamento sta funzionando e che l'infiammazione sta regredendo. Al contrario, valori stabili o crescenti possono segnalare che la terapia attuale non è efficace o che la condizione peggiora, permettendo al medico di intervenire tempestivamente modificando l'approccio terapeutico.

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