Ipertensione arteriosa

Le cause dell'ipertensione arteriosa

Premesso che la pressione alta può essere secondaria, e quindi dipendere da patologie di altra natura, ci sono comunque una serie di fattori che ne favoriscono l'insorgenza. Primo fra tutti la familiarità, quindi l'avanzare dell'età ed il diabete, tutte condizioni che non possono essere prevenute. Ma, a parte queste situazioni, sono invece moltissime le cattive abitudini che aumentano fortemente il rischio di manifestare l'ipertensione e che andrebbero eliminate dal proprio quotidiano: fumare, consumare molto alcool o cibi molto salati, condurre una vita sedentaria sono tutti concorrenti alla condizione di ipertensione che possono essere, più o meno a fatica, evitati. A questo va aggiunto il sovrappeso, che, dove possibile, va corretto, e l'evitare situazioni di grande stress, che nell'insorgere di problemi pressori gioca un ruolo determinante.
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Quali sono i sintomi per riconoscere l'ipertensione arteriosa

Lo sfigmomanometro misura i valori pressori La cosiddetta presione alta non è sempre facilmente individuabile perchè si può presentare anche asintomatica: per questa ragione è bene misurarla di tanto in tanto per controllarne i valori. Nella maggior parte dei casi, però, l'ipertensione è connotata da sintomi più o meno gravi, che vanno da problemi alla testa, come cefalea, vertigini, o la fastidiosa sensazione di "testa che galleggia", a nausea, vomito, problemi alla vista o acufene, la fastidiosa presenza di rumori o fischi nelle orecchie. Si tratta per la maggior parte di sintomi che possono essere dovuti ad altro, ma per sicurezza, appena ci si rende conto che una di queste condizioni si ripete nel tempo, magari nei momenti di maggiore stress emotivo e nervosismo, è importante sottoporsi al controllo, da soli se si possiede lo sfigmomanometro oppure in farmacia o dal proprio medico curante.

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Diagnosi di ipertensione arteriosa

L'holter misura i valori nelle 24 ore La diagnosi viene effettuata attraverso una accurata visita medica, che può essere condotta dal proprio medico di base oppure da un cardiologo. Proprio a causa del grande ruolo che gioca l'emotività sul paziente che ad una prima analisi risulta avere valori pressori alti o border line, solitamente, per poter dare una diagnosi certa, il medico prescrive un holter pressorio: in sede ospedaliera o ambulatoriale al paziente viene montato un apparecchio che dovrà portare addosso per circa 24 ore, conducendo la vita abituale ed annotando orario e descrizione di sforzi particolari. L'apparecchio registrerà a campione la pressione nel corso delle ore, dando al medico un quadro generico della situazione del paziente. Se i valori pressori nella maggior parte della giornata superano i 140 mg di massima ed i 90 mg di minima, viene diagnosticata l'ipertensione arteriosa.


Ipertensione arteriosa: Quali terapie adottare per contrastare l'ipertensione

pressione alta Quando viene diagnosticata l'ipertensione, se i valori non sono troppo superiori a quelli normali, il medico solitamente tenta un approccio non farmacologico, invitando il paziente a cambiare stile di vita, prima di tutto a tavola: la prima cosa da eliminare o ridurre al minimo è il consumo di sale nel cibo. Gli alimenti, infatti, contengono già da soli il sodio necessario ad una corretta alimentazione ed è importante imparare a non eccedere. A questo, spesso, si accompagna un invito ad imparare ed esercitare tecniche per la gestione dello stress e del nervosismo. Se però tutto questo non dovesse dimostrarsi sufficiente, sarà necessario ricorrere ad una terapia farmacologica: tra sartani, ACEinibitori e BETAbloccanti sarà il medico a stabilire quale sia il medicinale più adatto al caso. Talvolta, per trovare il farmaco giusto potrebbero servire diversi tentativi.



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