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Eritromicina

Aggiornato il 15 settembre 20164 capitoli5 domande frequenti
capsule eritromicina

Cos'è l'eritromicina

L'eritromicina è l'antibatterico capostipite della famiglia dei macrolidi, ovvero un gruppo di molecole caratterizzato da una ingombrante struttura chimica ciclica e un gruppo chimico caratteristico detto lattone. Inoltre, queste strutture già molto ingombranti legano due molecole di zucchero per aumentare la loro attività. L'antibiotico in questione può esistere in tre forme (A, B, C) che presentano minime variazioni tra di loro; quando si parla in generale di "eritromicina", di solito ci si riferisce alla forma A, in quanto risulta la più comune e quella che per prima è stata commercializzata negli anni '50. Data la complessità della molecola, non sorprende che la prima volta sia stata ottenuta per estrazione da colture batteriche (in particolare quelle di Streptomyces erythreus) e non per sintesi chimica, che difficilmente a quei tempi (ma con grosse difficoltà anche oggi) avrebbe potuto tanto.

Ma come funziona il farmaco?

L'eritromicina viene considerata un farmaco batteriostatico, il che significa che ferma la crescita dei batteri. Può attuare questa sua azione impedendo al batterio di produrre le proteine che sarebbero essenziali alla sua proliferazione. In particolare, l'eritromicina e gli altri macrolidi legano una parte di un complesso batterico (il cosiddetto ribosoma, ed in particolare la sua subunità "50S") che serve proprio alla sintesi delle proteine; quest'ultima avviene di norma tramite il legame in sequenza corretta degli amminoacidi tra loro, azione che può essere espletata solo dal ribosoma. In parole povere, l'eritromicina e gli altri macrolidi impediscono la sintesi proteica nei batteri ingombrando fisicamente lo spazio sul ribosoma deputato a tale attività. In quanto molecole di grandi dimensioni, sono particolarmente adatte a questo scopo. Dato che non ha alcuna azione sulla sintesi del DNA, non è possibile considerare l'eritromicina come un farmaco battericida.

Indicazioni terapeutiche dell'eritromicina

L'eritromicina ha trovato - e trova tuttora - largo impiego come farmaco per somministrazione orale nel trattamento delle infezioni delle vie aeree superiori e inferiori, in quanto molto affine ai tessuti che compongono tali vie. Le infezioni contro cui il farmaco risulta essere più efficace sono quelle da Gram positivi (Streptococchi in testa); in realtà lo spettro d'azione dei macrolidi non è particolarmente ampio, ma sembra colpire i patogeni più comuni e ciò serve da compensazione. Inoltre, l'eritromicina viene spesso usata sotto forma di gel o crema per il trattamento topico dell'acne con componente infiammatoria dominante, in quanto riesce a diminuire la quantità di batteri responsabili dell'infiammazione presenti nei canali del sebo. Tra gli usi meno frequenti, vale la pena ricordare la profilassi dell'endocardite batterica e il trattamento della sifilide.

Effetti collaterali

L'eritromicina non si può più considerare il macrolide più usato: il suo utilizzo è ad oggi limitato rispetto a un tempo perché si è riscontrato che il pH acido dello stomaco può comprometterne l'attività. Per ovviare a questo problema, sono stati elaborati e prodotti derivati dell'eritromicina (come l'azitromicina) che risultino maggiormente gastroresistenti. Inoltre, questo farmaco presenta svariati effetti collaterali gastrointestinali e cardiaci (aritmie) oltre che orticaria. E' assodato poi che l'eritromicina causa diverse interazioni avverse in caso di cosomministrazione con farmaci che seguono la stessa via metabolica (cioè vengono degradati ed espulsi dall'organismo alla stessa maniera): è quindi da evitare l'uso concomitante di benzodiazepine, alcaloidi dell'ergot, anticoagulanti, ipocolesterolemizzanti, altri antibiotici e alcuni antiepilettici.

Domande frequenti

  • Come agisce l'eritromicina sui batteri e perché è definita batteriostatica?
    L'eritromicina appartiene alla classe dei macrolidi e agisce come agente batteriostatico, il che significa che blocca la moltiplicazione dei batteri senza ucciderli direttamente. Il suo meccanismo d'azione consiste nell'interferire con la sintesi proteica necessaria alla sopravvivenza microbica: si lega specificamente alla subunità 50S del ribosoma batterico, ostacolando fisicamente il processo di traduzione degli amminoacidi. Poiché non interferisce con la replicazione del DNA batterico, non possiede proprietà battericide dirette. Questa caratteristica rende il farmaco particolarmente efficace nel fermare la proliferazione infettiva, permettendo al sistema immunitario dell'ospite di eliminare successivamente i patogeni bloccati nella loro capacità di riprodursi.
  • Quali sono le principali indicazioni terapeutiche per l'uso dell'eritromicina?
    L'eritromicina è ampiamente utilizzata nel trattamento delle infezioni delle vie respiratorie superiori e inferiori, grazie alla sua eccellente affinità con i tessuti polmonari e bronchiali. È particolarmente efficace contro i batteri Gram-positivi, come gli Streptococchi, che causano frequentemente mal di gola, tonsilliti e polmoniti. Oltre all'uso sistemico orale, trova impiego topico sotto forma di gel o creme per trattare l'acne infiammatoria, riducendo la carica batterica nei follicoli piliferi. In casi specifici e meno comuni, può essere prescritta per la profilassi dell'endocardite batterica in pazienti a rischio o come alternativa nel trattamento della sifilide, specialmente in pazienti allergici alle penicilline.
  • Perché l'uso dell'eritromicina è diminuito rispetto ad altri macrolidi come l'azitromicina?
    Il declino dell'utilizzo dell'eritromicina è dovuto principalmente alla sua scarsa stabilità in ambiente acido. Il pH gastrico può comprometterne significativamente l'efficacia terapeutica quando assunto per via orale, richiedendo dosaggi elevati e aumentando il rischio di effetti indesiderati. Per risolvere questo limite, sono stati sviluppati derivati più recenti, come l'azitromicina e la claritromicina, che presentano una maggiore resistenza agli acidi gastrici e una migliore biodisponibilità. Questi nuovi macrolidi offrono profili di efficacia comparabili o superiori con un regime posologico spesso più semplice e minori disturbi gastrointestinali, rendendoli preferibili nella pratica clinica moderna.
  • quali sono gli effetti collaterali più comuni e i rischi cardiaci associati?
    Gli effetti avversi più frequenti riguardano il tratto gastrointestinale, manifestandosi con nausea, vomito, dolori addominali e diarrea, dovuti anche allo stimolo della motilità intestinale. Un effetto collaterale più serio riguarda il cuore: l'eritromicina può prolungare l'intervallo QT sull'elettrocardiogramma, aumentando il rischio di aritmie ventricolari potenzialmente letali, specialmente in soggetti predisposti o anziani. Inoltre, possono verificarsi reazioni cutanee come orticaria o rash. Per questi motivi, il monitoraggio cardiaco è consigliato in pazienti con storia di problemi cardiaci o elettrolitici alterati, e l'uso deve essere valutato attentamente rispetto ai benefici attesi.
  • È sicuro assumere l'eritromicina insieme ad altri farmaci comuni?
    No, l'eritromicina presenta numerose e significative interazioni farmacologiche poiché viene metabolizzata dallo stesso enzima epatico (CYP3A4) utilizzato da molti altri medicinali. Assumerla contemporaneamente con benzodiazepine, anticoagulanti, statine (ipocolesterolemizzanti), ergotamine o alcuni antiepilettici può portare a un accumulo tossico di queste sostanze nell'organismo, aumentando drasticamente il rischio di effetti avversi gravi. È fondamentale informare il medico di tutti i farmaci in uso prima di iniziare la terapia. L'eritromicina non dovrebbe mai essere combinata arbitrariamente con altri antibiotici senza supervisione medica, per evitare sinergie negative o antagonismi terapeutici.

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