Malattie

Blocco renale

Il blocco renale (definito anche come insufficienza renale) riguarda una perdita più o meno improvvisa della regolare funzionalità dei reni.

di Redazione

24 marzo 2017

Funzionalità dei reni e pericolo di un blocco renale

I reni rappresentano una parte essenziale del nostro organismo, dal momento che tra le loro funzioni rientra anche quella della rimozione di alcune sostanze derivanti da altri organi e definibili come rifiuti. È chiaro quindi come una corretta funzionalità dei reni mantenga un ottimale equilibrio di sostanze come sale, acqua e molti altri minerali, che vengono regolarmente assunte dall'uomo, ed altrettanto chiaro è il pericolo comportato da un blocco renale. In una situazione di normale funzionalità i reni producono una quantità di urina necessaria a rimuovere i rifiuti dal sangue. Sono infatti organi che riequilibrano anche la quantità di potassio, sodio e altri elementi all'interno dell'organismo. Inoltre i reni hanno il compito di fornire gli ormoni necessari per la produzione di globuli rossi e la regolazione della pressione sanguigna.

In cosa consiste il blocco renale e quali sono i soggetti più a rischio

Il blocco renale viene definito anche con il termine di insufficienza renale acuta. Rappresenta una situazione in cui la funzionalità dei reni si interrompe in maniera improvvisa, cessando di filtrare i cosiddetti rifiuti presenti nel sangue. I soggetti che possono essere maggiormente predisposti all'insorgenza di un blocco renale sono principalmente quelli che assumono molti farmaci come antibiotici, antipertensivi, oppioidi e anti-infiammatori. Alcune ricerche inoltre hanno dimostrato come la categoria di pazienti che corre il rischio maggiore di blocco renale è quella rappresentata dagli anziani e, in generale, dalle persone che hanno subito o stanno subendo da lungo tempo una patologia a lungo termine come obesità, diabete, cancro e così via. In questi casi è fondamentale monitorare costantemente la funzionalità dei reni.

Le cause del blocco renale

Le cause dell'insorgenza del blocco renale non possono essere attribuili ad un unico fattore ma possono essere riassunte in tre categorie. La prima è il calo del flusso del sangue all'interno dei reni, che se accade in una maniera troppo improvvisa e vigorosa può danneggiare i reni anche in maniera permanente. Le cause di questo calo di flusso possono essere collegabili a un'importante perdita di sangue derivante da ferita o da una infezione. La seconda categoria di cause è legata alla possibile presenza di calcoli renali o altre patologie come un ingrossamento della prostata, un infortunio o addirittura un tumore. La terza e ultima categoria di cause che possono produrre un blocco renale è quella relativa all'uso o abuso di farmaci, in grado di provocare anche seri danni ai reni con conseguente blocco della loro funzionalità.

Sintomi e cura

Il blocco renale può presentarsi attraverso sintomi come disfunzione nell'attività urinaria, scarso appetito, ansia, confusione mentale, gonfiore ai piedi o alle gambe e mal di schiena. Questa patologia può normalmente essere curata con un periodo di degenza in ospedale, durante il quale si cerca di individuare la causa principale che ha provocato l'interruzione della normale funzionalità dei reni. Una volta che si è resa possibile la comprensione del fattore causante la condizione di blocco renale, si procede alla trattazione fino a recuperare completamente la funzionalità normale dei reni. I casi più gravi di blocco renale sono quando la percentuale di funzionalità dei reni è inferiore al 10%, e rappresentano situazioni in cui è necessario procedere a terapie d'urto oppure, nei casi più estremi, anche a un trapianto di rene.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali fattori di rischio che aumentano la probabilità di sviluppare un blocco renale?
    Il blocco renale, o insufficienza renale acuta, colpisce prevalentemente gli anziani e le persone affette da patologie croniche come diabete, obesità e cancro. Un altro fattore di rischio significativo è l'assunzione contemporanea di diversi farmaci, in particolare antibiotici, antipertensivi, oppioidi e farmaci antinfiammatori. Questi soggetti richiedono un monitoraggio costante della funzionalità renale, poiché la loro capacità di filtrare le tossine dal sangue è già compromessa o vulnerabile agli effetti collaterali dei trattamenti farmacologici.
  • Come si manifesta clinicamente un blocco renale? Quali sintomi bisogna osservare?
    I sintomi del blocco renale includono alterazioni nella produzione di urina, come ridotta quantità o assenza completa. Si possono manifestare gonfiori visibili a piedi e gambe, mal di schiena, scarsa appetibilità e disturbi neurologici come ansia, confusione mentale e disorientamento. Poiché i reni non filtrano correttamente i rifiuti, si accumula una tossicità nel sangue che influisce su vari sistemi corporei, rendendo immediata la necessità di valutazione medica specialistica per evitare peggioramenti rapidi.
  • Quali sono le tre categorie principali di cause che portano al blocco renale?
    Le cause si dividono in tre macro-categorie. La prima riguarda il calo improvviso del flusso sanguigno verso i reni, spesso dovuto a emorragie o infezioni gravi. La seconda categoria include ostruzioni fisiche come calcoli renali, ingrandimento della prostata, traumi o tumori che impediscono il deflusso delle urine. Infine, la terza causa è l'uso o l'abuso di farmaci nefrotossici, capaci di danneggiare direttamente il tessuto renale e bloccarne la funzione filtrante.
  • È possibile guarire completamente da un blocco renale o richiede cure permanenti?
    Nella maggior parte dei casi, se identificata tempestivamente, l'insufficienza renale acuta è reversibile. Il paziente viene ricoverato per stabilizzare le condizioni cliniche e trattare la causa scatenante (ad esempio sospendere un farmaco nocivo o rimuovere un'ostruzione). Una volta eliminato il fattore dannoso, i reni possono recuperare la piena funzionalità. Tuttavia, nei casi più gravi, con meno del 10% di funzionalità residua, potrebbe essere necessario ricorrere a dialisi temporanee o, negli estremi casi irreversibili, a un trapianto renale.

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