Calcoli renali

Malattie

Calcolosi renale

La calcolosi renale è un disturbo molto diffuso, causato dalla presenza di aggregazioni di sali all'interno delle vie urinarie.

di Redazione

22 maggio 2017

La calcolosi renale

La calcolosi renale è un disturbo che colpisce circa il 3% della popolazione. Le motivazioni che portano a sviluppare questo tipo di problematica sono veramente molto varie, per questo in molti casi non è possibile prevedere che la calcolosi si manifesti. Buona parte dei soggetti iniziano ad avvertire i primi sintomi in un età compresa tra i 20 e i 40 anni, ma in linea generale la calcolosi si può sviluppare anche in età più avanzata. La calcolosi renale è causata dalla presenza di aggregati di sali all'interno del sistema urinario, a livello dei reni, degli ureteri, della vescica o dell'uretra. L'ammasso, chiamato calcolo, si muove con il flusso dell'urina, cosa che può portare alla parziale ostruzione delle vie urinarie. In questa situazione il soggetto avverte dolore molto acuto, la cosiddetta colica renale.

I sintomi della calcolosi renale

Nonostante sia molto facile diagnosticare una crisi acuta di calcolosi renale, la cosiddetta colica, non è infrequente che un soggetto affetto da questo disturbo mostri sintomi di vario tipo. Molte delle persone che soffrono di calcolosi, detta anche litiasi renale, non hanno alcun sintomo; altre invece hanno sintomi più o meno leggeri che si manifestano in modo intermittente e randomico. La sintomatologia è correlata alle dimensioni del calcolo e alla posizione in cui si trova. Buona parte dei soggetti affetti da questo disturbo infatti mostrano la presenza della cosiddetta renella: una sorta di sabbiolina costituita da aggregati di calcio ed altri elettroliti. Quando la renella si sposta andando ad ostruire parzialmente le vie urinarie il soggetto avverte dolore alla schiena, con possibilità di mostrare urine leggermente rosate. Chi invece ha nelle vie urinarie calcoli di dimensioni maggiori è più soggetto a coliche, ossia a dolori molto acuti alla schiena o al basso ventre, causati dal fatto che l'aggregato ostruisce totalmente le vie urinarie. Nei soggetti che soffrono di litiasi è probabile che si manifestino infezioni urinarie di vario genere.

La diagnosi

Per diagnosticare la calcolosi renale si utilizzano sistemi radiografici. I calcoli infatti sono ben visibili nel corso di una radiografia al torace o al basso ventre. Se ne possono verificare la posizione e le dimensioni senza grandi problemi. Alcune persone ottengono una prima diagnosi parziale nel momento in cui vengono colpite da una colica molto dolorosa, che in genere porta alla necessità di contattare il personale sanitario. Alcuni soggetti ottengono la diagnosi di calcolosi renale nel momento in cui effettuano una radiografia per altri motivi, nella quale si nota la presenza di calcoli. La problematicità dei calcoli infatti si presenta solo quando la loro dimensione è sufficientemente elevata, oppure nel caso in cui siano presenti in un numero elevato, come nel caso della renella. Un piccolo numero di aggregati di dimensioni contenute possono anche non portare ad alcun tipo di sintomo. Occorre però comprendere che chi ha manifestato una volta la calcolosi tenderà a ripresentare il disturbo, occorre quindi monitorare la dimensione, il numero e la posizione dei calcoli.

La cura

Chi soffre di calcolosi renale ma non mostra alcun tipo di sintomo in genere non necessita neppure di una cura. I calcoli di piccole dimensioni infatti possono passare nelle vie urinarie senza che il soggetto se ne accorga. La terapia della calcolosi di solito dipende dal tipo di calcolo e dalle cause che hanno portato alla sua formazione. In alcuni casi infatti si tratta di aggregati dovuti a specifiche patologie, come ad esempio la gotta o l'eccessivo assorbimento di calcio dagli alimenti. Nella maggior parte dei casi la principale terapia della calcolosi renale consiste nel bere moltissima acqua, per favorire lo spostamento dei calcoli lungo le vie urinarie, per poterli espellere. Durante questo periodo il soggetto viene sottoposto ad una terapia a base di antidolorifici e può a volte essere costretto a sospendere la sua attività lavorativa. Calcoli di grandi dimensioni possono portare alla necessità di estrarli tramite intervento chirurgico, che può essere preceduto da trattamenti che portino alla disgregazione degli ammassi di sali.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali della colica renale e come si manifesta?
    I sintomi variano in base alla dimensione e alla posizione del calcolo. Spesso si presenta la 'renella', una sabbia fine di calcio che causa dolore alla schiena e urine rosate per lieve sanguinamento. Quando il calcolo ostruisce completamente le vie urinarie, scatta la colica renale: un dolore acutissimo alla schiena o al basso ventre. Possono inoltre comparire infezioni urinarie e nausea. È fondamentale distinguere tra la presenza asintomatica di piccoli calcoli e la crisi acuta che richiede immediato intervento medico per gestire il dolore e sbloccare l'ostruzione.
  • È vero che bere molta acqua aiuta a eliminare i calcoli renali?
    Sì, l'idratazione abbondante è la terapia principale per i calcoli di piccole dimensioni. Bere moltissima acqua favorisce la produzione di urina, aiutando a spostare i calcoli lungo le vie urinarie fino alla loro espulsione naturale. Questo approccio evita interventi invasivi. Tuttavia, l'acqua da sola non basta se ci sono ostruzioni gravi o infezioni in corso. In questi casi, il medico prescriverà antidolorifici e potrebbe suggerire la sospensione dell'attività lavorativa durante la fase acuta. Per prevenire le ricadute, mantenere un'alta idratazione quotidiana rimane essenziale.
  • Come si diagnostica la calcolosi renale? Sono necessari esami specifici?
    La diagnosi avviene principalmente attraverso esami radiografici, come radiografie al torace o al basso ventre, che permettono di visualizzare chiaramente posizione e dimensioni dei calcoli. Spesso la diagnosi arriva dopo una colica dolorosa che costringe a cercare assistenza medica, oppure incidentalmente durante controlli per altre patologie. È importante notare che piccoli aggregati possono passare inosservati se non causano sintomi. Una volta manifestata la patologia, è cruciale monitorare regolarmente dimensione e numero dei calcoli, poiché chi ne ha avuti uno tende a svilupparne altri.
  • Quando è necessario ricorrere alla chirurgia per i calcoli renali?
    L'intervento chirurgico diventa necessario quando i calcoli sono di grandi dimensioni e non riescono a essere espulsi naturalmente, causando ostruzioni persistenti o danni ai reni. Prima dell'operazione, possono essere applicati trattamenti per disgregare gli ammassi salini. Inoltre, se i calcoli sono multipli o associati a condizioni patologiche specifiche come la gotta o un eccessivo assorbimento di calcio, il piano terapeutico dovrà essere personalizzato. Non tutti i calcoli richiedono chirurgia: quelli piccoli spesso passano spontaneamente con idratazione e farmaci, mentre quelli voluminosi necessitano di rimozione attiva per evitare complicanze serie.

Potrebbe interessarti anche