Diverticolosi del sigma sintomi

Malattie

Diverticolosi del sigma

La diverticolosi del sigma si manifesta nella popolazione anziana ed è probabilmente legata ad una dieta alimentare con scarso apporto di fibre.

di Redazione

20 settembre 2016

Cos'è la diverticolosi del sigma?

La diverticolosi del sigma è una patologia che colpisce una grande percentuale della popolazione adulta che ha superato i 60 anni, e che si manifesta in tutti coloro che raggiungono gli 80 e più. Questa malattia consiste nella formazione di piccole escrescenze, chiamate diverticoli, che si sviluppano all'interno del colon sigmoideo (o sigma). Una volta comparse, le sacche sono permanenti e quando si infiammano generano una malattia chiamata diverticolite. Con il termine diverticolosi, invece, si indica la presenza massiccia di diverticoli non ancora infiammati. La patologia viene causata dalla defecazione, quando le feci vengono spinte verso l'esterno e si esercita un’eccesiva pressione nell’intestino: in questi momenti sulla mucosa si generano delle piccole ernie che vanno a costituire i diverticoli.

Sintomi della malattia

Fino a quando la diverticolosi del sigma non si trasforma in diverticolite vera e propria, non ci sono evidenti sintomi della presenza delle piccole ernie nel colon. Più che altro si provano fastidi a livello di digestione, come senso di pienezza o leggero mal di pancia o di stomaco. I problemi più grossi si manifestano quando un pezzettino di cibo non digerito si incastra in un diverticolo irritandolo. L'infiammazione che ne deriva causa febbre e dolori nella zona sinistra della pancia, accompagnata di solito da perdita di sangue dal retto. Esiste anche una minoranza di casi in cui la diverticolosi si manifesta con sintomi dolorosi quali crampi, bruciore e costipazione. Spesso però, essendo gli stessi sintomi del cosiddetto colon irritabile, le due patologie vengono confuse e la diagnosi viene fatta in ritardo.

Le cause della diverticolosi

I fattori scatenanti della diverticolosi del sigma sembrano essere molteplici, dal momento che dai 60 anni in poi la malattia colpisce chiunque. Probabilmente le cause più strettamente legate alla comparsa dei diverticoli dipendono da una dieta quotidiana a basso apporto di fibre, ossia un'alimentazione povera di frutta e verdura, le cui fibre solubili e insolubili aiutano a prevenire la costipazione favorendo la formazione di feci morbide e facili da espellere. Come abbiamo detto in precedenza, infatti, la costipazione causa una maggiore spinta per la defecazione, con la conseguenza che sulle pareti dell'intestino si formano piccole ernie o diverticoli. Anche la mancanza di esercizio fisico è annoverata tra le cause di diverticolosi, sebbene non sia ancora stato dimostrato un legame diretto. La trasformazione da diverticolosi a diverticolite invece è da imputare a batteri o feci che ristagnano all'interno dei diverticoli.

Cura

La diverticolosi del sigma può essere tenuta sotto controllo seguendo una dieta adeguata con il giusto apporto di fibre. Quindi ben vengano in tavola i legumi, il pane integrale e i prodotti di cereali integrali, la verdura sia cruda che leggermente cotta e la frutta con la buccia, perchè la polpa non contiene nessuna fibra. Prediligere anche la frutta secca come uva, prugne, albicocche e datteri. Seguendo una dieta ricca di questi alimenti, nella maggior parte dei casi si allevia il dolore all'intestino e si aiuta a prevenire complicazioni come la diverticolite. Nel caso in cui questa si manifesti comunque, di solito viene curata con antibiotici, dieta liquida e riposo. Nei casi più gravi, invece, è necessario intervenire chirurgicamente per rimuovere la parte sinistra del colon oppure il sigma. Il recupero dall'operazione di solito è totale così come il ritorno dell'intestino al suo normale funzionamento nel giro di 3 settimane o un mese.

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Domande frequenti

  • Quali sono i primi segnali che indicano la presenza di diverticolosi?
    Nella fase iniziale, la diverticolosi asintomatica spesso non presenta disturbi evidenti. Tuttavia, alcune persone possono avvertire lievi fastidi digestivi come senso di pienezza addominale, gonfiore o piccoli dolori allo stomaco. È importante notare che questi sintomi sono aspecifici e possono essere confusi con la sindrome dell'intestino irritabile. Quando un frammento di alimento rimane intrappolato nei diverticoli, può scaturire un'infiammazione (diverticolite) caratterizzata da dolore intenso nella parte sinistra dell'addome, febbre e talvolta sanguinamento rettale. Se si verificano questi sintomi acuti, è fondamentale consultare immediatamente un medico per una diagnosi corretta.
  • Come deve essere strutturata la dieta per gestire la diverticolosi?
    La gestione principale della diverticolosi si basa su un'alimentazione ricca di fibre, che ammorbidisce le feci e riduce la pressione intestinale durante la defecazione. Si consiglia di consumare abbondantemente verdure crude e cotte, frutta con la buccia, legumi, pane e pasta integrali. Anche la frutta secca, come prugne, albicocche e datteri, è benefica perché fornisce fibre naturali. L'obiettivo è prevenire la stitichezza, fattore chiave nella formazione dei diverticoli. Durante le fasi acute di infiammazione (diverticolite), invece, il medico potrebbe prescrivere una dieta liquida o povera di residui per dare riposo all'intestino fino alla risoluzione dell'infezione.
  • È vero che bisogna evitare semi e frutta secca per non ostruire i diverticoli?
    Questa è una credenza diffusa ma ormai superata dalle evidenze scientifiche attuali. Studi recenti hanno dimostrato che il consumo di semi, noci e piccoli frutti come fragole o pomodori non aumenta il rischio di complicanze o infiammazioni nei pazienti con diverticolosi. Al contrario, questi alimenti sono ottimi fonti di fibre e nutrienti essenziali. L'unica eccezione riguarda i periodi di infiammazione acuta (diverticolite), dove si segue una dieta specifica prescritta dal medico. Per la prevenzione e la gestione quotidiana, includere questi cibi nella dieta è generalmente sicuro e persino consigliato per favorire il transito intestinale regolare.
  • Quanto è frequente questa condizione negli anziani?
    La diverticolosi è estremamente comune nella popolazione anziana. Si stima che colpisca una larga percentuale degli adulti oltre i 60 anni, diventando quasi ubiquitaria dopo gli 80 anni. Questo aumento di incidenza è legato principalmente ai cambiamenti fisiologici legati all'invecchiamento, come il rallentamento del transito intestinale e la diminuzione del tono muscolare della parete del colon. Inoltre, la tendenza storica a consumare meno fibre con l'avanzare dell'età contribuisce alla formazione dei diverticoli. Nonostante la sua alta prevalenza, molte persone vivono con questa condizione senza sviluppare mai sintomi significativi o complicanze serie.
  • Quando diventa necessaria l'intervento chirurgico?
    L'intervento chirurgico è riservato ai casi più gravi di diverticolite ricorrente o complicata. Le indicazioni principali includono perforazioni intestinali, ascessi non drenabili, fistole o ostruzioni intestinali. In questi scenari, può essere necessario rimuovere la porzione di colon interessata (solitamente il sigma). Il recupero post-operatorio è generalmente buono, con un ritorno alla normalità delle funzioni intestinali entro tre settimane o un mese. La chirurgia non è mai la prima linea di trattamento; si opta per essa solo quando le terapie conservative (antibiotici, dieta, riposo) falliscono o quando vi è il rischio immediato per la vita del paziente.

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