La mononucleosi è la malattia del bacio

Malattie

Mononucleosi sintomi

Mononucleosi sintomi: ecco una guida rapida e sicura per capire se hai contratto l'infezione e quali farmaci assumere per poter debellare il problema.

di Redazione

22 novembre 2016

Che cos'è la mononucleosi?

La mononucleosi è una malattia infettiva non pericolosa causata dal contagio con il virus di Epstein-Barr. Ha un decorso di circa 4-6 settimane, colpisce i linfociti B e si trasmette attraverso lo scambio diretto di saliva. Per questo motivo è anche nota come malattia del bacio. Colpisce prettamente bambini e adolescenti, in particolare nell'Occidente. Per diagnosticarla è sufficiente un'analisi del sangue, facendo attenzione ai valori delle cellule linfomonocitoidi e dei virociti. Se dall'analisi di emocromo e formula non dovessero emergere segnali della mononucleosi, si può procedere al test di Paul-Bunnell attraverso il quale si ricerca nel sangue la presenza di anticorpi caratteristici della mononucleosi. Arrivare a capire se si è affetti da quest'infezione è difficile visto che i sintomi della mononucleosi sono associabili ad una comune influenza: la mononucleosi causa infatti febbre, stanchezza, ghiandole gonfie e globuli bianchi alti. La cura consiste in farmaci antivirali, antipiretici, riposo e abbondante idratazione. La mortalità è molto bassa ed è legata a complicanze, davvero remote, al fegato e ai reni.

Mononucleosi sintomi comuni: febbre e stanchezza

I sintomi della mononucleosi non sono specifici: sono infatti associabili ad una comune influenza o ad un raffreddore e compaiono nel 90% dei casi molto tardi, a partire dai 30-60 giorni dopo il contagio con il virus di Epstein-Barr negli adulti e dopo 10-15 giorni nei bambini. I sintomi più comuni della mononucleosi sono la febbre, la stanchezza, l'astenia, un malessere diffuso, ricorrenti cefalee, nausea e vomito. L'esordio della malattia è con la febbre, anche alta, con punte di 39 e 40 gradi per due settimane di fila. I sintomi della mononucleosi sono persistenti e resistono per almeno 4-6 settimane, per cui la terapia comune consiste nella somministrazione di farmaci antivirali di ultima generazione e di farmaci antipiretici: gli antivirali impediscono la replicazione dell'infezione mentre gli antipiretici aiutano ad abbassare la febbre. Per combattere il sintomo dell'astenia si possono assumere antidolorifici blandi come la tachipirina. Nei casi più gravi si può ricorrere ad una cura di antibiotici per contenere la mononucleosi ma è assolutamente vietato il fai da te: è il medico di base a stabilire la gravità dell'infezione e a prescrivere la cura.

Sintomi comuni della mononucleosi: la tonsillite

Tra i sintomi comuni della mononucleosi c'è la tonsillite: tonsilliti e faringotonsillite possono insorgere dalla seconda settimana di decorso comportando la presenza di lesioni petecchiali a livello della giunzione tra il palato molle e il palato duro. La tonsillite e la faringotonsillite da mononucleosi comportano l'insorgere di tonsille arrossate e gonfie, la comparsa di macchie bianche o gialle sulle tonsille, gonfiori e rigidità al collo, mal di gola persistente, tosse, occhi infiammati, dolori corporei, otalgia e congestioni nasali. Un altro sintomo comune della mononucleosi è la linfoadenopatia, ovvero l'ingrossamento dei linfonodi del collo: la zona appare dura e difficile da trattare per 4-6 settimane. Tra i sintomi meno comuni ci sono poi gli esantemi da mononucleosi: si tratta di eruzioni cutanee che si presentano sotto forma di rush, pustole, vescicole e bolle, difficili da trattare e fastidiosi. Per questi sintomi da mononucleosi la terapia consiste nel riposo e nella somministrazione di analgesici e antipiretici che contribuiscono a combattere i dolori, il mal di gola e la tosse.

Complicanze gravi

In casi rari l'infezione da mononucleosi può generare in complicanze gravissime e causare la morte ma è scientificamente provato che il decesso del paziente è sempre legato alla presenza di patologie pregresse non curate a dovere o impossibili da curare. La mononucleosi infettiva può portare alla rottura della milza e costringere il paziente a sottoporsi ad una splenotomia d'urgenza che può anche provocare la morte. Se il malato di mononucleosi è anche affetto da anemia, si può incorrere in una sovrainfezione batterica della regione faringo-tonsillare che va combattuta con antibiotici e penicilline. Rarissime ma possibili patologie collaterali della mononucleosi sono anche la meningite a liquor limpido da mononucleosi e l'encefalite: entrambe possono portare alla morte del paziente. Anche il fegato può essere danneggiato alla mononucleosi con un'epatite fulminante, in particolare in presenza di gravi immunodeficienze pregresse. Altre rare complicanze della monucleosi sono l'orchite, la miocardite, la pericardite e l'ulcera genitale: la letteratura medica parla di un'incidenza del 2% dei casi totali, con una mortalità della mononucleosi stimata nell'1% dei casi.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono i primi segnali che distinguono la mononucleosi da un semplice raffreddore?
    A differenza del raffreddore comune, la mononucleosi si presenta con sintomi più intensi e duraturi. Il segnale distintivo principale è una febbre elevata (fino a 40°C) che persiste per diverse settimane, accompagnata da una stanchezza estrema (astenia) e malessere generalizzato. Inoltre, si osservano ingrossamenti significativi dei linfonodi del collo e delle ascelle, nonché tonsille molto gonfie e arrossate, spesso con macchie biancastre. Mentre un raffreddore migliora in pochi giorni, i sintomi della mononucleosi richiedono almeno 4-6 settimane per risolversi completamente, rendendo cruciale il riposo assoluto.
  • È vero che la mononucleosi è chiamata 'malattia del bacio'? Come si trasmette esattamente?
    Sì, il soprannome deriva dal fatto che il virus di Epstein-Barr, responsabile dell'infezione, si trasmette prevalentemente attraverso lo scambio di saliva. Questo avviene baciandosi, condividendo posate, bicchieri o oggetti personali come spazzolini da denti. Tuttavia, il contagio può avvenire anche tramite tosse o starnuti, sebbene sia meno frequente. È importante notare che la trasmissione richiede un contatto stretto; non si contrae semplicemente stando vicino a una persona infetta in spazi aperti ben ventilati senza condivisione di fluidi corporei.
  • Quanto tempo passa tra il contagio e la comparsa dei primi sintomi?
    Il periodo di incubazione varia notevolmente in base all'età. Negli adulti, i sintomi possono comparire dopo 30-60 giorni dal contagio, mentre nei bambini l'esordio è più rapido, solitamente tra i 10 e i 15 giorni. Questa lunga latenza rende difficile risalire alla fonte del contagio. Durante questo periodo, la persona può essere già contagiosa pur non presentando segni evidenti della malattia, il che facilita la diffusione silenziosa del virus, specialmente in ambienti scolastici o familiari.
  • Quali sono le complicanze più gravi da monitorare durante la convalescenza?
    La complicanza più temuta è la rottura della milza (splenomegalia), che può verificarsi nelle prime settimane di infezione. Per prevenirlo, è tassativo evitare sport contact, sollevamento pesi o attività fisica intensa fino all'autorizzazione medica. Altre complicanze rare ma serie includono epatite (con danno al fegato), meningite, encefalite, miocardite e problemi cardiaci. Se si avvertono dolore addominivo improvviso (soprattutto a sinistra), confusione mentale, difficoltà respiratorie o ittero (pelle gialla), bisogna recarsi immediatamente al pronto soccorso.
  • Esiste una cura specifica o devo solo aspettare che passi?
    Non esiste un farmaco antivirale specifico approvato universalmente per curare la mononucleosi virale; la terapia è principalmente sintomatica. Si raccomandano riposo assoluto, abbondante idratazione e farmaci antipiretici/analgesici (come paracetamolo o ibuprofene) per ridurre febbre e dolori. Gli antibiotici sono inefficaci contro il virus e vengono prescritti solo se sopravviene una sovrainfezione batterica alle tonsille. In rari casi gravi, il medico potrebbe valutare cortisonici per ridurre l'infiammazione delle vie aeree ostruite. Mai assumere antibiotici di propria iniziativa senza prescrizione.

Potrebbe interessarti anche