Come si diffonde la monocleosi infettiva?
Fin dalla comparsa dei primi sintomi della mononucleosi infettiva è buona cosa cercare di capire come si è stati contagiati. Se viene chiamata malattia del bacio un motivo c’è: essa si diffonde attraverso lo scambio di saliva di una persona affetta dalla mononucleosi. Ovviamente, può essere stata contratta tramite lo scambio di salive diretto, quindi tramite un bacio o un rapporto sessuale, ma anche con lo scambio indiretto, quindi venendo a contatto con un oggetto che è stato contaminato dalla saliva infetta. Appena dunque fanno capolino i sintomi della mononucleosi, bisogna prendere in rassegna gli eventi dei giorni precedenti, ricordando anche se qualcuna delle persone con cui si è stati a contatto ravvicinato non fosse in piena salute. In questo modo, tramite anche il parere di un medico, a volte è addirittura possibile escludere la diagnosi della mononucleosi ed essere ricondotti ad una normale influenza virale.
Quali sono i più comuni sintomi della mononucleosi?
Nonostante i sintomi della mononucleosi siano facilmente individuabili e spesso evidenti, in molti casi questa malattia è asintomatica: ciò significa che chi ha contratto il virus spesso ne è rimasto all’oscuro e non sa di aver avuto la mononucleosi. Tuttavia, i sintomi della mononucleosi compaiono principalmente negli individui più debilitati o addirittura immunodepressi: in cima alla lista si trovano la linfoadenopatia (cioè il gonfiore accentuato delle ghiandole del collo), ingrossamento della milza, febbre, faringite e placche in gola, sensazione costante di stanchezza e perdita di peso conseguente alla mancanza di appetito. Sono sintomi che si possono confondere con un quelli di una banale influenza, ma se si presentano in contemporanea, si può essere sicuri che si tratti di mononucleosi infettiva. In generale, i sintomi della mononucleosi sono facilmente risolvibili, senza particolari complicanze.
Come si diagnostica la mononucleosi infettiva?
Partendo dai più comuni sintomi della mononucleosi, non sempre è facile diagnosticare al primo colpo la malattia: pertanto è sempre bene rivolgersi al proprio medico ed effettuare delle analisi del sangue apposta, per scongiurare altre patologie. La diagnosi della mononucleosi avviene dunque tramite un accertamento clinico, quindi una visita in cui il medico constaterà l’effettivo ingrossamento di linfonodi e milza unitamente agli altri sintomi della mononucleosi. Tramite gli esami del sangue, poi, si può effettuare la conta dei linfociti, esame che tuttavia può risultare fuorviante, perché esistono molte altre patologie a causa delle quali il valore dei linfociti supera un determinato livello. Infine, se entrambe le tipologie di diagnosi non bastano per identificare la mononucleosi, si possono effettuare altri test immunologici, per esempio la ricerca degli anticorpi contro le proteine dell’EBV.
Come si può curare efficacemente la mononucleosi?
Non esiste una cura unica per questa malattia: a seconda anche dei sintomi della mononucleosi che si presentano, il medico suggerirà determinati farmaci. Innanzitutto, viene consigliato un decorso tranquillo: passare una decina di giorni a riposo, possibilmente sotto le coperte, è di sicuro la scelta migliore. Via libera a bevande calde come the e tisane, e stop assoluto alle attività fisiche pesanti, anche subito dopo la fine della malattia: in caso di sforzi eccessivi si può verificare la rottura della milza, già infiammata ed ingrossata. L’alimentazione deve essere equilibrata ed accompagnata da liquidi abbondanti, sia caldi che freddi, per poter assimilare tutte le sostanze nutritive. E’ sconsigliabile ricorrere agli antibiotici perché potrebbero portare a reazioni allergiche: è bene invece assumere farmaci analgesici ed antinfiammatori, FANS ed antipiretici, per consentire il decorso graduale e completo di tutti i sintomi della mononucleosi.