Mononucleosi: la malattia del bacio

Terapie

Sintomi mononucleosi

I sintomi mononucleosi, nota anche come malattia del bacio, sono facilmente riconoscibili, anche se bisogna fare attenzione a non confondersi.

di Redazione

22 settembre 2016

Come si diffonde la monocleosi infettiva?

Fin dalla comparsa dei primi sintomi della mononucleosi infettiva è buona cosa cercare di capire come si è stati contagiati. Se viene chiamata malattia del bacio un motivo c’è: essa si diffonde attraverso lo scambio di saliva di una persona affetta dalla mononucleosi. Ovviamente, può essere stata contratta tramite lo scambio di salive diretto, quindi tramite un bacio o un rapporto sessuale, ma anche con lo scambio indiretto, quindi venendo a contatto con un oggetto che è stato contaminato dalla saliva infetta. Appena dunque fanno capolino i sintomi della mononucleosi, bisogna prendere in rassegna gli eventi dei giorni precedenti, ricordando anche se qualcuna delle persone con cui si è stati a contatto ravvicinato non fosse in piena salute. In questo modo, tramite anche il parere di un medico, a volte è addirittura possibile escludere la diagnosi della mononucleosi ed essere ricondotti ad una normale influenza virale.

Quali sono i più comuni sintomi della mononucleosi?

Nonostante i sintomi della mononucleosi siano facilmente individuabili e spesso evidenti, in molti casi questa malattia è asintomatica: ciò significa che chi ha contratto il virus spesso ne è rimasto all’oscuro e non sa di aver avuto la mononucleosi. Tuttavia, i sintomi della mononucleosi compaiono principalmente negli individui più debilitati o addirittura immunodepressi: in cima alla lista si trovano la linfoadenopatia (cioè il gonfiore accentuato delle ghiandole del collo), ingrossamento della milza, febbre, faringite e placche in gola, sensazione costante di stanchezza e perdita di peso conseguente alla mancanza di appetito. Sono sintomi che si possono confondere con un quelli di una banale influenza, ma se si presentano in contemporanea, si può essere sicuri che si tratti di mononucleosi infettiva. In generale, i sintomi della mononucleosi sono facilmente risolvibili, senza particolari complicanze.

Come si diagnostica la mononucleosi infettiva?

Partendo dai più comuni sintomi della mononucleosi, non sempre è facile diagnosticare al primo colpo la malattia: pertanto è sempre bene rivolgersi al proprio medico ed effettuare delle analisi del sangue apposta, per scongiurare altre patologie. La diagnosi della mononucleosi avviene dunque tramite un accertamento clinico, quindi una visita in cui il medico constaterà l’effettivo ingrossamento di linfonodi e milza unitamente agli altri sintomi della mononucleosi. Tramite gli esami del sangue, poi, si può effettuare la conta dei linfociti, esame che tuttavia può risultare fuorviante, perché esistono molte altre patologie a causa delle quali il valore dei linfociti supera un determinato livello. Infine, se entrambe le tipologie di diagnosi non bastano per identificare la mononucleosi, si possono effettuare altri test immunologici, per esempio la ricerca degli anticorpi contro le proteine dell’EBV.

Come si può curare efficacemente la mononucleosi?

Non esiste una cura unica per questa malattia: a seconda anche dei sintomi della mononucleosi che si presentano, il medico suggerirà determinati farmaci. Innanzitutto, viene consigliato un decorso tranquillo: passare una decina di giorni a riposo, possibilmente sotto le coperte, è di sicuro la scelta migliore. Via libera a bevande calde come the e tisane, e stop assoluto alle attività fisiche pesanti, anche subito dopo la fine della malattia: in caso di sforzi eccessivi si può verificare la rottura della milza, già infiammata ed ingrossata. L’alimentazione deve essere equilibrata ed accompagnata da liquidi abbondanti, sia caldi che freddi, per poter assimilare tutte le sostanze nutritive. E’ sconsigliabile ricorrere agli antibiotici perché potrebbero portare a reazioni allergiche: è bene invece assumere farmaci analgesici ed antinfiammatori, FANS ed antipiretici, per consentire il decorso graduale e completo di tutti i sintomi della mononucleosi.

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Domande frequenti

  • Quali sono i segnali principali che distinguono la mononucleosi dall'influenza comune?
    La mononucleosi infettiva presenta sintomi simili all'influenza, come febbre e stanchezza, ma si differenzia chiaramente per la presenza congiunta di linfoadenopatia, ovvero il gonfiore marcato delle ghiandole linfatiche nel collo, e di faringite con possibili placche biancastre in gola. Un altro indicatore distintivo è l'ingrossamento della milza (splenomegalia) e una sensazione di astenia profonda e persistente che non migliora rapidamente con il riposo. Mentre l'influenza tende a risolversi in pochi giorni, la mononucleosi richiede tempi più lunghi per la guarigione completa e combina questi specifici segni clinici, rendendo necessaria una valutazione medica accurata per evitare confusioni diagnostiche.
  • È vero che la mononucleosi si contra solo attraverso i baci?
    No, sebbene il nome popolare 'malattia del bacio' derivi dal fatto che il virus Epstein-Barr si trasmette prevalentemente attraverso lo scambio di saliva, non è l'unica via di contagio. Il virus può diffondersi anche tramite contatti indiretti, entrando in contatto con oggetti personali contaminati dalla saliva infetta, come bicchieri, posate o spazzolini da denti. Inoltre, il contagio può avvenire attraverso rapporti sessuali o, meno comunemente, tramite trasfusioni di sangue o trapianti d'organi. È fondamentale ricordare che molte persone infette sono asintomatiche e inconsapevoli, rappresentando quindi un serbatoio silenzioso del virus nella comunità.
  • Perché è severamente vietato fare sport durante la convalescenza?
    L'attività fisica intensa e lo sport devono essere evitati assolutamente durante la fase acuta e per diverse settimane dopo la scomparsa dei sintomi perché la milza risulta spesso ingrossata e fragile a causa dell'infezione. Sforzi fisici, contact sport o sollevamento pesi aumentano drasticamente il rischio di trauma addominale che potrebbe provocare la rottura della milza (rottura splenica). Questa è una complicanza grave e potenzialmente letale che richiede intervento chirurgico immediato. I medici raccomandano generalmente un periodo di riposo completo di almeno 3-4 settimane, o fino a quando la milza non torna alle sue dimensioni normali, prima di riprendere qualsiasi attività sportiva.
  • Gli antibiotici sono efficaci per curare la mononucleosi?
    No, gli antibiotici non hanno alcun effetto sulla mononucleosi poiché questa è causata da un virus (Epstein-Barr) e non da batteri. Anzi, il loro utilizzo è sconsigliato perché può scatenare reazioni cutanee allergiche, come eruzioni cutanee diffuse, specialmente se viene prescritta ampicillina o amoxicillina. La terapia si basa esclusivamente sulla gestione sintomatica: si raccomanda riposo assoluto, idratazione abbondante e l'uso di farmaci analgesici e antipiretici (come paracetamolo o ibuprofene) per alleviare dolore, febbre e infiammazione. Solo in rari casi di sovrainfezioni batteriche secondarie, il medico potrebbe valutare l'impiego di antibiotici specifici.
  • Come si conferma definitivamente la diagnosi di mononucleosi?
    La diagnosi non si basa solo sui sintomi clinici, che possono essere generici, ma richiede conferme di laboratorio. Il medico esegue inizialmente un esame fisico per rilevare gonfiore dei linfonodi e della milza. Successivamente, vengono richiesti esami del sangue specifici: la conta dei linfociti può mostrare un aumento anomalo, ma non è definitiva. Il test più affidabile è la ricerca degli anticorpi specifici contro il virus Epstein-Barr (EBV), come gli eterofili o gli anticorpi IgM e IgG diretti. Questi test immunologici permettono di distinguere la mononucleosi da altre infezioni virali o batteriche che presentano quadri clinici simili, garantendo una diagnosi corretta.

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