Mononucleosi terapia

Mononucleosi terapia generale

La mononucleosi è una malattia infettiva causata dall'agente virale EPSTEIN-BARR il quale colpisce i linfociti c. Nel gergo popolare viene chiamata "malattia del bacio" poiché il principale mezzo di trasmissione è la saliva. I soggetti colpiti nella maggior parte dei casi sono i giovani. Generalmente il metodo più efficace per la mononucleosi terapia è un periodo di riposo di circa dieci giorni che può essere coadiuvato dalle seguenti cure e precauzioni: evitare esercizi fisici faticosi per non aumentare la sensazione di debolezza, somministrazione di analgesici e antipiretici, alimentazione equilibrata e buona idratazione. Solitamente il decorso è tranquillo e complessivamente ha una durata di circa dieci giorni. Tuttavia, in piccolissime percentuali si possono verificare delle complicazioni come: rottura della milza, orchite, miocardite e pericardite.
Malattia del bacio

Il dono della terapia

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Mononucleosi, rimedi naturali

Rimedii naturali Il contagio della mononucleosi avviene attraverso lo scambio di saliva, il quale può avvenire direttamente o attraverso oggetti condivisi, fra cui i più comuni sono: posate, bicchieri, bottiglie, spazzolini e altri oggetti utilizzati da persone infette. Oltre alla tradizionale mononucleosi terapia, basata sul riposo e apporto di farmaci, è molto efficace anche una cura a base di rimedi naturali. Molto spesso questa malattia è caratterizzata da forte mal di gola per cui un ottimo rimedio è costituito dal miele. Questo eccellente prodotto delle api può essere assunto autonomamente oppure disciolto nel latte caldo. Oltre ad agire direttamente sul mal di gola, il suo apporto zuccherino aiuterà a debellare il generale senso di spossatezza. Altri rimedi naturali sono costituiti da: radici di liquirizia con proprietà antivirali e antimicotiche, stimolanti del sistema immunitario come tisane di melissa o il tè Pu-Erh, ed, infine, frutta e molta acqua per mantenere il corpo idratato.

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Mononucleosi terapia farmacologica

Linfociti atipici infetti Dopo aver contratto la mononucleosi, i soggetti già debilitati e con difese immunitarie indebolite possono presentare sintomi abbastanza chiari ed evidenti: febbre, astenia (riduzione dell'energia), linfoadenopatia (linfonodi atipicamente gonfi), ingrossamento della milza, cefalea, angina tonsillare (infiammazione delle tonsille) e, meno frequentemente, diarrea e dolori addominali. In ogni caso il quadro clinico più comune è una situazione molto simile a quella provocata da una normale influenza: infatti febbre, spossatezza ed ingrossamento dei linfonodi sono i sintomi più riscontrati. In questa determinata situazione, la terapia più consigliata è quella farmacologica basata su somministrazione di analgesici, antipiretici e corticosteroidi (nei casi più gravi). Importante sottolineare che la scelta del farmaco e le modalità di assunzione devono essere prescritte da un medico.


Decorso e prevenzione

Periodo riposo Tendenzialmente il decorso è approssimativamente di dieci giorni. Tuttavia, il virus Ebstein-Barr rimane latente nel nostro organismo con la possibilità di riattivazione. Infatti il sintomo più frequente nei mesi successivi è una generale sensazione di stanchezza e debilitazione (astenia). Per non incappare in questo stato fisico occorre seguire uno stile di vita sano e attivo per mantenere efficace il sistema immunitario. Inoltre è necessario prendere alcuni accorgimenti come: rispettare a pieno il periodo di riposo, assumere integratori vitaminici, seguire una dieta equilibrata e mantenere il corpo il più idratato possibile. Infine, nel periodo di malattia, è fondamentale porre una particolare attenzione a non condividere oggetti infetti (posate, bicchieri, bottiglie, ecc.), a non entrare in contatto con la saliva del malato e a seguire corrette norme igieniche per evitare contagi.




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