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Scarlattina contagio

Aggiornato il 19 settembre 20164 capitoli5 domande frequenti
scarlattina

Che cos'è la scarlattina

La scarlattina fa parte del gruppo delle malattie esantematiche, chiamate così poiché tutte si manifestano con un rash cutaneo (esantema, tecnicamente). Tali malattie sono caratteristiche dell'età infantile, ma possono colpire anche gli adulti, nei quali sono più frequenti le eventuali complicazioni della malattia. A differenza delle altre malattie dello stesso gruppo, la scarlattina non ha origine virale, ma è causata da un batterio: lo streptococcus pyogenes. Tale batterio causa malessere e tutti i sintomi tipici della malattia tramite le tossine che esso produce quando viene infettato da un batteriofago, ossia da un virus che sfrutta il batterio per riprodursi. È possibile, ma raro, dunque, che la scarlattina e il suo contagio si verifichino più volte nel corso della vita: esistono, infatti, diversi ceppi dello stesso batterio in grado di causare la malattia. La scarlattina prende il nome dal sintomo più vistoso che essa produce: un rash cutaneo di colore scarlatto, appunto.

Scarlattina contagio, incubazione e infettività

Il contagio della scarlattina avviene tramite la saliva e il muco di una persona infetta. Un semplice starnuto, un colpo di tosse, ma anche parlare a distanza ravvicinata, parlando di scarlattina contagio, possono causare il passaggio del batterio da una persona infetta a una sana e favorire, così, l'insorgenza della scarlattina. Questa malattia ha un periodo di incubazione che va da uno a 5 giorni. Dopo tale periodo la persona infetta inizia a manifestare i primi sintomi. Essendo una malattia facilmente diagnosticabile, il trattamento antibiotico scatta all'insorgere dei primi sintomi. In questo caso il paziente non è più contagioso dopo 48 ore di assunzione di antibiotici. Se, però, il malato non assume tali farmaci, il contagio della scarlattina rimane possibile per tutta la durata della malattia. Ad oggi, purtroppo, non esiste un vaccino per prevenire la malattia, perciò, per evitare il contagio, è bene evitare i contatti con le persone malate e, soprattutto, stare attenti alle comuni norme igieniche.

I sintomi della scarlattina

Passato un periodo che va da uno a 5 giorni dal contagio della scarlattina, compaiono i primi sintomi. Il decorso della malattia è caratterizzato da due periodi successivi distinti: il periodo pre-esantematico o prodromico e quello esantematico. L'inizio del primo dei due periodi è caratterizzato dalla brusca comparsa di febbre, che può raggiungere anche i 40°C e provocare brividi. Nausea, vertigini, vomito e cefalea sono altri sintomi possibili. L'enantema, ossia l'arrossamento della faringe, accompagnato da senso di costrizione alla gola e dolore durante la deglutizione, è, invece, un sintomo caratteristico della scarlattina. La lingua si ricopre di una patina bianca che, successivamente, inizia a desquamarsi e cambiare colore, introducendo così il secondo periodo della malattia: il periodo esantematico. Dopo 12-48 ore dai primi sintomi il corpo inizia a ricoprirsi di bolle di colore rosso scarlatto (l'esantema), che inizialmente coinvolgono inguine, ascelle e collo e, poi, si estende al resto del corpo. Sul viso, però, naso, mento e bocca vengono risparmiati, formando così la tipica "maschera scarlattinosa". La lingua che desquamandosi diventa rossa viene chiamata "a fragola".

Prognosi, terapia e complicanze

La prognosi della scarlattina, se curata adeguatamente, non supera le 3 settimane. I bambini affetti da scarlattina e trattati con antibiotici sono riammessi a scuola dopo 2 giorni dall'inizio della cura. Agli antibiotici possono essere aggiunti degli antipiretici per contrastare febbre troppo alta o persistente. È bene, in questo caso, prestare attenzione all'idratazione del paziente. Con un'adeguata cura si riduce anche la possibilità di sviluppare complicazioni della malattia, come febbre reumatica, che può danneggiare anche organi importanti, come cuore e cervello, malattie renali, polmonite, infezioni all'orecchio e alla pelle. In caso di gravidanza è bene prevenire un eventuale, seppur improbabile, contagio durante il parto. È sufficiente seguire un'adeguata profilassi antibiotica. Durante la gestazione è comunque bene non trascurare la malattia, perché esiste la possibilità che i batteri colonizzino il tratto vaginale e i tessuti amniocoriali, causando un parto prematuro.

Domande frequenti

  • Come si trasmette la scarlattina e quanto dura il periodo di incubazione?
    La scarlattina si trasmette principalmente attraverso goccioline di saliva e muco emesse da una persona infetta durante starnuti, tosse o semplicemente parlando a distanza ravvicinata. Il batterio responsabile è lo Streptococcus pyogenes. Una volta avvenuta l'esposizione, il periodo di incubazione varia generalmente tra 1 e 5 giorni prima della comparsa dei primi sintomi. È importante sottolineare che, a differenza di molte altre malattie infantili, questa è di origine batterica e non virale, il che influisce direttamente sulla scelta terapeutica e sulla gestione del contagio.
  • Quando un bambino affetto da scarlattina smette di essere contagioso?
    La contagiosità diminuisce drasticamente grazie alla terapia antibiotica. Se il paziente inizia l'assunzione di antibiotici prescritti dal medico, cessa di essere contagioso dopo circa 48 ore dall'inizio della cura. In questo scenario, il bambino può solitamente tornare a scuola o in strutture educative dopo questi due giorni, purché sia in buona salute generale. Tuttavia, se la terapia antibiotica non viene seguita, la persona rimane potenzialmente contagiosa per tutta la durata della malattia, rendendo cruciale l'aderenza al trattamento farmacologico per proteggere gli altri.
  • Quali sono i sintomi principali che distinguono la scarlattina dalle altre malattie esantematiche?
    I sintomi iniziali includono febbre alta (fino a 40°C), brividi, nausea e mal di gola. Il segno distintivo è l'eruzione cutanea (esantema) di colore rosso scarlatto che appare dopo 12-48 ore, iniziando da inguine, ascelle e collo per poi diffondersi. Una caratteristica unica è la "maschera scarlattinosa", ovvero il risparmio di naso, mento e bocca rispetto al resto del viso arrossato. Inoltre, la lingua sviluppa inizialmente una patina bianca che poi si desquama diventando rossa e granulosa, nota come "lingua a fragola". Questi segni clinici aiutano i medici a differenziarla rapidamente da altre patologie pediatriche.
  • Esiste un vaccino per prevenire la scarlattina?
    Ad oggi, non esiste alcun vaccino disponibile per prevenire la scarlattina. Poiché la malattia è causata dallo Streptococcus pyogenes e presenta diversi ceppi batterici, la prevenzione si basa esclusivamente su misure igieniche e comportamentali. Per ridurre il rischio di contagio, è fondamentale evitare contatti stretti con persone infette e praticare una rigorosa igiene personale, come il lavaggio frequente delle mani. Anche se rara, la reinfezione è possibile a causa della varietà dei ceppi batterici, quindi la vigilanza sulle norme igieniche resta la strategia principale di protezione.
  • Quali sono le possibili complicanze della scarlattina se non trattata correttamente?
    Sebbene la prognosi sia generalmente buona con una terapia antibiotica tempestiva, la scarlattina non trattata può portare a complicanze serie. Tra queste vi sono la febbre reumatica, che può danneggiare cuore e articolazioni, problemi renali, polmonite e infezioni dell'orecchio o della pelle. La terapia antibiotica non solo accelera la guarigione ma riduce significativamente il rischio di queste conseguenze. Inoltre, durante la gravidanza, l'infezione potrebbe teoricamente causare parto prematuro se i batteri colonizzano i tessuti amniotici, rendendo necessaria una profilassi specifica in casi particolari.

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